Paola Castagna

Paola Castagna il guardare ...quando gli occhi vedono altro. Nella fotografia ho trovato i fatti più delle parole, o di qualsiasi ipotetica spiegazione. Dal racconto.

Sono una fotografa consapevole che il mio fare fotografia arriva dopo una lunga ricerca artistica partita dalla musica, sfiorando la pittura, arrivando alla scrittura, attraversando la poesia, la prosa, la critica letteraria e artistica. Compaio come scrittrice e come critica su vari cataloghi, come poeta in antologie, sillogi, libri d'artista.Come fotografa su diverse riviste e reportage tra stu

di d'artista e vernissage. Un percorso di ricerca che dopo anni di scrittura ha trovato concretezza nella fotografia più di qualsiasi altra forma artististica.Necessito di silenzio, racconto e fatti al tempo stesso. La frequentazione di grandi fotografi mi ha portata ad imparare tanto, rimanendo però sempre fedele a quello che il mio percorso artistico mi spinge a fare.Senza dimenticare mai da dove arrivo. Una caratteristica del mio fare fotografia è sicuramente lo spontaneismo, pensare poco prima di agire ma creare. Penso mentre produco e realizzo concretizzando. ( è questa concretezza che le rende interessanti)
Sono però la fotografa perfetta nell' effetto speciale mantenedo tutta la normalità che esiste. Da offrirvi ho una visione altra della fotografia. Quella del racconto, quella che si perde in paesaggi talmente banali da sembrare spettacolari; il racconto in un ritratto, che per me diviene l'incontro dell' anima che abita in ognuno di noi (qualsiasi essa sia) o nei particolari, quelli che fanno sempre la differenza, e che di storie ne hanno da raccontare. Attraverso la mia fotografia ti racconto una storia, di cui spesso ne conosco l inizio, ma possa giurarvi, mai la fine. Ed è proprio questa come incognita che mi spinge sempre più a cercare e a modificare finali se non appagano a pieno , il mio o vostro ego. La vanitas della fotografia non ha eguali senonchè quella del fotografo in questione. E in questo la mia curiosità trova soddisfazione e accade che “guardo” che è ben diverso dal comune vedere. Il guardare diviene immagine poi fotografia dopo aver, per certo, visto tanto,troppo. Quel troppo lo considero quella ricchezza che mi contraddistingue. Perchè il guardare diviene tale dopo tutta una serie di visioni altre ma alte. Se dovessi definire in una parola la mia fotografia , direi Sensibile. Divento spettatrice e protagonista al tempo stesso e come tale entro nei panni altrui con tutte le virtù e i difetti presenti. In questo gioco di ruoli la mia analisi come conoscenza antropologica attraverso il ritratto fotografico mi ha portata, come si usa dire, a metterci la faccia, facendomi fotografare da 7 fotografi professionisti. Solo mettendomi io dall'altra parte della macchina fotografica ho potuto capire le dinamiche esistenziali e comportamentali che ci abitano. (Il risultato come dimostrazione che compaiono 7 Paola diverse, differenti a seconda non solo di come Paola si è posta davanti alla macchina fotografica, ma di chi ha Guardato Paola.) Tanti e infiniti sono i modi di guardare, quanto l'infinito che siamo come individui. E se non hai tanta fantasia non sarai mai un bravo fotografo, perchè la bellezza da immortalare e ricordare non è di umana predisposizione. Si per questo e tanto altro faccio fotografia, ed è tutto quell'altro che voglio farvi vedere, guardate, nel silenzio e ditemi con gli occhi cosa vedete...di me.

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