Fabrizio Villa Images

Fabrizio Villa  Images Fotografo e Giornalista
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Sicilia — Italia

Prima delle voci
06/06/2026

Prima delle voci

Oggi non posso non ricordare uno dei momenti più forti che abbia vissuto nel mio lavoro di fotografo e giornalista.Undic...
01/06/2026

Oggi non posso non ricordare uno dei momenti più forti che abbia vissuto nel mio lavoro di fotografo e giornalista.
Undici anni fa, il 29 maggio 2015, mi trovavo a bordo di Nave Spica della Marina Militare italiana.
Quel giorno furono salvate 1.013 persone nel Mediterraneo.
Riguardando oggi questa fotografia, la prima cosa che mi torna in mente non sono i numeri. Sono i volti. La stanchezza. Le ore passate sul ponte. I marinai che non si fermavano mai.
Ricordo anche il comandante Francesco Maiorana e la calma con cui lui e il suo equipaggio affrontarono una situazione che, a tratti, sembrava più grande della nave stessa.
Io ero lì per raccontare una notizia.

Undici anni dopo, quello che mi è rimasto dentro è soprattutto il ricordo di uomini che fecero il loro dovere con professionalità, umanità e straordinario senso di responsabilità.
Salvare 1.013 persone è un numero. Essere presenti in quel momento e vedere come tutto questo è stato possibile è qualcosa che non si dimentica.

Per questo ho pensato che valesse la pena ricordare chi rese possibile quel salvataggio.





Dall’alto i luoghi contano meno.Restano le linee, i colori, le geometrie.È lì che spesso nasce la fotografia che stavo c...
31/05/2026

Dall’alto i luoghi contano meno.
Restano le linee, i colori, le geometrie.
È lì che spesso nasce la fotografia che stavo cercando

📷 🚁 Fabrizio Villa





29/05/2026



Oggi ricorre l’anniversario della morte di Robert Capa.  Da ragazzo guardavo le sue fotografie con grande ammirazione pe...
25/05/2026

Oggi ricorre l’anniversario della morte di Robert Capa.
Da ragazzo guardavo le sue fotografie con grande ammirazione pensando al coraggio. Oggi, dopo una vita trascorsa dentro il fotogiornalismo, le guardo pensando soprattutto al prezzo che certe immagini chiedono.
Capa non cercava l’eroismo. Cercava di essere abbastanza vicino alla vita, alle persone, alla paura.
E forse è questo che continua a colpirmi ancora oggi: la fotografia come presenza, non come spettacolo.
Morì il 25 maggio 1954 saltando su una mina in Indocina. Aveva quarant’anni.
Forse da allora il fotogiornalismo continua a farsi la stessa domanda: fino a dove bisogna avvicinarsi per raccontare davvero qualcosa.

Domenica
24/05/2026

Domenica


21/05/2026
Non è un articolo. Non è una recensione.È una notizia, uno spunto, a volte una domanda.Dal 2013 Scatti flessibili.Questa...
16/05/2026

Non è un articolo. Non è una recensione.
È una notizia, uno spunto, a volte una domanda.
Dal 2013 Scatti flessibili.
Questa settimana si parla di fiducia, immagini e realtà.
Su La Lettura

C’è un orgoglio che, dopo tanti anni di lavoro, vale forse più di una fotografia pubblicata o di un riconoscimento profe...
15/05/2026

C’è un orgoglio che, dopo tanti anni di lavoro, vale forse più di una fotografia pubblicata o di un riconoscimento professionale. Ed è quello di vedere i propri allievi trovare parole, pensiero e consapevolezza per raccontare un’esperienza vissuta insieme.

Negli ultimi mesi ho avuto l’onore di condurre un laboratorio di fotogiornalismo alla Scuola Superiore dell’Università di Catania, condividendo con tutti gli studenti del corso, provenienti da facoltà diverse, non solo tecnica e linguaggio visivo, ma soprattutto un metodo: fermarsi, osservare, capire, raccontare.

Lezioni in aula, confronti veri, esperienze sul campo, fino a momenti straordinari vissuti dentro luoghi e contesti professionali reali. Ma il risultato più bello, forse, è questo: vedere che qualcosa è rimasto.

Per questo oggi voglio fare i miei complimenti a Arianna Pedone una delle allieve del laboratorio per questo bellissimo articolo, nato da quel percorso e scritto con sensibilità, intelligenza e uno sguardo già molto personale, senza dimenticare tutti gli altri ragazzi e ragazze del corso, ognuno dei quali ha lasciato un segno umano e professionale dentro questa esperienza.

Quando uno studente comincia a raccontare quello che gli altri non vedono, capisci che il lavoro fatto insieme ha avuto davvero un senso.

Buona lettura.

E oggi, lo ammetto, da docente e da uomo, sono sinceramente orgoglioso.

Gli allievi della SSC visitano la sede storica del Corriere della Sera e intervistano Antonio Troiano, direttore dell'inserto "la Lettura".

Rialto, in asse con il cielo
14/05/2026

Rialto, in asse con il cielo

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Catania

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