16/01/2024
Quando qualcuno in famiglia si ammala di un disturbo alimentare tutta la famiglia si ammala. È vero per molte patologie complesse, lo è a maggior ragione quando questa complessità chiama in causa un disequilibrio fra corpo e psiche in cui entrano in gioco una molteplicità di fattori: biologici, psichici, emotivi, sociali, relazionali.
Lo sanno bene coloro che soffrono di anoressia, bulimia, binge eating (e altre declinazioni dei disturbi del comportamento alimentare come ortodossia, vigoressia ecc) e che da anni convivono o combattono con un disturbo alimentare che nel tempo ha tolto loro vitalità, fiducia, desiderio.
In Italia ci sono solo cinque centri che fanno ricerca sui disturbi alimentari, quattro al nord. Una migliore forma di assistenza territoriale che possa garantire la presa in carico del paziente è ovviamente non solo auspicabile ma necessaria, a fronte del numero crescente di persone affette da d.c.a, ma lo è se vengono stanziate risorse che possano garantire la formazione del personale medico e sanitario.
L’intervento integrale di Francesca Fialdini è su La Stampa