24/08/2025
🔍 L’altro giorno stavo guardando un video su YouTube di un canale che seguo spesso. A un certo punto salta fuori il tema Intelligenza Artificiale.
Con mia sorpresa (e un po’ di delusione, visto che il canale mi piace) arrivano i soliti 3 stereotipi triti e ritriti.
Eccoli:
1️⃣ “Chi crea immagini con l’IA è uno sfigato”
Un’affermazione che mescola un pizzico di verità con tanta ignoranza o malafede. È vero: molte immagini generate con IA hanno tutte lo stesso stile e spesso risultano anonime. Ma anche queste sono pezzi unici, perché traducono un’idea in parole e poi in immagini. E soprattutto: immagini come queste rappresentano solo una parte del totale. Moltissime altre richiedono conoscenza, immaginazione e creatività per scrivere il prompt giusto.
2️⃣ “Chi usa l’IA è di Fratelli d’Italia”
Qui il discorso è più retorico: nel video originale si trattava di una reaction a un creator di destra. Ma questo porta a un altro punto: molti artisti “da salotto”, che magari usano software costosi, temono la democratizzazione portata dall’IA. E invece che interrogarsi sulle nuove possibilità, la liquidano con etichette ideologiche.
3️⃣ “ChatGPT è il motore di ricerca degli stupidi”
Qui siamo in pieno effetto Dunning-Kruger: chi meno sa, più pensa di sapere. Parlare di IA senza capirne il funzionamento è come criticare un libro senza averlo mai letto.
👉 La morale?
Prima di sparare giudizi, meglio studiare, sperimentare e confrontarsi in modo civile. Solo così si possono avere opinioni solide – e magari scoprire che l’IA può essere molto più di uno spauracchio.