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MICROCLIMA: CONOSCERE PER INTERVENIRE, TUTELARE CHI LAVORAOggi all’Università dell’Insubria abbiamo partecipato alla gio...
12/06/2026

MICROCLIMA: CONOSCERE PER INTERVENIRE, TUTELARE CHI LAVORA

Oggi all’Università dell’Insubria abbiamo partecipato alla giornata di approfondimento dedicata al tema del microclima negli ambienti di lavoro, promossa da ATS Insubria insieme a istituzioni, enti, organizzazioni datoriali e sindacali.

Come CGIL, insieme a CISL e UIL, abbiamo portato il punto di vista delle lavoratrici e dei lavoratori. Perché dietro dati, indici e statistiche ci sono persone che ogni giorno lavorano sotto il sole, nei cantieri, nei campi, nei magazzini, nelle cucine, nelle lavanderie industriali, negli uffici e in tutti quei luoghi dove il caldo, il freddo e le condizioni climatiche incidono direttamente sulla salute e sulla sicurezza.

La temperatura sul lavoro non è una questione di comfort. È una questione di salute, sicurezza e dignità. Chi lavora in condizioni climatiche estreme è più esposto a malori, infortuni e rischi per la propria salute.

Per questo abbiamo ribadito l’importanza degli strumenti introdotti negli ultimi mesi, a partire dal Protocollo nazionale sulle emergenze climatiche e dalla recente ordinanza di Regione Lombardia che limita il lavoro all’aperto nelle ore più calde nei giorni a rischio elevato. Misure importanti, ma che da sole non bastano. La stessa ordinanza di Regione Lombardia, che quest’anno almeno arriva prima rispetto al caldo estremo ha troppe falle, non tutela allo stesso modo tutti i lavoratori e le lavoratrici a rischio caldo dimenticando interi settori come la logistica e i riders.

Serve una prevenzione reale: valutazioni corrette del rischio microclimatico, regole chiare per la sospensione delle attività nelle situazioni più critiche, attenzione ai lavoratori più fragili e un rafforzamento della contrattazione e della partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Noi possiamo, se vogliamo, e noi organizzazioni sindacali lo vogliamo, costruire un protocollo provinciale per la sicurezza sul lavoro.

Il cambiamento climatico non è più una prospettiva futura. È una condizione con cui lavoratrici e lavoratori si confrontano già oggi. Per questo conoscere è fondamentale, ma conoscere serve soprattutto per intervenire.

Continueremo a lavorare affinché la tutela della salute e della sicurezza sia garantita a tutte e a tutti, senza eccezioni.

🔴 DOMANI SCIOPERO NAZIONALE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DELLA CULTURADomani, venerdì 12 giugno, le lavoratrici e ...
11/06/2026

🔴 DOMANI SCIOPERO NAZIONALE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DELLA CULTURA

Domani, venerdì 12 giugno, le lavoratrici e i lavoratori della cultura incrociano le braccia.

Uno sciopero nazionale per chiedere dignità, riconoscimento, salari giusti, più assunzioni pubbliche, più risorse alla cultura e il superamento di precarietà, appalti al ribasso, false partite IVA e contratti pirata.

La cultura produce valore economico e sociale, tiene vivi luoghi, patrimoni, festival, rassegne, musei, archivi, biblioteche e istituzioni culturali.
Eppure chi lavora in questo settore troppo spesso resta senza stabilità, con salari inadeguati, carriere discontinue, tutele insufficienti e diritti frammentati.

Per questo scioperiamo.
Perché il lavoro culturale va riconosciuto davvero.
Perché senza lavoro stabile e qualificato non c’è tutela del patrimonio.
Perché investire nella cultura significa investire nel futuro del Paese.

In Lombardia il presidio regionale sarà a Milano, davanti alla Pinacoteca di Brera, dalle 10 alle 12. Sono previsti anche un presidio a Brescia, al Capitolium, e un volantinaggio a Mantova, in Piazza Sordello.

Noi scegliamo la cultura, il lavoro, la pace.
Chiediamo dignità, diritti, stabilità, tutele e più investimenti pubblici nella cultura.

FP CGIL COMO

INFERMIERI, DOCENTI, OPERAI: QUANDO LO STIPENDIO NON BASTA PIÙOggi La Provincia racconta un tema che per noi è centrale:...
11/06/2026

INFERMIERI, DOCENTI, OPERAI: QUANDO LO STIPENDIO NON BASTA PIÙ

Oggi La Provincia racconta un tema che per noi è centrale: il rapporto sempre più stretto tra lavoro, salari e diritto alla casa.

In Lombardia quasi due lavoratori su tre guadagnano meno di 2.000 euro netti al mese. Dentro questi numeri ci sono professioni fondamentali per il funzionamento delle nostre comunità: personale ATA, operatori degli enti locali, lavoratori qualificati, docenti al primo incarico, infermieri, operai industriali, autisti, amministrativi della sanità.

Lavori necessari, spesso indispensabili.
Eppure sempre più esposti alla difficoltà di sostenere affitti, mutui e costi dell’abitare.

Come sottolinea il nostro Segretario Generale Sandro Estelli, il tema della casa non può essere separato da quello dei salari. Se una parte così ampia di lavoratrici e lavoratori vive con redditi netti tra 1.000 e 2.000 euro al mese, l’aumento degli affitti e dei prezzi delle abitazioni diventa una pressione diretta sulla vita quotidiana, sull’autonomia delle persone e sulla possibilità di scegliere dove vivere e lavorare.

Como vive pienamente questa contraddizione: un territorio attrattivo, turistico, produttivo, ma con un mercato immobiliare sempre più selettivo e con salari che troppo spesso restano insufficienti rispetto al costo reale della vita.

Non è un problema individuale.
È una questione sociale, salariale e territoriale.

Per questo servono salari più giusti, politiche abitative pubbliche, investimenti sui servizi e risposte concrete per chi lavora e non riesce più a permettersi di vivere nel territorio in cui lavora.

Il lavoro povero e la casa inaccessibile non possono diventare la normalità.

Microclima: conoscere per intervenireIl cambiamento climatico sta già modificando le condizioni di lavoro. Caldo, freddo...
11/06/2026

Microclima: conoscere per intervenire

Il cambiamento climatico sta già modificando le condizioni di lavoro. Caldo, freddo, umidità, ambienti chiusi e benessere indoor non sono temi secondari: riguardano la salute, la sicurezza e la dignità di lavoratrici e lavoratori.

Per questo CGIL Como parteciperà all’incontro “Microclima: conoscere per intervenire”, in programma venerdì 12 giugno 2026, dalle 9.00 alle 16.00, presso l’Aula Magna F. Casati dell’Università degli Studi dell’Insubria, in via Valleggio 11 a Como.

Una giornata di confronto tra istituzioni, università, enti di controllo, INAIL, organizzazioni datoriali e organizzazioni sindacali, per approfondire l’evoluzione normativa, l’impatto del cambiamento climatico sulla salute occupazionale, la tutela dei lavoratori fragili e gli strumenti per misurare, prevenire e intervenire.

Come CGIL porteremo il punto di vista di chi vive ogni giorno i luoghi di lavoro: perché la prevenzione deve partire dall’ascolto, dalla valutazione reale dei rischi e dalla capacità di costruire risposte concrete.

La salute e la sicurezza sul lavoro non possono dipendere dalle emergenze.
Vanno tutelate ogni giorno, in ogni ambiente, con conoscenza, responsabilità e partecipazione.

Partecipazione gratuita con registrazione su Refera.
Corso accreditato ECM per personale sanitario.

08/06/2026
La salute non può aspettareAnna deve fare un esame importante. Una TAC coronarica, prescritta con urgenza. Chiama per pr...
04/06/2026

La salute non può aspettare

Anna deve fare un esame importante.
Una TAC coronarica, prescritta con urgenza.
Chiama per prenotare nel pubblico.

La prima disponibilità è troppo lontana. Allora prova con altre strutture. Telefona, richiama, cerca un posto anche fuori provincia. Ogni soluzione diventa più complicata: spostarsi, chiedere un passaggio, dipendere dai vicini, domandare favori, organizzare una giornata intera attorno a una visita.

Nel privato il posto ci sarebbe prima. Ma costa centinaia di euro. Anna vive con una pensione minima. Non può permetterselo. Così resta in attesa.

E intanto un esame urgente viene rinviato.

Quando una cura dipende dal reddito, dalla distanza o dalla possibilità di pagare, il diritto alla salute viene indebolito. A volte, di fatto, viene negato.

Per questo la CGIL promuove la proposta di legge di iniziativa popolare “Diritto alla salute”.

Il principio è chiaro: la sanità deve essere pubblica, universale ed esigibile. Servono più risorse, meno liste d’attesa, più sanità di prossimità, più personale e salari adeguati per chi ogni giorno lavora per tutelare la nostra salute.

La salute è un diritto irrinunciabile. Difendiamolo insieme: la tua firma può fare la differenza.

Si può firmare anche online qui: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500013

I diritti non si appaltano.Gianni ha 40 anni e lavora in un sito produttivo chimico.Ogni giorno riempie flaconi, control...
03/06/2026

I diritti non si appaltano.

Gianni ha 40 anni e lavora in un sito produttivo chimico.
Ogni giorno riempie flaconi, controlla il prodotto, rispetta tempi, procedure e regole di sicurezza.

Lavora nello stesso stabilimento di Filippo, dipendente dell’azienda proprietaria del marchio.

Fanno lo stesso lavoro.
Stanno nella stessa filiera.
Contribuiscono allo stesso prodotto.

Ma Gianni è assunto da una ditta in appalto.

E questo, troppo spesso, significa una cosa molto concreta: un contratto diverso, meno tutele, salari più bassi e responsabilità più frammentate.

Può voler dire anche guadagnare il 30% in meno, pur lavorando nello stesso luogo e contribuendo allo stesso risultato.

Succede perché, in molti appalti, il costo viene compresso lungo la filiera: l’azienda che affida il lavoro punta a spendere meno, l’impresa che prende l’appalto deve stare dentro margini sempre più stretti, e alla fine la pressione ricade su chi lavora.

Quando si tagliano i costi, troppo spesso si tagliano salari, diritti e sicurezza.

È giusto?

Per noi no.

Perché se il lavoro è lo stesso, i diritti devono essere gli stessi.

Chi lavora in appalto o in subappalto deve avere stesso salario, stesse tutele, pari dignità e sicurezza reale.

Per questo la CGIL promuove la proposta di legge “I diritti non si appaltano”.

Perché un appalto non può diventare il modo per pagare meno chi lavora.

Stesso lavoro, stessi diritti.

Si può firmare anche online:
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500000

I diritti si difendono anche con una firma.

Indirizzo

Via Italia Libera 23
Como
22100

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