13/01/2023
È vero, fotografare il cielo in inverno è poco stimolante perché la Via Lattea non si vede (o non si vede bene). È vero anche che fa freddo e generalmente le condizioni di visibilità sono critiche e chi ha voglia di salire in montagna per rischiare una foto che avrà poco da raccontare. Ma, a volte, una serata fredda, stranamente tersa, può svelare agli occhi un cielo ricco di stelle, che celano un racconto mitico affascinante.
Il cielo di ieri sera ci racconta la storia di Orione, il cacciatore celeste.
Orione era un gigante, possente e bellissimo, abilissimo nel cacciare qualsiasi preda sempre seguito dal suo cane, Sirio. Il racconto della sua morte ha conosciuto diverse versioni.
Una di queste racconta che di Orione innamorò Artemide, dea della caccia, la quale però si vide rifiutata. Quando però vide Orione corteggiare e molestare le Pleiadi, le sette figlia di Atlante e Pleione, decise di punirlo facendolo colpire a morte da un velenoso scorpione (secondo un’altra versione lo scorpione sarebbe stato mandato dalla Madre Terra, Gea, offesa dalla superbia di Orione nel definirsi capace di sterminare qualsiasi sua creatura).
Un’altra versione vede Artemide stessa ucciderlo, ma stavolta per sbaglio, cadendo in un tranello tesole dal fratello Apollo.
Ad ogni modo, il racconto ci dice che dopo la sua morte il suo fedele Sirio, dal dolore, ululò nel vento senza sosta. Zeus intenerito (o forse infastidito) dal lamento straziante decise di trasformare Orione e il cane nelle costellazioni che solcano, luminosissime, il cielo invernale. La premura di Zeus farà, inoltre, in modo da collocare lo Scorpione a debita distanza da Orione, così da non potergli più fare del male: infatti, solo dopo il tramonto di Orione ad ovest sorge lo Scorpione ad est.
In foto vediamo al centro Orione, alla sinistra seguito da Sirio (la stella più luminosa della costellazione del Cane Maggiore) e da Procione (la stella più luminosa del Cane Minore) inseguire le Pleiadi (in alto a destra) o piuttosto fronteggiare il Toro. Estraneo a tutto il racconto mitico, eternato dal cielo invernale, c’è Marte che in queste sere fa compagnia ai numerosi protagonisti di questo affascinante mito, visibile comodamente dal terrazzo di casa.