12/02/2025
La scorsa estate sono stato per un po' di tempo in viaggio nel sud del Marocco. Era una vacanza. Una parte di me è tornata in frantumi.
Ho vissuto le settimane successive in uno stato di malinconia perenne che, incontrando i problemi e le ansie della vita quotidiana, mi ha fatto rannicchiare in un angolo di una stanza troppo piena.
Ad ottobre ho iniziato uno dei miei progetti nelle scuole, stavolta con ragazzi di 17/18 anni. Il primo giorno è stato il più brutto dei lunedì, anche se era mercoledì. Incontro dopo incontro, il mio umore cambiava e mi sono ritrovato ad aspettare il mercoledì come il giorno più felice della settimana. È stato, senza dubbio e senza il minimo romanticismo, il progetto più divertente della mia intera carriera artistica. Non ho mai riso tanto. Non sono mai stato così interessato alla vita di perfette sconosciute come alla vita di queste ragazze.
Da un mercoledì all’altro non facevo che pensare a cosa integrare nelle mie lezioni, a tutti gli spunti, gli stimoli e le storie che avrei potuto condividere per aiutarle a scoprire ciò che più le emoziona. L’amore che sento di aver ricevuto, attraverso quelle risa così fresche, attraverso gli sguardi e le tenerezze di ognuna di loro. Quelle facce spaurite che credono di sapere tutto e, fortunatamente, non sanno niente. Solo la confusione di questo mondo fluorescente.
Per la prima volta, il risultato finale era l’ultima cosa che mi interessava. Per la prima volta, è stato davvero il viaggio ad essere un'opera d’arte. E forse dovrei rivalutare ciò che il viaggio in Marocco mi ha lasciato. Forse è anche merito suo.
Stavo sfogliando la margherita di chi sarebbe stato lo psicologo giusto per me, e l'ho trovato in 17 esserini rigonfi d’amore.
Fate sempre in modo che ogni inciampo sia un’occasione per imparare a correre meglio🏹💙
Grazie a e soprattutto alla fantastica prof Donatella Sandias per avermi fatto da tutor e da spalla 💙