Fabrizio Villa Images

Fabrizio Villa  Images Fotografo e Giornalista
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Sicilia — Italia

Lo Sguardo della domenicaOggi si corre il Gran Premio di Monza e per la prima volta dopo tre anni non sarò lassù.Lassù s...
06/09/2026

Lo Sguardo della domenica

Oggi si corre il Gran Premio di Monza e per la prima volta dopo tre anni non sarò lassù.
Lassù significa su un elicottero senza portellone, seduto sulla soglia, con l’aria addosso e il rumore delle pale che rende impossibile parlare. Per tre anni consecutivi ho avuto la possibilità di fotografare il Gran Premio da quella prospettiva. Un’occasione davvero rara.
Il mio compito non era seguire la gara. Mi interessava raccontare il contesto generale e, da lassù, avevo davanti qualcosa di molto diverso da quello che siamo abituati a vedere durante una diretta televisiva.
C’erano le monoposto, naturalmente. Ma la velocità quasi scompariva e le macchine diventavano piccoli segni colorati sull’asfalto. Quello che invece prendeva forma davanti ai miei occhi era tutto il resto.

Prima di tutto il circuito. È bellissimo visto dall’alto, immerso nel verde del Parco della Villa Reale di Monza. Poi le tribune, le bandiere, il rosso della Ferrari che compariva un po’ ovunque. E soprattutto le persone.

Migliaia e migliaia.

È una delle cose che mi colpiva di più ogni volta che l’elicottero passava sul circuito. Una folla enorme che dall’alto appariva sorprendentemente composta. Il tifo, i colori, la passione erano tutti lì, ma assumevano un’altra forma.

La televisione deve raccontare la gara e lo fa portandoci dentro l’azione, seguendo la velocità, i sorpassi, tutto quello che succede in pista. Io, con una macchina fotografica e da quella prospettiva, potevo fermare lo sguardo altrove.

Sul rapporto tra quel circuito e il parco. Sulle persone che per un giorno lo riempivano. Sul modo in cui migliaia di presenze trasformavano un luogo.

Un paesaggio umano.

Forse è per questo che queste fotografie mi sono rimaste così vicine. Perché riguardandole oggi mi accorgo che dentro c’è qualcosa che appartiene da sempre al mio modo di fotografare. Mi interessa l’uomo e mi interessa il segno che lascia nei luoghi, anche solo per poche ore.

Ho fotografato dall’elicottero per molti anni e nelle situazioni più diverse. Monza resta una delle esperienze più particolari che abbia avuto la possibilità di vivere e fotografare.
Oggi non sarò lassù.

Ma mentre milioni di persone guarderanno la gara, io ho scelto di riguardare una di queste fotografie.

E dentro non ci vedo soltanto un Gran Premio.



© Fabrizio Villa. Fotografia protetta da copyright. Ogni utilizzo o riproduzione non autorizzata è vietata.

03/09/2026

Sto riscoprendo il porto di Catania.
01/09/2026

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31/08/2026

Nel 2018 andai a Perpignan per intervistare Jean-François Leroy per la Lettura del Corriere della Sera

Jean-François era uno dei grandi punti di riferimento del fotogiornalismo internazionale. Con Visa pour l’Image aveva costruito non soltanto un festival, ma un luogo nel quale, ogni anno, la fotografia tornava a interrogarsi sul proprio senso e sul proprio futuro.
Parlammo di fotografia, naturalmente. Del fotogiornalismo, del suo presente e di quello che rischiava di diventare. Ma di quei giorni ricordo soprattutto l’uomo: diretto, ironico, appassionato.
Alla fine dell’intervista facemmo anche questa foto insieme. L’avevo conservata come si conservano tante immagini personali, senza pensare che un giorno sarebbero diventate un ricordo.
Oggi Jean-François Leroy è morto. E sapere che proprio in queste ore Perpignan è tornata a riempirsi di fotografi per Visa rende tutto ancora più difficile da accettare.

Au revoir, Jean-François.

Catania, 28 agosto 2026.L’incendio nella zona industriale visto dal porto.Da paura
28/08/2026

Catania, 28 agosto 2026.
L’incendio nella zona industriale visto dal porto.

Da paura

Questa mattina, prima dell’alba.L’eclissi parziale di Luna vista da Catania.
28/08/2026

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Ieri sera Catania era così.Il sole era appena tramontato, Catania cominciava ad accendersi e dall’Etna continuava a usci...
12/08/2026

Ieri sera Catania era così.

Il sole era appena tramontato, Catania cominciava ad accendersi e dall’Etna continuava a uscire questo lungo pennacchio di cenere. Da quassù si capiva ancora meglio quanto siamo vicini al vulcano e quanto la sua presenza faccia parte della nostra vita. Anche quando, come in questi giorni, significa voli cancellati, aeroporto in difficoltà e parecchi disagi.
Poi però guardi questa scena e per qualche secondo rimani semplicemente lì.





La cenere non si gestisce.Le conseguenze della cenere sì.Si possono. Si devono.
11/08/2026

La cenere non si gestisce.
Le conseguenze della cenere sì.
Si possono. Si devono.

Ancora tu
30/07/2026

Ancora tu

Ogni tramonto è uguale solo a chi passa senza fermarsi. Forse è anche per questo che mi piace il dragon boat.
24/07/2026

Ogni tramonto è uguale solo a chi passa senza fermarsi. Forse è anche per questo che mi piace il dragon boat.

Indirizzo

Catania

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