C’era una volta Mola di Bari

C’era una volta Mola di Bari Immagini, ricordi e storie di un paese che vive nel cuore. La memoria di Mola appartiene a tutti noi.

C’era una volta Mola di Bari non è solo una pagina:
è un abbraccio alla nostra storia, un invito a riscoprire il valore dei ricordi, delle persone e dei luoghi che hanno fatto grande il nostro paese. Ogni immagine, ogni racconto, ogni testimonianza è un piccolo frammento d’anima che ci unisce nel nome dell’amore per Mola. Un grazie di cuore va a tutti i gruppi, le pagine e le persone che ogni giorno ci aiutano a mantenere viva la memoria collettiva, condividendo immagini, documenti e ricordi preziosi. Grazie a chi crede, come noi, che ricordare non è guardare indietro — è tenere accesa la luce di ciò che siamo stati. Un ringraziamento speciale a Filippo Affatati e Nicola Castellana che con passione e dedizione ci aiutano a rifornire la nostra pagina di fotografie storiche e autentiche testimonianze del passato. E un abbraccio al nostro caro amico Leo Acquatico , sempre presente con il suo contributo e il suo entusiasmo contagioso, C’era una volta Mola di Bari non ha scopi di lucro. Nasce per preservare la memoria storica, culturale e sociale della nostra città, raccontando con immagini e parole la vita, gli usi e i costumi di un tempo.

🖼️ Le foto pubblicate hanno esclusivamente valore documentaristico e divulgativo (art. 97 L. 633/1941). Le fonti principali sono il giornale Città Nostra, archivi locali e collezioni private, con citazioni tratte da libri e testi di autori molesi come Michele Calabrese, Nicola Uva, Mario Ventura, Domenico Affatati e molti altri.

💬 Le storie e i ricordi che condividiamo sono il filo invisibile che unisce passato e presente. Custodirla è un atto d’amore verso la nostra storia. ❤️

Tutti insieme, stiamo costruendo un archivio d’amore per la nostra Mola:
una raccolta di emozioni che parla di radici, di identità e di orgoglio. Perché C’era una volta Mola di Bari… e continua a esserci ogni giorno, grazie a tutti voi

MASSERIA SAN GIUSEPPE – MA DOVE SI TROVAVA ESATTAMENTE?Una fotografia che ci porta davanti alla Masseria San Giuseppe, c...
14/09/2026

MASSERIA SAN GIUSEPPE – MA DOVE SI TROVAVA ESATTAMENTE?

Una fotografia che ci porta davanti alla Masseria San Giuseppe, così come appariva tanti anni fa. Guardandola possiamo osservare la grande costruzione in pietra e, soprattutto, quei carri con le enormi ruote appoggiati lungo il muro: strumenti di lavoro di una Mola ancora profondamente legata alla campagna e all’agricoltura.

Ma questa volta vogliamo lasciare spazio soprattutto alla memoria dei molesi.

Sapete dirci esattamente dove si trovava la Masseria San Giuseppe? Qualcuno ricorda la strada, la contrada o un punto di riferimento che possa permetterci di individuare con precisione questo luogo?

Forse qualcuno l’ha vista personalmente, qualcun altro ne avrà sentito parlare dai genitori o dai nonni. Potrebbe esserci anche chi conserva fotografie, documenti o semplicemente un ricordo legato alle famiglie che abitavano o lavoravano nella masseria.

Guardate attentamente anche l’edificio, il muro, la strada e tutto quello che compare nell’immagine. A volte basta un particolare per riconoscere un luogo che sembrava ormai dimenticato.

Ed è proprio questo il bello di recuperare le vecchie fotografie: non vogliamo soltanto mostrarle, vogliamo ricostruirne insieme la storia. Una persona ricorda un nome, un’altra una strada, un’altra ancora una famiglia, e poco alla volta una fotografia torna ad avere una voce.

Ringraziamenti: grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci attraverso ricordi, testimonianze e informazioni. Anche un piccolo particolare potrebbe essere fondamentale per individuare esattamente questo luogo.

Nota: la fotografia è indicata come “1932 – Masseria San Giuseppe”. Chiediamo a chi possiede informazioni storiche attendibili di aiutarci a localizzarla con precisione, evitando supposizioni presentate come certezze.

Foto n. 1932 – Masseria San Giuseppe

MOLA DI BARI, 1932 – LA FONTANA MONUMENTALE, GUARDATE BENE QUANTO ERA PROFONDAGuardate bene questa fotografia e sofferma...
14/09/2026

MOLA DI BARI, 1932 – LA FONTANA MONUMENTALE, GUARDATE BENE QUANTO ERA PROFONDA

Guardate bene questa fotografia e soffermatevi per qualche istante sulla grande vasca della Fontana Monumentale. È proprio questo il particolare che oggi vogliamo osservare insieme: quanto era profonda la fontana. Una caratteristica che, vista attraverso questa vecchia immagine, appare ancora più evidente e ci fa comprendere quanto fosse diversa la sua struttura originaria.

La cartolina ci riporta al 24 aprile 1932. Davanti ai nostri occhi appare una Piazza XX Settembre molto diversa da quella di oggi, ma già riconoscibile nel suo ruolo di cuore del paese. Al centro domina la Fontana Monumentale, circondata da un giardino curato, vialetti, aiuole, colonnine e una recinzione che delimitava tutto lo spazio.

Osservate soprattutto le persone presenti nella fotografia e confrontatele con le dimensioni della vasca. È proprio la presenza delle figure umane a darci una percezione ancora più chiara delle proporzioni. Il bordo sembra quasi nascondere una parte importante dell'interno e l'acqua si trovava dentro una struttura che dava l'impressione di essere decisamente più profonda rispetto all'immagine della fontana che molti conservano nella memoria.

Al centro si innalza il monumento, mentre l'acqua anima la grande vasca attraverso diversi getti. Tutto intorno la piazza sembra respirare con un ritmo completamente diverso: poche persone, qualche automobile, le facciate dei palazzi e tanto spazio. Una Mola che oggi possiamo soltanto immaginare, ma che queste fotografie riescono per qualche momento a riportare davanti ai nostri occhi.

Pensiamo a quante generazioni di molesi siano passate davanti a questa fontana. Bambini accompagnati dai genitori, ragazzi che si incontravano in piazza, uomini che si fermavano a parlare, famiglie durante la passeggiata domenicale. Per qualcuno era semplicemente la fontana della piazza; per altri poteva rappresentare un punto d'incontro, un riferimento, un pezzo della propria infanzia.

E forse proprio per questo una fotografia come questa diventa preziosa. Non serve soltanto a mostrarci un monumento, ma permette di osservare particolari che con il passare degli anni possono essere dimenticati. La profondità della vasca è uno di questi. Guardandola oggi viene spontaneo chiedersi quanti ricordino ancora la Fontana Monumentale in questa configurazione e quanti, invece, ne abbiano soltanto sentito parlare dai propri genitori o dai propri nonni.

Anche il giardino merita attenzione. La fontana non appare isolata: è inserita in uno spazio progettato intorno ad essa, con percorsi che accompagnavano le persone verso il monumento e aiuole che contribuivano a dare alla piazza un aspetto elegante. Guardando l'insieme sembra quasi di poter immaginare una passeggiata nella Mola degli anni Trenta, entrando in piazza e trovandosi davanti questo grande spazio con l'acqua al centro.

Poi il tempo passa, le città cambiano, le piazze vengono trasformate e anche i luoghi che pensiamo di conoscere da sempre assumono forme differenti. Ma una vecchia fotografia ferma tutto per un istante e ci permette di tornare indietro.

E allora oggi vogliamo lasciare parlare soprattutto voi.

Chi ricorda la fontana quando la vasca era così profonda? Qualcuno da bambino si avvicinava al bordo e magari veniva subito richiamato dai genitori? Avete fotografie di famiglia scattate proprio qui? Oppure ricordate qualche episodio, qualche storia o qualche racconto legato alla Fontana Monumentale?

Scrivetelo nei commenti. Anche un ricordo apparentemente piccolo può diventare importante, perché mettendo insieme fotografie e testimonianze possiamo ricostruire non soltanto l'aspetto della vecchia Mola, ma anche la vita che scorreva intorno ai suoi luoghi più amati.

Ringraziamenti: un grazie a chi nel tempo ha custodito queste vecchie cartoline e fotografie, permettendo alle nuove generazioni di osservare particolari della nostra Mola che altrimenti rischierebbero di andare perduti.

Nota: sulla cartolina è riportata la dicitura “Mola di Bari – Fontana Monumentale (24-4-932-X)”. La fotografia viene proposta soprattutto come testimonianza visiva. Se qualcuno possiede informazioni sulla profondità originaria della vasca, sulle successive modifiche della fontana o ricordi diretti di questo luogo, sarà bello raccoglierli nei commenti e arricchire insieme la storia.

Foto n. 1932 – Fontana Monumentale

MOLA DI BARI, 1930 – QUANDO LA SPIAGGIA ORIENTALE ERA IL CUORE DEI PESCATORIUna Mola lontana nel tempo, eppure basta gua...
14/09/2026

MOLA DI BARI, 1930 – QUANDO LA SPIAGGIA ORIENTALE ERA IL CUORE DEI PESCATORI

Una Mola lontana nel tempo, eppure basta guardare questa fotografia per sentirla ancora viva. Siamo intorno al 1930 e la cartolina ci porta sulla spiaggia orientale, davanti a un mare che allora non era soltanto bellezza e panorama, ma soprattutto lavoro, sacrificio e vita quotidiana.

Sulla riva riposano le grandi barche dei pescatori, tirate sulla spiaggia dopo il ritorno dal mare. Intorno poche persone, qualche attrezzo e quella semplicità che apparteneva a un paese profondamente legato alla pesca. Alle spalle delle imbarcazioni appare la vecchia Mola, con le sue case basse affacciate quasi direttamente sull’acqua e un profilo urbano molto diverso da quello che conosciamo oggi.

Immaginiamo le voci dei pescatori, le reti da sistemare, le barche da preparare per una nuova uscita e le famiglie che aspettavano il ritorno degli uomini dal mare. Ogni giornata seguiva il vento, le condizioni del mare e il lavoro necessario per portare qualcosa a casa. Quella spiaggia era un luogo di fatica, ma anche d’incontro, dove una parte importante della vita molese passava davanti agli occhi di tutti.

Quasi un secolo ci separa da questa immagine. Il paesaggio è cambiato, molte cose sono scomparse e altre hanno preso il loro posto, ma il mare è rimasto lì, testimone silenzioso di generazioni di molesi.

E voi riuscite a riconoscere esattamente questo tratto della vecchia spiaggia orientale? Avete sentito raccontare dai vostri genitori o dai vostri nonni com’era questa zona di Mola? Raccontatecelo nei commenti: anche un piccolo ricordo può aiutarci a ricostruire un pezzo della nostra storia.

Ringraziamenti: un grazie a chi, nel corso degli anni, ha conservato e tramandato queste vecchie cartoline, permettendoci oggi di rivedere una Mola che appartiene alla memoria di tutti.

Nota: la datazione indicata è 1930. Eventuali informazioni, correzioni o testimonianze sulla fotografia saranno preziose per arricchire il racconto.

Foto n. 1930 – Porto, scivolo

1930 – VIA DELLA STAZIONE, OGGI VIA MATTEOTTIGuardare questa fotografia significa percorrere con gli occhi una strada di...
13/09/2026

1930 – VIA DELLA STAZIONE, OGGI VIA MATTEOTTI

Guardare questa fotografia significa percorrere con gli occhi una strada di Mola di Bari com’era quasi un secolo fa. Siamo nel 1930 e quella che oggi conosciamo come Via Matteotti era chiamata Via della Stazione, perché rappresentava il percorso che accompagnava i molesi verso la stazione ferroviaria.

La strada appare larga e tranquilla, fiancheggiata da abitazioni con grandi portoni, finestre e balconi affacciati direttamente sulla vita quotidiana. Poche persone camminano lungo i marciapiedi e altre si intravedono in lontananza. Nessuna fila di automobili, nessun traffico: soltanto una strada che scandiva lentamente il passaggio delle giornate.

Chissà quante partenze sono cominciate proprio da qui. Gente che raggiungeva la stazione con una valigia, famiglie che accompagnavano un figlio o un parente, lavoratori in viaggio e persone che aspettavano il ritorno di qualcuno. Per molti molesi questa strada non era soltanto un collegamento: era la strada delle partenze, degli arrivi e degli abbracci.

Oggi il suo volto è profondamente cambiato, ma osservando attentamente gli edifici qualche traccia del passato riesce ancora a parlarci. È questo il fascino delle vecchie fotografie: permettono di mettere accanto la Mola che viviamo ogni giorno e quella attraversata dai nostri nonni e bisnonni.

Ringraziamenti: grazie a chi ha conservato e tramandato nel tempo questa fotografia, permettendoci oggi di ritrovare un piccolo frammento della Mola del 1930. Un ringraziamento anche a tutti voi che, attraverso ricordi, racconti e testimonianze familiari, continuate ad arricchire la memoria della nostra città.

Nota: fotografia del 1930 – Via della Stazione, oggi Via Matteotti. Qualcuno ricorda ancora quando veniva chiamata Via della Stazione? Riconoscete qualche edificio oppure avete vecchie fotografie della stessa strada? Raccontateci i vostri ricordi nei commenti: saranno preziosi per ricostruire insieme la sua storia.

1928 – IL PORTO DI MOLA, QUANDO IL TEMPO SCORREVA LENTOQuesta fotografia del 1928 ci riporta indietro di quasi un secolo...
13/09/2026

1928 – IL PORTO DI MOLA, QUANDO IL TEMPO SCORREVA LENTO

Questa fotografia del 1928 ci riporta indietro di quasi un secolo e ci consegna una Mola che sembra lontanissima, eppure conserva qualcosa di profondamente familiare.

Il porto appare aperto, essenziale, quasi silenzioso. Sullo specchio d’acqua una piccola imbarcazione, sulla banchina alcune persone ferme a parlare o semplicemente ad osservare ciò che accade intorno. Poco più in là si distingue anche un traino con il cavallo, presenza abituale nella vita quotidiana di quegli anni.

Sullo sfondo il paese si affaccia sul mare con le sue case basse, mentre il campanile domina il panorama e diventa immediatamente un punto di riferimento. È una Mola senza automobili parcheggiate ovunque, senza il rumore e la velocità ai quali oggi siamo abituati. La vita seguiva altri ritmi e il porto rappresentava uno dei luoghi dove lavoro e quotidianità si incontravano.

Fa impressione osservare quelle persone. Nessuna di loro poteva immaginare che, quasi cento anni dopo, qualcuno avrebbe guardato questa fotografia cercando di riconoscere un luogo, una strada, forse persino un volto appartenuto alla propria famiglia.

Ed è proprio questo il valore delle vecchie immagini: fermano un istante che sembrava normale e, con il passare delle generazioni, lo trasformano in memoria.

Ringraziamenti: grazie a chi, nel corso degli anni, ha custodito fotografie come questa permettendo alla Mola di ieri di arrivare fino a noi. Un ringraziamento particolare anche a chi vorrà aiutarci attraverso i propri ricordi e le proprie conoscenze.

Nota: fotografia datata 1928 – Porto di Mola di Bari. Osservatela attentamente: riconoscete qualche particolare, sapete raccontarci qualcosa del porto di quegli anni oppure avete in famiglia fotografie simili? Scriveteci i vostri ricordi. Anche una piccola testimonianza può diventare una pagina preziosa della nostra storia.

1930 – IN CAMPAGNA CON IL TRAINOUn’immagine che sembra arrivare da un tempo lontanissimo, quando per raggiungere la camp...
13/09/2026

1930 – IN CAMPAGNA CON IL TRAINO

Un’immagine che sembra arrivare da un tempo lontanissimo, quando per raggiungere la campagna non servivano motori, fretta o strade trafficate. Bastavano un cavallo, un traino di legno e una giornata di lavoro davanti.

Due persone sedute sul carro, viste di spalle, percorrono lentamente la strada. Il rumore delle grandi ruote di legno, il passo regolare del cavallo, la lanterna appesa sotto il traino: piccoli particolari che raccontano un mondo semplice, fatto soprattutto di fatica.

La campagna era parte della vita quotidiana di tante famiglie. Si partiva presto, spesso quando il giorno doveva ancora cominciare davvero, portando con sé quello che serviva. Poi, dopo ore trascorse nei campi, arrivava il momento del ritorno verso casa, con la stanchezza addosso e magari qualche prodotto della terra da portare alla famiglia.

Guardando questa fotografia viene spontaneo immaginare quel viaggio lento, le poche parole scambiate lungo la strada e quel cavallo che conosceva quasi a memoria il percorso.

Era un’altra Mola, un altro modo di vivere e soprattutto un altro modo di misurare il tempo. Oggi una fotografia come questa non racconta soltanto un vecchio mezzo di trasporto: racconta il lavoro, la campagna e la quotidianità di chi ci ha preceduto.

Ringraziamenti: un pensiero riconoscente va a tutte quelle donne e quegli uomini che hanno lavorato la nostra terra con sacrificio, lasciandoci una memoria che merita di essere custodita e raccontata.

Nota: fotografia risalente al 1930, dal titolo “In campagna con il traino”. Se qualcuno riconosce le persone ritratte, ricorda l’uso dei traini nelle campagne molesi o possiede fotografie e racconti di quel periodo, può condividerli con noi. Ogni testimonianza può aggiungere un piccolo pezzo alla memoria di Mola di Bari.

CANTAMOLA 1985: UNA SERATA, UN PALCO, TANTI RICORDI DI MOLAQuesta fotografia ci riporta indietro di oltre quarant'anni, ...
12/09/2026

CANTAMOLA 1985: UNA SERATA, UN PALCO, TANTI RICORDI DI MOLA

Questa fotografia ci riporta indietro di oltre quarant'anni, in una Mola fatta anche di serate a teatro, musica, voci, applausi e tanta voglia di stare insieme.

Siamo nel 1985, al Cinema Teatro Castello di Mola di Bari, durante una serata di Cantamola.

Sul palco vediamo cinque protagonisti di quella manifestazione. Da sinistra, secondo le preziose indicazioni conservate insieme alla fotografia:

Rosa Dattolo, presentatrice;
Vito Furio, vincitore del 1° premio con un brano in dialetto;
Nicola Latrofa, all'epoca legato all'Assessorato alla Cultura e Turismo di Mola;
Francesca Redavid, anche lei premiata con il 1° premio;
Gino Palazzo, presentatore e organizzatore.

Una fotografia apparentemente semplice, ma proviamo per un momento a immaginare ciò che l'immagine non può farci ascoltare.

Le voci dal palco, il rumore della sala, i concorrenti in attesa del proprio turno, l'emozione prima di cantare, gli amici e i parenti seduti tra il pubblico, gli applausi dopo ogni esibizione.

E poi arrivava il momento della premiazione.

Una coppa stretta tra le mani diventava il ricordo concreto di una serata che, per chi l'aveva vissuta, difficilmente sarebbe stata dimenticata.

❤️ Un ringraziamento particolare vogliamo dedicarlo a Vito Furio.

Non soltanto per averci permesso di riportare alla luce questa fotografia del suo archivio, ma soprattutto perché attraverso persone come lui possiamo continuare a recuperare piccoli frammenti della storia sociale e culturale della nostra Mola.

Conservare fotografie, annotare nomi, date e avvenimenti può sembrare un gesto semplice. Dopo quarant'anni, però, quel gesto assume un valore completamente diverso.

Diventa memoria.

Vito Furio, inoltre, quella sera non era semplicemente presente: era uno dei protagonisti. Quel primo premio racconta una passione per la musica e per le nostre tradizioni che merita di essere ricordata e valorizzata.

Ed è bellissimo poter guardare oggi quel giovane sul palco con la coppa tra le mani e restituire, attraverso una vecchia fotografia, un piccolo pezzo della sua storia e della storia di Mola.

Ma questo post vorremmo costruirlo anche insieme a voi.

🎶 Chi ricorda Cantamola?

Eravate presenti al Cinema Teatro Castello in quelle serate?

Ricordate i concorrenti, le canzoni, i presentatori, l'orchestra, qualche episodio particolare o semplicemente l'atmosfera che si respirava?

Magari qualcuno di voi conserva ancora una fotografia, una locandina, un programma, una registrazione su audiocassetta o videocassetta.

📸 Inviateci i vostri ricordi.

Le vostre fotografie e le vostre testimonianze possono aiutarci a ricostruire altre pagine di questa storia. Anche un semplice nome, una data, un aneddoto apparentemente insignificante può diventare prezioso quando viene condiviso con tutta la comunità.

Perché una vecchia fotografia non dovrebbe rimanere soltanto dentro un cassetto.

Quando torna alla luce, quando qualcuno riconosce un volto e un altro aggiunge un nome, quando riaffiora un ricordo che sembrava dimenticato, quella fotografia ricomincia a vivere.

E forse è proprio questo il senso più bello di C'era una volta Mola di Bari: mettere insieme tanti piccoli ricordi personali per ricostruire, fotografia dopo fotografia, la memoria collettiva del nostro paese. ❤️

RINGRAZIAMENTI:
Un grande e sincero grazie a Vito Furio per aver condiviso questa preziosa testimonianza del suo archivio e per aver conservato le informazioni che oggi ci permettono di raccontarla.

NOTA: Fotografia relativa a Cantamola 1985 – Cinema Teatro Castello, Mola di Bari. Invitiamo chi possiede ulteriori informazioni, fotografie o ricordi della manifestazione a condividerli con noi.

VENDEMMIA 1929: QUANDO IL RACCOLTO ERA UNA FESTAQuasi cento anni ci separano da questa fotografia.Era il 1929 e il tempo...
12/09/2026

VENDEMMIA 1929: QUANDO IL RACCOLTO ERA UNA FESTA

Quasi cento anni ci separano da questa fotografia.

Era il 1929 e il tempo della vendemmia non apparteneva soltanto alla campagna: apparteneva alle famiglie, alle braccia, alla fatica e a quella comunità che si ritrovava attorno al raccolto.

Guardiamoli bene.

Uomini e donne insieme, con gli abiti semplici di allora e i volti segnati dal sole e dal lavoro. Una donna porta una grande brocca sulla testa, un'altra sorride davanti all'obiettivo. Gli uomini sono accanto agli attrezzi e, in mezzo a tutti, quasi sorprende quel sorriso aperto che arriva fino a noi dopo quasi un secolo.

Non servivano pose perfette.

Probabilmente bastò qualcuno che disse: “Facciamo una fotografia”, e per pochi istanti il lavoro si fermò.

E proprio quell'istante oggi è diventato memoria.

Dietro questa immagine possiamo immaginare il profumo dell'uva appena raccolta, le mani sporche di terra, le voci che si chiamavano da una parte all'altra, il caldo, la stanchezza e la soddisfazione di vedere finalmente il frutto di mesi di lavoro.

La vendemmia era fatica, certamente. Ma era anche incontro, collaborazione e condivisione. Ognuno aveva il proprio compito e ogni mano era importante.

Oggi osserviamo questa fotografia del 1929 e forse non conosciamo più i nomi di tutte queste persone. Eppure i loro volti continuano a parlarci.

Sono parte di un mondo che lentamente è scomparso, ma che sopravvive nelle fotografie e soprattutto nei ricordi tramandati dalle nostre famiglie.

Qualcuno riconosce una di queste persone?
Avete mai sentito raccontare dai vostri nonni o bisnonni come si svolgeva la vendemmia a Mola?

Raccontiamolo nei commenti. Perché anche un nome, un soprannome o un piccolo ricordo può restituire una storia a uno di questi volti.

NOTA: Fotografia risalente al 1929. Eventuali informazioni sui luoghi e sulle persone ritratte saranno preziose per ricostruire insieme la memoria di questa immagine.

1928 – COZZE, QUANDO IL MARE DIVENTAVA LA VACANZA DEI BAMBINICozze, estate del 1928.Quasi un secolo è passato da questa ...
12/09/2026

1928 – COZZE, QUANDO IL MARE DIVENTAVA LA VACANZA DEI BAMBINI

Cozze, estate del 1928.

Quasi un secolo è passato da questa fotografia, eppure basta guardarla per immaginare una giornata d'estate di allora.

È una colonia estiva a Cozze.

Un gruppo di bambini vicino al mare, con gli adulti che li accompagnano e li sorvegliano. Piccoli costumi, cappellini chiari per proteggersi dal sole e quella semplicità che appartiene a un mondo ormai lontano.

Per molti bambini dell'epoca una giornata così doveva avere il sapore di una piccola avventura.

Niente stabilimenti come li conosciamo oggi, niente telefoni, fotografie scattate continuamente o borse piene di giochi.

C'erano il sole, l'aria salmastra, il rumore dell'acqua e soprattutto il mare.

E Cozze diventava il loro piccolo mondo.

Possiamo immaginarli mentre aspettavano impazienti di entrare in acqua, mentre giocavano sulla riva, si chiamavano tra loro e magari protestavano quando arrivava il momento di uscire dal mare.

Qualcuno avrà avuto paura dell'acqua.

Qualcun altro, invece, sarà stato impossibile da convincere a tornare sulla terraferma.

Piccole scene che appartengono a tutte le generazioni.

Ed è proprio questo che rende tenera questa fotografia del 1928: cambiano gli anni, cambiano i vestiti e cambia il paese, ma l'emozione di un bambino davanti al mare sembra non cambiare mai.

Chissà se qualcuno di quei piccoli, diventato anziano, sarà tornato a Cozze molti decenni dopo.

Forse si sarà fermato davanti allo stesso mare pensando:

“Qui venivo da bambino…”

E magari nella sua memoria saranno tornati i volti dei compagni, una voce, una risata, il caldo di quella giornata e persone che il tempo aveva ormai portato lontano.

Oggi noi guardiamo quei bambini senza conoscerne i nomi.

Ma nel 1928 ognuno aveva una casa dove tornare, una mamma che lo aspettava, una famiglia, dei sogni e tutta una vita ancora davanti.

Ed è strano pensarlo: loro guardavano il fotografo senza poter sapere che, quasi cento anni dopo, saremmo stati noi a guardare loro.

Questa vecchia immagine non racconta soltanto una colonia estiva.

Racconta l'infanzia dei nostri paesi.

Racconta una Cozze semplice, il rapporto con il mare e una generazione di bambini che oggi continua a sorriderci attraverso una fotografia un po' sbiadita dal tempo.

NOTA

La fotografia è indicata come “1928 – Colonia estiva a Cozze”.

Se qualcuno possiede informazioni su questa colonia, conosce il luogo preciso in cui venne realizzato lo scatto o ha ascoltato dai propri genitori o nonni racconti sulle colonie estive di quegli anni, condivida il proprio ricordo nei commenti.

A volte basta una fotografia sbiadita per riaprire una porta che credevamo chiusa da quasi cent'anni. ❤️

1927 – QUARTA ELEMENTARE: QUANDO UNA FOTO DI CLASSE DIVENTAVA UN RICORDO PER TUTTA LA VITAAnno scolastico 1927-28.Una qu...
11/09/2026

1927 – QUARTA ELEMENTARE: QUANDO UNA FOTO DI CLASSE DIVENTAVA UN RICORDO PER TUTTA LA VITA

Anno scolastico 1927-28.
Una quarta elementare di Mola di Bari, con il maestro Tamberlani.

Quasi cento anni ci separano da questo scatto. Eppure basta fermarsi qualche secondo davanti a quei piccoli volti per sentire quanto una fotografia possa sconfiggere il tempo.

Sono tutti in posa, ordinati per la fotografia di classe. Qualcuno guarda l'obiettivo con sicurezza, qualcuno sembra quasi intimorito, altri hanno quell'espressione seria che ritroviamo spesso nelle fotografie di un tempo.

Oggi per noi è una fotografia antica.

Per loro, quel giorno, era semplicemente la scuola.

Era alzarsi al mattino, prepararsi, raggiungere la classe e ritrovare gli stessi compagni. Era ascoltare il maestro, imparare a leggere e a scrivere, fare i conti, essere interrogati e magari aspettare con impazienza il momento di tornare a casa.

E poi arrivò il fotografo.

Probabilmente fu un piccolo avvenimento. Tutti sistemati, i vestiti migliori, le raccomandazioni di stare fermi e guardare davanti.

Un clic.

Un solo istante capace di attraversare quasi un secolo.

Guardandoli oggi viene spontaneo domandarsi quale vita abbia atteso ognuno di quei bambini fuori da quella fotografia.

Saranno diventati artigiani, commercianti, pescatori, impiegati, padri e madri di famiglia. Alcuni avranno trascorso tutta la loro esistenza a Mola, altri saranno partiti verso città lontane portando nel cuore il paese, la famiglia e forse proprio il ricordo di quei compagni.

Qualcuno avrà conservato questa fotografia per tutta la vita.

Magari, diventato anziano, l'avrà mostrata ai propri figli o ai nipoti indicando con un dito:

“Guardate… quello sono io.”

E accanto avrà ricordato un nome, un soprannome, un compagno di banco, una marachella, un maestro che sembrava severissimo e che, dopo tanti anni, era diventato un ricordo caro.

È questo che rende preziose le fotografie scolastiche.

Non raccontano soltanto la scuola.

Raccontano una generazione.

Dietro ogni bambino ritratto troviamo una famiglia molese, una casa, una strada, una storia. E dietro quei visi ancora giovanissimi si nascondono vite intere che noi oggi possiamo soltanto immaginare.

Il tempo ha cambiato la scuola, ha cambiato Mola, ha cambiato le nostre abitudini.

Ma in questa fotografia il tempo si è fermato all'anno scolastico 1927-28.

Il maestro Tamberlani è ancora insieme ai suoi alunni.

E quei bambini, dopo quasi cent'anni, sono ancora tutti lì ad aspettare che qualcuno li riconosca. ❤️

NOTA

La fotografia riporta l'indicazione dell'anno scolastico 1927-28 ed è riferita agli alunni di IV Elementare con il maestro Tamberlani.

Guardatela attentamente insieme ai vostri genitori e ai vostri nonni. Se riconoscete qualcuno, se conoscete un nome o conservate un racconto legato a questa classe, scrivetelo nei commenti.

Diamo nuovamente un nome a quei piccoli volti. Perché finché qualcuno li ricorda e ne racconta la storia, quella vecchia fotografia continua a vivere.

Indirizzo

Mola Di Bari
70042

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