Carlo Oriani Photographer

Carlo Oriani Photographer Scopro la passione per la fotografia a 15 anni grazie a mio padre. Ho iniziato con una Kodak Bantam e una camera oscura casalinga. Nel 2009 divento opinionista.

Dal 2012 collaboro con associazioni e partecipo a mostre, pubblicando reportage.

Nessuno parla. Il filo scende, l’acqua non si muove.Sul ramo, un telo per la pioggia che non è mai giunta.Sotto i piedi,...
24/08/2026

Nessuno parla. Il filo scende, l’acqua non si muove.
Sul ramo, un telo per la pioggia che non è mai giunta.
Sotto i piedi, venticinque secoli di gente che aspettavano anche loro.
Ho scattato la foto e me ne sono andato prima che qualcuno mi notasse.

Photographer & Writer: © Carlo Oriani

Cento metri più su, dentro la rotonda di Montesiepi, c’è una spada piantata nella pietra. Galgano l’ha infilata lì per s...
23/08/2026

Cento metri più su, dentro la rotonda di Montesiepi, c’è una spada piantata nella pietra. Galgano l’ha infilata lì per smettere di usarla. Io scendo con la mia arma in mano, la punto contro una sfera specchiante e ottengo questo: i muri che si arrendono, il cielo che occupa la navata, e me stesso costretto a guardarmi.

Ph: © Carlo Oriani

Non serve una macchina fotografica.Non serve saper fotografare.Serve solo la voglia di guardare. 📷Dieci incontri per sco...
23/08/2026

Non serve una macchina fotografica.
Non serve saper fotografare.
Serve solo la voglia di guardare. 📷
Dieci incontri per scoprire che le fotografie più belle non stanno in capo al mondo: stanno nella luce della tua cucina alle sette del mattino, nelle mani di chi ami, nella strada che percorri ogni giorno senza vederla.

Impareremo a guardare prima ancora che a scattare. Basta lo smartphone.

Da mercoledì 7 ottobre · ogni mercoledì 19.30-21.30
Centro Donne di Pantigliate
Info e iscrizioni: 340 825 3496

Gratuito per i tesserati

Con Carlo Oriani, fotografo

Lei parla al microfono. La sua voce si diffonde sul ponte come una brezza leggera. Indica un punto oltre la murata, vers...
20/08/2026

Lei parla al microfono. La sua voce si diffonde sul ponte come una brezza leggera. Indica un punto oltre la murata, verso un’isola che il mare non ha ancora mostrato ai nostri occhi.

Lui lo ascolta dalla soglia della timoneria. È seduto nell’ombra del legno. Tiene le mani intrecciate sul ginocchio, come se stesse annodando una corda che non serve più sciogliere. Il suo volto mostra che ha già sentito quella storia molte volte. Ogni volta ha reagito allo stesso modo.

C’è chi racconta le rotte, e chi le porta scritte sul proprio viso. Le rughe mostrano ciò che il tempo e le esperienze hanno lasciato.

A volte, per puro caso, queste due persone viaggiano sulla stessa barca.

Ph: © Carlo Oriani

20/08/2026

Ci sono giorni in cui il mondo ti sta stretto.
E giorni in cui ti sta proprio in mano.

C’è un istante, prima del sonno, in cui senti che qualcuno ti sta guardando.Dici a te stessa che è solo stanchezza. È il...
03/08/2026

C’è un istante, prima del sonno, in cui senti che qualcuno ti sta guardando.
Dici a te stessa che è solo stanchezza. È il buio che inganna la tua immaginazione.
Poi giri la testa.
E scopri che avevi ragione.

Through Glass — Indagini proibite, i primi due racconti sono disponibili su Amazon.

Model: Joan K. Thompson

Costume ✅ Pinne ✅ Maschera ✅ Sono pronto per andare in spiaggia!Che ne dite? Ho superato la prova costume?
02/08/2026

Costume ✅
Pinne ✅
Maschera ✅
Sono pronto per andare in spiaggia!

Che ne dite? Ho superato la prova costume?

IL GRAN PREMIO DEL PERDONO Sudore e preghiere sull'asfalto,gambe che tremano, occhi che bruciano.Melegnano abbraccia i s...
06/04/2026

IL GRAN PREMIO DEL PERDONO

Sudore e preghiere sull'asfalto,
gambe che tremano, occhi che bruciano.
Melegnano abbraccia i suoi figli
nel giorno in cui tutto si perdona.

Una curva, un grido dalla folla,
una madre che stringe le mani.
Non è solo una corsa, è un ritorno:
a casa, alla luce, al domani.

Photographer & Writer: © Carlo Oriani

𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐍𝐎𝐍 𝐡𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞. 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥’𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧 𝐮𝐨𝐦𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚. 𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐥’𝐎𝐦𝐛𝐫𝐚 𝐝𝐚...
23/01/2026

𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐍𝐎𝐍 𝐡𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞. 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥’𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧 𝐮𝐨𝐦𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚. 𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐥’𝐎𝐦𝐛𝐫𝐚 𝐝𝐚̀ 𝐯𝐨𝐜𝐞 𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐨𝐟𝐟𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨, 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢.

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𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧 "𝐍𝐎" 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐚𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞Riflessioni su un amore che uccideLeggo la notizia di 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐓𝐨𝐫𝐳𝐮𝐥𝐥𝐨 e resto immo...
20/01/2026

𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧 "𝐍𝐎" 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐚𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞

Riflessioni su un amore che uccide

Leggo la notizia di 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐓𝐨𝐫𝐳𝐮𝐥𝐥𝐨 e resto immobile davanti allo schermo. Quarantuno anni, un figlio di dieci, un lavoro, una vita. Una donna che aveva deciso di separarsi dal marito. Una scelta legittima, dolorosa forse, ma legittima. La risposta a quella scelta è stata la morte.
Il suo corpo è stato trovato sepolto in un terreno vicino all'azienda del marito, dopo dieci giorni di ricerche. Dieci giorni in cui lui ha mentito, depistato, finto di cercarla. Dieci giorni in cui sapeva esattamente dove fosse.
E io mi chiedo: come si arriva a questo punto?
Non è una domanda retorica. È la domanda che mi perseguita da quando ho iniziato a scrivere 𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐥'𝐎𝐦𝐛𝐫𝐚, il mio romanzo. Una storia che racconta la dinamica opposta — un uomo, Luca, perseguitato dalla ex moglie Priscilla — ma che nasce dalla stessa radice malata: l'incapacità di accettare un rifiuto.
Quando ho scritto di Priscilla, ho cercato di entrare nella mente di chi non riesce a lasciare andare. Di chi trasforma l'amore in possesso, la relazione in catena, il partner in proprietà. Ho scoperto che non è una questione di genere. È una questione di fragilità narcisistica, di identità costruita sull'altro anziché su se stessi. Quando quell'altro se ne va, non è solo una relazione che finisce: è un intero mondo che crolla.
Ma capire non significa giustificare. Mai.
Federica aveva detto no. Aveva scelto di riprendere in mano la sua vita. E quel no è stato considerato inaccettabile. Non un diritto, non una libertà fondamentale, ma un affronto da punire con la morte.
Mi chiedo spesso cosa scatti nella mente di chi compie questi gesti. Non parlo della follia momentanea — quella è una scusa comoda che ci raccontiamo per tenere il mostro a distanza, per convincerci che “a noi non potrebbe mai succedere”. Parlo di qualcosa di più sottile e pervasivo: una cultura che ancora fatica a riconoscere che l'amore non è possesso.
Amare qualcuno non significa avere diritti su di lui. Non significa che il suo corpo, le sue scelte, la sua vita ci appartengano. Amare significa — dovrebbe significare — volere la felicità dell'altro anche quando quella felicità non ci include.
È difficile? Tremendamente. Una separazione fa male, a volte devasta. Ma il dolore non autorizza la violenza. La sofferenza non giustifica l'omicidio.
Nel mio romanzo, Luca fugge. Lascia Milano, si rifugia sul Lago di Garda, cerca di ricostruirsi una vita lontano dall'ossessione di Priscilla. Ho voluto raccontare che si può scappare, che si può sopravvivere. Ma la realtà è spesso più crudele della finzione. Federica non ha avuto il tempo di fuggire. O forse aveva già iniziato a farlo, e proprio per questo è stata uccisa.
Scrivo queste righe con un senso di impotenza. Le parole sembrano inadeguate di fronte a una bara, a un bambino che non rivedrà più sua madre, a una famiglia distrutta. Eppure le parole sono l'unico strumento che ho. Come autore, come uomo, come essere umano che si rifiuta di voltarsi dall'altra parte.
Se 𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐥'𝐎𝐦𝐛𝐫𝐚 può servire a qualcosa, spero sia questo: aprire una conversazione. Far riflettere. Mostrare che la violenza psicologica e l'ossessione non hanno genere, e che riconoscerle è il primo passo per combatterle.
Federica meritava di vivere. Meritava di dire no e di essere rispettata per questo.
Tutti meritiamo di poter dire 𝐍𝐎!

Indirizzo

Melegnano
Melegnano

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