Giuseppe Intrieri

Giuseppe Intrieri 📸🎥Professional Photographer|Filmmaker
🍀Professional Nature Guide
🥾Travel Enthusiast
📍London 📍Calabria

06/09/2026

Ieri sono tornato a fare la guida nel Parco Nazionale della Sila.

Insieme ad altri colleghi e in collaborazione con il Comune di Casale del Manco, abbiamo accompagnato un gruppo alla scoperta del bacino del vecchio Lago Votturino.

Una bella mattinata di inizio settembre per tornare a raccontare la nostra terra: la sua storia geologica, le sue foreste e il paesaggio che ci circonda.

Ma soprattutto per condividere la bellezza di camminare insieme, osservare e meravigliarsi.

Tornare a fare la guida, nella mia Calabria, è stata un’emozione enorme. 🌿

Ieri è stata una di quelle mattinate che ti ricordano perché ami così tanto questo lavoro.Dopo tanto tempo, sono tornato...
06/09/2026

Ieri è stata una di quelle mattinate che ti ricordano perché ami così tanto questo lavoro.

Dopo tanto tempo, sono tornato a fare la guida nel Parco Nazionale della Sila, accompagnando un gruppo insieme ad altri colleghi Guide Ufficiali del Parco Nazionale della Sila in collaborazione con il Comune di Casali del Manco

La destinazione è stata il bacino del vecchio Lago Votturino, un luogo dove il paesaggio della Sila permette di raccontare tantissimo: la sua storia geologica, l’evoluzione delle sue foreste e il rapporto profondo che da sempre lega l’uomo a queste montagne.

Ma fare la guida non significa soltanto raccontare.

Significa camminare insieme, osservare, fare domande, condividere curiosità e, soprattutto, imparare a guardare un luogo con occhi diversi.

Ed è stato bello poter tornare a farlo proprio qui, nel territorio che conosco e amo, condividendo una splendida mattinata di inizio settembre con tante persone e con altri colleghi con cui è sempre un piacere camminare e raccontare la nostra terra.

Ogni volta che si percorrono questi sentieri c’è qualcosa di nuovo da scoprire.

Una roccia, un albero, una traccia, una storia o semplicemente un paesaggio che, osservato con un po’ più di attenzione, riesce a raccontare molto più di quanto sembri.

Tornare a fare la guida del Parco Nazionale della Sila è stata un’emozione.

E farlo nuovamente nella mia Calabria lo è ancora di più.

Una bella mattinata, fatta di natura, conoscenza e persone.

Di quelle che lasciano qualcosa dentro e che fanno ve**re ancora più voglia di continuare a camminare e raccontare queste montagne. 🌿

"Non sono nato in Calabria.Mio padre è bergamasco, mia madre calabrese. E la stessa cosa vale per la mia compagna. Eppur...
04/09/2026

"Non sono nato in Calabria.

Mio padre è bergamasco, mia madre calabrese. E la stessa cosa vale per la mia compagna. Eppure, ogni volta che scendo qui, qualcosa dentro di me si quieta e trova il suo posto: mi sento a casa.

Ogni anno corro giù per le ferie e, appena arrivo, mentre l’aria sa di terra, di mare e di sole, mi faccio la stessa domanda: “Ma chi me la fa fare a tornare su?”
E sia chiaro, nulla contro il Nord. Anzi. È una terra che rispetto, che mi ha dato tanto e che fa parte della mia storia.

Ma la Calabria è un’altra cosa.

Qui la bellezza non si lascia raccontare da lontano. Ti viene incontro nelle strade che si arrampicano sui paesi, nella luce che scivola sulle colline, nel profumo del cibo, nel vento che arriva dal mare e nei silenzi profondi della Sila. Devi attraversarla senza fretta, respirarla, assaggiarla, lasciarti sorprendere dai suoi contrasti: il blu che si apre all’orizzonte, il verde fitto dei boschi, la pietra calda dei borghi, i tramonti che sembrano accendere il cielo.

Io ho anche una fortuna che considero enorme: mia madre è originaria di un piccolo paese della Presila e dal terrazzo di casa posso guardare contemporaneamente il mare, le colline e Sua Maestà la Sila.

Tre paesaggi, tre respiri diversi, raccolti nello stesso sguardo.

E allora forse la Calabria non è semplicemente il posto dove vado in vacanza.
È il luogo in cui riconosco una parte di me.

E ogni volta che riparto, mentre la strada si allontana e il paesaggio scompare lentamente, una parte di me rimane qui." ❤️🌊🌲

Nella foto: il lago Cecita al tramonto

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Oggi sono arrivato ancora più lontano, continuando questo viaggio dentro la mia Calabria.Un viaggio che, in questi mesi ...
04/09/2026

Oggi sono arrivato ancora più lontano, continuando questo viaggio dentro la mia Calabria.

Un viaggio che, in questi mesi trascorsi a casa, sta assumendo per me un significato sempre più profondo.

Perché più cammino per questa terra e più mi rendo conto che il legame che ho con lei non è fatto soltanto di ricordi, di paesaggi o dei luoghi in cui sono cresciuto.

È qualcosa di più difficile da spiegare.

È quella frenesia che sento ogni volta che apro una mappa e vedo un punto della Calabria in cui non sono mai stato. È il desiderio di prendere gli scarponi, salire in macchina e andare a vedere con i miei occhi cosa c’è oltre quella strada.

È la sensazione che, nonostante io abbia trascorso una vita a raccontare e fotografare questa terra, ci sia ancora qualcosa che mi chiama.

Oggi quella chiamata mi ha portato fino ai confini con la Basilicata, a Rocca Imperiale e Oriolo.

Due luoghi che avevo segnato sulla mia cartina da anni.

Due punti rimasti lì, in attesa.

Luoghi di cui conoscevo la storia, che avevo visto raccontati attraverso fotografie e immagini, ma dove i miei piedi non erano mai arrivati.

E oggi finalmente ci sono arrivato.

Rocca Imperiale mi ha accolto con il suo castello che domina dall’alto il borgo e il paesaggio circostante, con le sue strade, i vicoli e quella posizione sospesa tra montagne e mare, in uno degli angoli più estremi della Calabria.

Poi Oriolo.

E qui ho avuto ancora una volta quella sensazione che provo spesso quando esploro un luogo nuovo della mia terra: quella di chiedermi come sia possibile non esserci arrivato prima.

Camminare nel suo centro storico, tra la pietra, le case antiche, il castello e gli scorci che si aprono sul paesaggio, è stato come entrare in una Calabria diversa e allo stesso tempo profondamente familiare.

Forse è proprio questo che mi emoziona di più.

Scoprire luoghi nuovi e, nonostante siano nuovi, sentire che in qualche modo mi appartengono.

Perché appartengono alla mia terra.

E allora continuo a camminare.

Continuo a segnare punti sulle mappe.

Continuo a desiderare di raggiungere quei borghi, quelle montagne, quelle vallate che ancora non conosco.

Perché ogni volta che penso di conoscere la Calabria, lei riesce a ricordarmi quanto sia ancora immensa.

Quante storie custodisca.

Quante identità diverse convivano dentro i suoi confini.

Quante Calabrie esistano dentro la Calabria.

Oggi due piccoli punti sulla mia mappa sono diventati finalmente ricordi, strade percorse, panorami osservati e luoghi vissuti.

E ovviamente non potevo arrivare fin qui senza portare con me tutta la mia attrezzatura fotografica e video.

Questa è soltanto una piccola anticipazione.

Nei prossimi mesi vi farò vedere molto di più di Rocca Imperiale e Oriolo, attraverso fotografie, video e racconti di questa parte straordinaria della Calabria.

Perché tornare a casa, per me, sta significando anche questo.

Continuare a innamorarmi della mia terra.

Ancora.

Come se fosse la prima volta. 🌿

02/09/2026

La meraviglia come primo passo verso la tutela

Per me la fotografia di natura ha sempre avuto anche un altro obiettivo: meravigliare.

Perché quando qualcosa riesce davvero a emozionarci, smette di essere semplicemente qualcosa che osserviamo.

Inizia a diventare qualcosa a cui teniamo.

Ed è proprio da qui che nasce, secondo me, un sentimento di tutela.

Se attraverso una fotografia riesco a farvi fermare davanti a un paesaggio, a farvi emozionare per un bosco, una montagna, un animale o un luogo che magari non avete mai visto, allora quella fotografia ha già fatto qualcosa di importante.

Perché difficilmente ci prenderemo cura di qualcosa che non conosciamo, che non comprendiamo e che non sentiamo vicino.

Prima viene la meraviglia.
Poi la conoscenza.
E, forse, da entrambe può nascere la tutela.

È anche per questo che, nel corso degli anni, ho cercato di costruire immagini capaci non soltanto di mostrare la natura, ma di far sentire alle persone il desiderio di proteggerla.

Un altro estratto dal mio talk sulla fotografia di paesaggio, tenuto a Torre Sant'Antonio a Santa Caterina dello Ionio, in occasione della premiazione del concorso “Paesaggi Naturali”.

Oggi sono stato nel cuore di una Calabria autentica, continuando quel percorso che mi sono prefissato di portare avanti ...
01/09/2026

Oggi sono stato nel cuore di una Calabria autentica, continuando quel percorso che mi sono prefissato di portare avanti durante questi due mesi trascorsi a casa.

Oggi sono stato nel cuore di una Calabria autentica.

Continuo quel percorso che mi sono prefissato di portare avanti durante questi due mesi a casa: tornare nei luoghi che avevo lasciato indietro, riscoprire quelli in cui mancavo da troppo tempo e mettere finalmente piede in territori che, pur conoscendo sulla mappa e attraverso i racconti, non avevo ancora vissuto davvero.

La prima tappa è stata un ritorno.

Dopo oltre un decennio sono tornato all’Abbazia di Santa Maria di Corazzo, uno di quei luoghi dove la storia sembra essere rimasta sospesa tra le rovine e il paesaggio che la circonda. Un luogo antico, legato per secoli alla presenza monastica e alla storia di questo territorio, capace ancora oggi di trasmettere una sensazione particolare.

Camminare nuovamente tra quelle pietre dopo tanti anni è stato come ritrovare un pezzo di Calabria che avevo lasciato indietro.

Poi sono andato verso una destinazione per me completamente nuova.

Aiello Calabro.

Un borgo in cui, incredibilmente, non avevo mai messo piede e che mi ha lasciato senza parole.

La sua conformazione è qualcosa che bisogna vivere camminandoci dentro. Il castello domina dall’alto, arroccato sulla rupe, mentre le case sembrano scendere e protrarsi lungo il paesaggio, seguendo colline, speroni e sporgenze rocciose che accompagnano lentamente lo sguardo verso il Mar Tirreno.

Un susseguirsi di prospettive, vicoli, pietra e panorami.

E ancora una volta ho avuto la conferma di quanto sia incredibile la Catena Costiera.

Una parte della Calabria che conosco ancora troppo poco e che, nei prossimi anni, voglio assolutamente approfondire, esplorare e raccontare con più attenzione.

Ovviamente non sono andato lì solo per una passeggiata.

Con me c’era tutta l’attrezzatura fotografica e video.

E posso già dirvi che quello che ho visto merita di essere raccontato.

Più avanti vi farò vedere Aiello Calabro e questi luoghi attraverso le immagini che ho portato a casa.

Perché questa Calabria continua a sorprendermi.

Anche quando penso di conoscerla già. 🌿

Come vi raccontavo qualche giorno fa, due giorni prima di scattare queste fotografie ho fatto una cosa che non facevo da...
31/08/2026

Come vi raccontavo qualche giorno fa, due giorni prima di scattare queste fotografie ho fatto una cosa che non facevo da tanto tempo.

Ho preso il mio sacco a pelo e sono tornato sulle sponde del Lago Cecita per trascorrere la notte all’aperto, aspettare il passare delle ore nel silenzio e vivere ancora una volta quei momenti che per tanto tempo avevo lasciato indietro.

Questa era la notte.

La Luna era quasi piena e illuminava così tanto il paesaggio che di stelle se ne vedevano poche. Eppure, in quel momento, non aveva alcuna importanza.

Perché bastava essere lì.

Bastava sapere di essere sdraiato sulle sponde di un lago, nel cuore delle montagne della Calabria, avvolto dal silenzio e sotto l’immensa coltre dell’Universo.

Anche se quella notte le stelle erano poche, sapevo che erano tutte lì, sopra di me.

E forse è proprio questo ad aver reso tutto ancora più magico.

Dopo tanto tempo sono tornato a vivere una notte così. A dormire all’aperto, ad aspettare che le ore passassero lentamente, senza avere fretta, lasciandomi semplicemente accompagnare dalla natura.

E mentre guardavo quel cielo illuminato dalla Luna, ho pensato a quanto mi fossero mancati momenti come questo.

A volte non bisogna vedere tutto per sentirsi parte di qualcosa di immenso.

Basta semplicemente esserci. ✨

Una giornata intensa, di quelle che riescono a lasciarti addosso qualcosa anche quando sembrano ormai finite.Stasera, co...
30/08/2026

Una giornata intensa, di quelle che riescono a lasciarti addosso qualcosa anche quando sembrano ormai finite.

Stasera, continuando questo bellissimo viaggio attraverso luoghi, storie e incontri, sono stato nel centro storico di Grimaldi.

Camminare tra i vicoli di questi borghi calabresi è sempre un sentimento difficile da spiegare. Da una parte c’è una tristezza profonda, quasi inevitabile: la consapevolezza di vedere luoghi che un tempo vivevano di voci, di comunità, di bambini che giocavano nelle strade, di porte aperte e di allegria, e che oggi, troppo spesso, fanno i conti con lo spopolamento e il silenzio.

Dall’altra parte, però, c’è qualcosa di straordinario.

C’è il fascino di camminare letteralmente dentro la storia.

Nei dettagli architettonici, nei nomi delle strade e nei toponimi, nelle pietre, nelle storie e nelle curiosità raccontate da chi questi luoghi li conosce molto meglio di me. Ed è proprio ascoltando e osservando che si riesce ad apprezzare ancora di più la bellezza nascosta di questi paesi.

Forse è proprio questo il filo conduttore che continua a legarmi alla Calabria.

Una terra che ho criticato molto e che continuo a criticare. Ma, in fondo, se non mi interessasse nulla, se non provassi nulla per questa terra, perché dovrei criticarla?

Credo che spesso la critica, l’amarezza e perfino la rabbia nascano proprio dal contrario dell’indifferenza. Sono il risultato di un legame profondo. Forse anche di un amore complicato.

Ed è stato anche per questo che sono andato via.

Eppure niente, in tutti questi anni, è mai riuscito a sciogliere completamente quel cordone ombelicale. Niente ha sconfitto il fascino che provo quando trascorro giornate come quella di oggi, imparando qualcosa di nuovo sulla mia terra, scoprendo storie e segreti nascosti tra montagne, valli e borghi arroccati sulle rocce della nostra regione.

A concludere questa fantastica giornata, poi, c’è stato l’appuntamento con la presentazione del nuovo libro del professor Fabrizio Mollo , che ho avuto il piacere di conoscere anni fa durante la presentazione di un altro suo importante lavoro, la Guida geologica della Calabria antica.

Questa volta il viaggio è stato ancora più indietro nel tempo.

Un viaggio alla scoperta dei nostri antenati, dei calabresi prima dell’arrivo dei Greci. Di chi c’era prima. Degli altri.

Un libro che avrei voluto comprare a prescindere, prima della mia partenza per Londra il mese prossimo.

E forse non è un caso.

Il professor Mollo probabilmente non lo sa, così come non lo sanno tante altre persone, ma l’archeologia è sempre stata una mia grande passione. Non l’ho mai studiata realmente, non ne ho fatto il mio percorso professionale, ma sono convinto che, se avessi avuto un’altra vita da vivere, probabilmente avrei voluto fare l’archeologo.

Perché, per me, è un altro straordinario modo di guardare il mondo.

Di comprenderne la storia, il territorio, le persone che lo hanno abitato. Un po’ come faccio attraverso lo studio della storia naturale, della biodiversità e dei paesaggi: cercando di leggere ciò che abbiamo davanti e di capire tutto quello che, spesso, non riusciamo più a vedere.

La presentazione è stata eccellente, come sempre. In questi anni io e il professor Mollo siamo rimasti anche in contatto attraverso i social e credo che, da questo punto di vista, siamo tra quelle persone che hanno trovato in questi strumenti un modo corretto e bello per continuare a confrontarsi, condividere conoscenza e mantenere vivi certi legami.

Come gli ho detto questa sera, partecipare a eventi come questo, continuare a comprare libri, leggerli e studiarli, è anche il mio modo di rimanere legato alla Calabria.

Di continuare a studiarla.

Di approfondirla.

Ma soprattutto, di continuare a conoscerla.

Perché forse il senso più bello di tutto questo è proprio qui: possiamo vivere tutta una vita in un luogo, attraversarne le montagne, fotografarne i paesaggi, raccontarne la natura, percorrerne le strade e i borghi… eppure continuare a scoprire qualcosa di nuovo.

E forse è proprio per questo che certe terre non smettono mai davvero di appartenerti.

Perché, in fondo, credo che non si finisca mai di conoscere nulla. Tantomeno una terra che, nel bene e nel male, continua a raccontarti qualcosa di te stesso.

30/08/2026

Oggi sono stato in una zona della Calabria nuova per me.

Nuova non nel senso che non ne conoscessi l’esistenza, ma perché i miei scarponi non avevano ancora calpestato questi sentieri.

Grazie all’invito dell’amico Rosario Pedretti, ho partecipato all’escursione conclusiva della Savuto’s Fair, organizzata per Pino Miniaci, e abbiamo raggiunto la vetta di Monte Santa Lucerna.

È stata una di quelle giornate che mi ricordano quanto sia straordinario esplorare la Calabria.

Perché qui, come in tanti altri luoghi della nostra regione, si cammina letteralmente sulla storia.

Una storia naturale e una storia umana, profondamente intrecciate tra loro.

Ci sono toponimi che raccontano i primi insediamenti umani e l’evoluzione sociale che questi territori hanno attraversato nel corso dei secoli. Ci sono piante, boschi e rocce che raccontano invece una storia ancora più antica, quella naturale di queste montagne che, incredibilmente, si trovano a pochissima distanza dal Mar Tirreno.

E poi ci sono i panorami.

Quelli che ti costringono a fermarti, a guardare e a renderti conto, ancora una volta, di quanto sia complessa e meravigliosa questa terra.

Ma una giornata così bella non è fatta soltanto dai luoghi.

È fatta anche dalle persone.

Camminare insieme a tante persone interessate, appassionate e profondamente legate a questi territori, ascoltare i loro racconti e le loro conoscenze su luoghi che sentono come parte di sé, ha reso questa esperienza ancora più speciale.

Oggi i miei scarponi hanno percorso un territorio nuovo.

Ma soprattutto hanno aggiunto un altro piccolo pezzo alla conoscenza di quella terra che, per quanto io possa esplorarla, continua sempre ad avere qualcosa di nuovo da raccontarmi.

Un’esperienza incredibile e bellissima. 🌿

Associazione Laghitani nel Mondo
Comune di Grimaldi - CS
Comune di Malito

Una serata che porterò con me.Stasera ho avuto il piacere di partecipare alla serata conclusiva di Arena Casali, organiz...
29/08/2026

Una serata che porterò con me.

Stasera ho avuto il piacere di partecipare alla serata conclusiva di Arena Casali, organizzata dagli amici de I Cinefamelici, dedicata a un tema che sento particolarmente vicino: il rapporto tra natura e tecnologia.

Il mio talk, dedicato alla natura, alla fotografia e agli animali selvatici, è stato accolto con grande partecipazione e interesse, e per questo sono davvero felice e grato. Ancora di più perché ho avuto l’onore di essere presente anche con una piccola mostra fotografica: immagini che raccontano la straordinaria biodiversità faunistica della Calabria e di Londra, due luoghi diversi ma entrambi capaci di ricordarci quanto la natura sia ancora profondamente presente nelle nostre vite, se solo scegliamo di osservarla.

In un mondo che corre sempre più veloce, che spesso lascia sempre meno spazio all’approfondimento, ai contenuti di valore e alle occasioni di incontro dedicate alla cultura, serate come questa assumono per me un significato ancora più importante.

Fermarsi, ascoltare, parlare di natura, fotografia, tecnologia, cinema e provare a condividere idee e conoscenze con altre persone è qualcosa di cui abbiamo ancora tremendamente bisogno.

Grazie a I Cinefamelici per aver creato tutto questo e per avermi voluto coinvolgere in questa bellissima esperienza. È stato davvero un piacere farne parte.

Grazie al Parco Nazionale della Sila e Comune di Casali del Manco per sostenere queste iniziative

Grazie a Guide Ufficiali del Parco Nazionale della Sila per la presenza e il supporto

Arriveranno poi dei video estratti della serata

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