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Riflessioni e spunti su chi siamo, su ciò che viviamo, su ciò che ci riguarda, attraverso diverse forme artistiche.
ποιέειν τὴν ἐλπίδα = creare speranza
Per aspera ad astra
Plenis Velis
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IL GIOCO D’AZZARDOQuando le mani tremano, quando la mente vacilla sotto il peso invadente di un pensiero che non senti t...
07/02/2022

IL GIOCO D’AZZARDO
Quando le mani tremano, quando la mente vacilla sotto il peso invadente di un pensiero che non senti tuo, che non “vorresti volere”, quando pare che per liberarsi da una tentazione non resti che cedervi. Quando il dubbio ti assilla e l’ansia ti divora. Quando in tasca non (ti) resta che un soldo, polveroso, vecchio… ma necessario. Quando non te ne importa più nulla.
Quando decidi di provarci, di inserire quel maledetto spicciolo nella bocca fagocitatrice di una squallida macchinetta nel retro di un bar sotto casa, sperando stupidamente di poterlo moltiplicare.
Quando lo fai, non perdi solo il valore di quella moneta, perdi la tua speranza, la tua dignità, la tua salute mentale. […]
E stai pur certo che se anche il caso ti sputasse in viso la sudicia e sonante vincita di qualche miserabile quattrino, tu, Uomo, li rigiocherai nel giro di poche ore, di pochi giorni. Non perdendo semplicemente la suddetta vincita, ma anche il tuo onore, la tua rispettabilità.
Lo sdegno s’approprierà del tuo animo fragile, deceduto indecorosamente sotto la spinta irrefrenabile ed inguaribile d’un gioco fine a se stesso, che non porta alcun giovamento e che non serba rancore.
Un gioco impudico, che non si vergogna della sua nudità volgare, un gioco insaziabile che nulla porta se non allo svilimento dell’alma. E stai pur certo che se mille ne getta, duemila ne consuma.
[…] Forse ne trarrai conforto, perché ti apparirà come un caldo rifugio di possibile speranza. Ma stai certo che non è da lì che scaturisce la misericordia.
Affronta la Vita, non aver paura di chiedere “aiuto” se non riesci a sfamare i tuoi cari, se il tuo portafoglio è vuoto e non riesci a nutrir le bollette.
C’è sempre speranza per chi concede Amore alla sua Vita, alle sue creature, alle sue semplici bellezze. […]
Amati con sincerità, con onestà, con dignità… e vedrai che la vita non mancherà di sorprenderti, accogliendoti con speme calda di gioia.
Per cui non giocare quel soldo polveroso che conservi nella tua giacca più vecchia e sgualcita, perché un giorno potrà servirti per estinguere il debito che hai per entrare nel Regno dei Cieli.

Testo completo sul blog. Link in Bio.

LADRI D'AMOREE se la gazza, ladra, invece di rubare oggetti luccicanti, rubasse Amore?Anch'esso brilla, ma di una luce p...
13/01/2022

LADRI D'AMORE

E se la gazza, ladra, invece di rubare oggetti luccicanti, rubasse Amore?
Anch'esso brilla, ma di una luce propria come il sole, non riflessa come la luna.

Rubare Amore non è illegale: è immorale, ossia contrario all'etica.
Un amore amorale partorisce esseri lassisti, dissoluti e atei. Un amore immorale partorisce depravati, perversi e blasfemia.
Concediamoci dunque il lusso di un Amore fine a sé stessi, senza secondi fini. E la nostra cornucopia si riempirà di benevolenza e devozione, non più di gioielli preziosi e monete luccicanti.
Ecco allora che l'essere prevaricherà l'avere; in tal modo trarremo il beneficio di un piacere incondizionato e pervasivo: la nostra anima di sentirà sazia ed appagata. Così facendo non dovremo più soffrire nell'angoscia di un "agire" che pare non essere mai abbastanza.
A volte ci affanniamo nella ricerca spasmodica dell'avere, poiché crediamo che esso ci permetta di entrare in possesso dell'essere e delle sue soddisfazioni intrinseche. Ma è un circolo tossico ed effimero che non placa la sete, che non sazia la nostra fame d'affetto.
E così ci inganniamo, perché è un amore che ristagna in se stesso e non fruttifica.
Abbandoniamo dunque i piaceri del corpo e adorniamo le nostre spoglie, il nostro volto, con la luce ammaliante che solo un occhio può generare e che mai nessun cristallo potrà mai eguagliare.

Opere usate:
La Gazza – C. Monet
Il convegno – A. Alciati (per uno spunto di riflessione leggere questo articolo)
Il bacio – G. Klimt
Fotografie:
Una finestra – scattata presso via Vittorio Veneto Albino (Bg)
La grata di sant’Anna – via G. Mazzini (Monastero di sant’Anna) Albino (Bg).

Una piccola intervista su   grazie per l'opportunità
11/12/2021

Una piccola intervista su grazie per l'opportunità

IL PERDONODammi tregua, pensiero.Incessantemente s'insinua il dubbio, lacerante e vertiginoso, dell'insaziabile serpe ch...
30/11/2021

IL PERDONO

Dammi tregua, pensiero.

Incessantemente s'insinua il dubbio, lacerante e vertiginoso, dell'insaziabile serpe che striscia senza guardarsi alle spalle, senza porre occhio alla landa bruciata che lascia dietro a sè, dietro alla sua coda appuntita, dinnanzi alla sua lingua biforcuta.
E Caino ancora non sa d'esser figlio di un pensiero assassino.
Sicario del prodigo.
Omicida dell'Eden.

Dammi tregua, dolore.

Nel silenzio assordante i pensieri rimbombano, eco di un ricordo che fu.
Ma ecco che la speranza lampeggia come una folgore e l'anima malata trova di che dissetarsi nelle gocce di una pioggia che più non serba rancore.
Ed il sole battezza con i suoi raggi il germoglio di un nuovo avvenire.
Ferma il pensiero, non lasciarlo strisciare nel cuore, non dargli spazio, altrimenti esso lo prenderà tutto.
Ferma il pensiero che ti urla dentro “Hai ragione! Ha torto lui!”.
Fermalo prima che sia troppo tardi. Zittiscilo perché tu possa parlare.
Fai silenzio e lascia andare.
Chiudi fuori dalla porta del cuore la situazione, alza il tuo sguardo e apri il pugno.
Fermati, inginocchiati davanti a Colui che già prima ti perdonò.
Raccontagli cosa hai vissuto, anche la rabbia. Mettigliela ai piedi, Egli, l’Altissimo farà luce in te stesso.
Fai come il Figlio dell’uomo, come il nostro Signore. Chinati e lava i piedi con l’acqua del tuo amore a colui che ti ferì, come fece Egli, nell’ultima cena all’uomo che lo tradì.
Perdona, aprendo le braccia! È faticoso, ma fallo prima per te stesso. Rompi la catena dell’odio, della rabbia e sìi libero di camminare. Altrimenti camminerai con il cappio del non perdono al piede…
… camminerai, ma nemmeno il tempo lo scioglierà e sarà sempre pronto a farti inciampare. Il perdono rende liberi, è un lavoro certosino, chiede tempo e ripetizione…
Scorrerà allora nuova linfa, nuova vita, che scioglie il cuore raggelato dalla rabbia. Ma che poi forse il perdonar se stessi è ancora cosa più ardua?

Foto scattate in provincia di e ... le parti in oro sono una foto fatta ad una foglia d'oro.


LA TEMPESTAAllibisci, dinnanzi alla bellezza struggente d'un Sole infiammato che tramonta oltre il mare del Nord. Freddo...
07/11/2021

LA TEMPESTA
Allibisci, dinnanzi alla bellezza struggente d'un Sole infiammato che tramonta oltre il mare del Nord. Freddo, burrascoso, austero. Eppure così seducente nella sua inquietudine.
A volte bisogna prendere tempo. Bisogna riprendere fiato. Perché anche le acque chete ribollono nei fondali; si agitano per risalire in superficie e trovare finalmente il sospiro della spuma dell'onda ed espandersi nell'anelito del Mondo.
E sii consapevole di non esser mai solo in questa tempesta, in questo viaggio in cui potresti anche smarrire la rotta. Perché è proprio nei momenti più bui che devi aprire i tuoi pugni serrati in una carezza. E scrutare l'orizzonte, sorridendo alla luce.
Troverai così la consapevolezza che porta alla pace interiore.
Dunque non scordare di ringraziare ogni giorno Chi ti donò la Vita, poiché solo così la tua Anima in Tempesta potrà naufragare in porti sicuri e baciare le spiagge del Perdono.

THE STORM

Whiten, in front of a wrenching beauty
of a burning sunsetting in the North sea.
Cold, stormy and grim.
But it has such a seducing agitation.
Some times we need to stop
grasping time. We need breath.
‘Cause also quiet water bursts in the depth;
bursting up to the sea surface
finding the sigh of a frothing wave and
swelling throughout the World breath of life.
Be aware you are not alone
in this storm, in this journey
where you can also lose your way.
Precisely in the darkest moments
be your clenched fists
wide open in a caress, and peer closely
the horizon, smiling to the future.
You will find the awareness,
bringing you to an interior peace.
Well, remember to thank the one who makes you live,
a gift for you, and remember that, each and every day.
Just that way, your storming soul
will finaly shipwreck in peace harbor, in safe,
kissing Forgiveness beach.

LA SPIGOLATRICESi ode in lontananza il rintocco sordo d'una campana, memoria soave d'antichi ricordi.Ma la spigolatrice,...
07/11/2021

LA SPIGOLATRICE
Si ode in lontananza il rintocco sordo d'una campana, memoria soave d'antichi ricordi.
Ma la spigolatrice, china e intenta nel suo meticoloso "da fare", non alza la schiena, aspetta il tramonto.
Dedita, come sempre, a quel minuzioso e certosino lavoro, sa di dover cogliere non solo le spighe, ma anche quell'amorevole pace interiore che solo l'umiltà d'un lavoro svolto dignitosamente può fornire.
È nel piccolo fiore di campo che la nostra anima temprata percepisce appagamento. Nel sole che sorge, nel vento che soffia... nelle "piccole cose".
È questo il valore taumaturgico della natura: se ci prendiamo cura della natura, lei si prenderà cura di noi.
Se coltiviamo ossessioni, i campi non potranno che far germogliare angosce e tormenti. Se coltiviamo amore e speranza potremo raccogliere serenità e desiderio di Vita.
A volte può capitare di dover "mettere mano" nel fango di un'Anima avvilita e tormentata. Ma è solo rendendo il giardino del nostro Spirito pulito e ordinato, solo coltivando la dedizione al piacere della semplicità, che potremo trovare la tanto bramata pace interiore, la pace dei sensi.
Così anche una piccola lucciola, se contemplata con occhio colmo d'amore, saprà scaldarci il cuore come un sole trionfante allo zenit.

LA GIUSTIZIAQuando Eva colse il Frutto del Peccato Originale, il genere umano parve predestinato al Male.Ma l'Eterno vol...
07/11/2021

LA GIUSTIZIA

Quando Eva colse il Frutto del Peccato Originale, il genere umano parve predestinato al Male.
Ma l'Eterno volle offrirci la grazia del Perdono.
Il Libero Arbitrio a noi concesso non cancella il Peccato Originale, anzi questo infetta la libertà dell'uomo, spingendolo a compiere il male.
Troppo spesso pensiamo ad un Dio giudice, che ci castiga quando usciamo dalla retta via. Ma Egli non ci giudica, non emette sentenze. La punizione è insita nel peccato stesso, nel male che ci procuriamo commettendo tale errore.
La Giustizia ha il volto di una madre prodiga d'insegnamenti e d'affetto. Ci consiglia, ci ammonisce, ci esorta… e se sbagliamo non ci giudica, ma ci assiste e ci cura; protendendosi sulle nostre mancanze con sguardo amorevole, per sottrarci dal circolo vizioso del senso di colpa e aprirci così la strada verso il circolo virtuoso del precetto.
Non esiste peccato così grande che Dio non possa perdonare, e non esiste peccato che, se contemplato nel volto paterno di Dio, non sia frutto d'insegnamento, di dottrina.
Nulla è vano se fatto con amore. Nessun commento è superfluo se condotto per conoscenza. Nessun’azione è disdicevole, se compiuta con dignità.
La remissione del Peccato Originale avviene subito con il battesimo, tuttavia la concupiscenza, il predominio della materia sullo spirito, ci rende vulnerabili, dunque ancora influenzati dal male.
Ma grazie al dono dello Spirito Santo, l'Eterno ci concede il riscatto dal Peccato dei progenitori.
Perseguiamo dunque la via della Giustizia, ossia della rettitudine, poiché anche se tortuosa è scoscesa, saprà condurci alla purezza dello Spirito.
E allora sì che non dovremo più temere il Giudizio Universale.

LA TEMPERANZA "Est modus un rebus" n Orazio.Quante volte pecchiamo d'intemperanza, credendo semplicemente di soddisfare ...
07/11/2021

LA TEMPERANZA
"Est modus un rebus" n Orazio.

Quante volte pecchiamo d'intemperanza, credendo semplicemente di soddisfare i nostri istinti, le nostre pulsioni più profonde?!
Siamo certi che il circolo in cui annaspa il vizioso sia frutto di un castigo più grande?
Oppure sei tu, Uomo, a non saper dare un limite ai tuoi appetiti più viscerali?
Dovremmo smorzare i nostri desideri più ostinati e reconditi, praticare l'astinenza e godere dei piaceri insiti nella morigeratezza.
Se ci affanniamo nell'assidua ricerca del soddisfacimento delle brame corporali, non troveremo mai pace, non sarà mai abbastanza.
Cogliamo dunque la bellezza nelle piccole cose: il germogliare candido di un fiore, il tepore emanato da un vecchio braciere, il sorriso dolce di un fratello...
Dobbiamo portare rispetto verso il nostro corpo, verso il nostro "Io" più intimo e profondo e osservare la "giusta misura".
Abbracciamo dunque la Temperanza: Virtù che consente l'esaudirsi equilibrato dei piaceri corporali.
V'è differenza fra piacere e bisogno, tuttavia talvolta confondiamo il primo con il secondo e la necessità si trasforma in un'improbabile ossessione all'ingordigia, all'insaziabilità.
Ma ci inganniamo.
Solo la Temperanza porta alla "Delizia dell'Anima".

"Beati quelli che pur non avendo visto crederanno". (Giovanni 20, 29)In ogni dolore si cela l'incomprensione di un diseg...
07/11/2021

"Beati quelli che pur non avendo visto crederanno". (Giovanni 20, 29)
In ogni dolore si cela l'incomprensione di un disegno più grande. Nelle sante piaghe dell'amore del Figlio, si riflettono le piaghe dei dolori dell'uomo: siamo tutti chiamai all'espiazione.
Capita a volte, trovandosi per via, d'imbattersi in una ferita, una ferita di quelle che ti lacerano nel profondo e ti lasciano a terra, esanime, in ginocchio, a domandarti: "Perché?"
Spesso pensiamo che basti il tempo a curar ogni ferita, con i suoi punti di sutura, fatti di oblio e dimenticanza. In questo modo cerchiamo di soffocare, narcotizzare tale sofferenza... ed ogni cosa sembra così trarne giovamento, pare andare a buon fine.
Ma ci inganniamo.
E lo sappiamo.
Tuttavia, non realmente sanata, la ferita s'infetta e, gonfiandosi, trova nelle lacrime l'unico sfogo, l'unica via d'uscita... ed il cuore diviene sempre più arido e malinconico.
Ma ecco che nei silenzi assordanti delle nostre notti più insonni, l'Altissimo con mano paterna, si china per toccare il nostro Dolore. Ed è allora che la tela dell'ineffabile si squarcia: il cielo stellato si mostra oltre le travi del tetto che ci protegge... e giunge così a noi un barlume di speranza, di comprensione.
Ed i nostri "Perché" trovano finalmente risposta.
Nulla va perduto: con presa salda e sicura, l'Alma s'avventura nell'oscura tela del Dolore, e grazie al Divino giunge all'intesa: l'Alma scorge la Trinità stessa donarLe la Vita e la osserva chiamarla alla Risurrezione, come il Figlio fece nella Notte dei Tempi.
Affidiamo dunque i nostri dolori all'Altissimo, sapendo che ad ogni "Perché" v'è risposta. Poiché Dio non affida a nessuno dei sui figli un fardello tanto grande da non poter essere portato e, chissà, magari anche superato.

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