Benphotostorie On The Road

Benphotostorie On The Road Amo definirmi un sognatore fatalista, un anarchico disciplinato che segue le proprie regole di vita

BENPHOTOSTORIE – L’OFFICINA DEI RICORDILa vita è fatta di belle immagini. Io provo a trasformarle in storie.Sono Ben, fo...
10/09/2026

BENPHOTOSTORIE – L’OFFICINA DEI RICORDI

La vita è fatta di belle immagini. Io provo a trasformarle in storie.

Sono Ben, fotografo freelance e narratore di storie vissute.

Racconto attraverso la fotografia ciò che accade davvero: un sorriso spontaneo, uno sguardo, un abbraccio, una lacrima, una festa, un momento che passa in un attimo e che domani sarà già un ricordo.

Non cerco fotografie perfette. Cerco emozioni vere.

Il mio modo di fotografare è semplice: esserci senza farmi sentire.
Osservare. Aspettare. Cogliere quell’istante che spesso accade una sola volta.

Matrimoni, battesimi, comunioni, lauree, feste ed eventi: ogni occasione diventa un racconto fatto di persone, emozioni e piccoli momenti.

- FOTOGRAFIA NATURALE E SPONTANEA;
- FOTOREPORTAGE E RACCONTO;
- MATRIMONI • BATTESIMI • COMUNIONI • LAUREE;
- FESTE ED EVENTI;
- ALBUM E PRODOTTI FOTOGRAFICI PERSONALIZZATI.

Ogni servizio nasce dalle vostre esigenze e viene costruito insieme a voi, senza fotografie in serie e senza copioni da seguire.

Perché fotografare, per me, non significa semplicemente premere un pulsante. Significa fermare un istante prima che diventi un ricordo.

E quando, tra qualche anno, riguarderete quelle fotografie, vorrei che non vedeste soltanto delle immagini. Vorrei che tornaste lì.
A quel giorno. A quel sorriso. A quella persona. A quell’emozione.

BENPHOTOSTORIE - Storie • Persone • Foto • Emozioni.

Contattami per un preventivo gratuito e personalizzato.

La tua storia non ha bisogno di essere inventata. Ha solo bisogno di essere raccontata.

09/09/2026

«Ci sono viaggi che finiscono quando l’aereo atterra… e altri che continuano per sempre.

Giugno 2014. Samuele ed Eleonora arrivano in Messico. Tra piramidi, giungle e antiche rovine, il loro viaggio incrocia il mio.

Io sono Janaab.

Non chiedetevi chi sono. Chiedetevi perché sono lì.

E ricordate… ogni viaggio custodisce un segreto.»



08/09/2026

JANAAB – Il Diario Perduto è ufficialmente disponibile.

Potete trovarlo sulle principali piattaforme di vendita e anche su Amazon: https://amzn.eu/d/00Du...

E allora… buon viaggio.

Le pietre ricordano.
Il tempo scorre.
Janaab osserva.

Ci vediamo dall’altra parte della pagina.

Ogni volta che incontro una bellissima Buell, succede una cosa strana. Per un istante non sono più qui.Torno alla fine d...
07/09/2026

Ogni volta che incontro una bellissima Buell, succede una cosa strana. Per un istante non sono più qui.

Torno alla fine degli anni ’90, quando avevo ancora negli occhi quelle Harley così diverse dalle altre. Più compatte, aggressive, sportive. Moto che sembravano avere fretta di raccontare qualcosa.

Erano le Buell.

Ricordo la curiosità con cui le osservavo passare. Avevano il cuore americano, ma un’anima inquieta. Erano il risultato della visione di Erik Buell, un uomo che aveva deciso di guardare la motocicletta da un’altra prospettiva.

Poi quella storia industriale finì. Ma certe motociclette non smettono mai davvero di esistere.

Restano sulle strade, nei garage, nelle fotografie e soprattutto nella memoria di chi le ha viste passare quando ancora non poteva immaginare, che molti anni dopo, sarebbe bastato incontrarne una per tornare indietro nel tempo.

È questo che amo della fotografia e della strada. Non conservano soltanto immagini. Conservano emozioni.

E così, ogni volta che il mio obiettivo incontra una Buell, mi torna in mente anche un mio vecchio racconto.

Se avete voglia di conoscere la storia completa di questo piccolo, grande capitolo del motociclismo americano, vi invito a leggerlo sul mio blog BENPHOTOSTORIE - PERCHÈ HOG.

Perché alcune moto passano davanti agli occhi. Altre, invece, rimangono dentro. Benedetto Tessitore

L’Ape Cannolo - UNA PROMESSA È SEMPRE UNA PROMESSA.Ci sono promesse che si fanno con una stretta di mano. E poi ce ne so...
07/09/2026

L’Ape Cannolo - UNA PROMESSA È SEMPRE UNA PROMESSA.

Ci sono promesse che si fanno con una stretta di mano. E poi ce ne sono altre che si fanno con il cuore. Questa è una di quelle.

Non voglio raccontare nuovamente una tragedia attraverso nomi, date e dettagli. Voglio raccontare ciò che viene dopo: la forza di chi, nonostante tutto, sceglie di ripartire.

A Treviso, nel 2014, i fratelli palermitani Giovanni e Francesco Fecarotta trasformarono un’idea nata dentro un garage in qualcosa di speciale: L’Ape Cannolo, una piccola cannoleria itinerante e street food siciliano capace di conquistare sorrisi, persone e amicizie. Apecannolo CannoleriaSiciliana

Io sono uno di quegli “amici”.

Poi, all’inizio di luglio 2026, una tragedia ha portato via Francesco e la sua compagna Jessica. E davanti a un dolore così grande, sarebbe stato naturale fermarsi.

Ma Giovanni ha scelto di mantenere una promessa fatta a suo fratello: non chiudere L’Ape Cannolo.

Perché Francesco non era soltanto suo fratello. Era la sua spalla, il suo braccio destro, il compagno di quel sogno nato tanti anni fa.

E allora il motore ripartirà. Non solo per non dimenticare Francesco, ma anche per continuare a portare nel mondo quel sogno che avevano costruito insieme.

La vita continua, anche quando lascia un vuoto che sembra impossibile da colmare. E sicuramene, con il tempo, parleremo sempre di Francesco e Jessica con gli occhi lucidi, ma anche con un sorriso.

Perché ricordare qualcuno significa anche continuare a farlo vivere nei nostri gesti.

Domenica 27 settembre L’Ape Cannolo riaccenderà il motore al Nomad Hostel, per il Melting Shop – Market itinerante.

Io ci sarò. E quel giorno, quel cannolo avrà un sapore ancora più speciale. Benedetto Tessitore

Per maggiori info: https://www.facebook.com/apecannolo

Leggi il mio articolo completo su TrevisoToday

https://www.trevisotoday.it/social/segnalazioni/treviso-ape-cannolo-2026.html

Le immagini che hanno ispirato questo romanzo sono state realmente scattate durante il viaggio di nozze in Messico del g...
06/09/2026

Le immagini che hanno ispirato questo romanzo sono state realmente scattate durante il viaggio di nozze in Messico del giugno 2014. Benedetto “BENPHOTOSTORIE” Tessitore

Una selezione degli scatti originali è disponibile sul sito: https://benphotostorie.com/janaab-il-diario-perduto/

“Perché ogni fotografia custodisce un frammento di memoria.” Benedetto Tessitore

Potete trovare il libro sulle principali piattaforme di vendita e anche su Amazon: https://amzn.eu/d/00Du8pDp

UN FRAMMENTO DI MESSICO RITROVATO NEL TEMPO.Curiosando nel mio passato, ho ritrovato una mia vecchia e splendida riprodu...
05/09/2026

UN FRAMMENTO DI MESSICO RITROVATO NEL TEMPO.

Curiosando nel mio passato, ho ritrovato una mia vecchia e splendida riproduzione artistica acquistata proprio in Messico, tanti anni fa. Benedetto Tessitore

L’ho osservata per qualche istante, e come accade con certe fotografie, sono tornato immediatamente là: tra le pietre di Palenque, i colori dei mercati e il fascino di una civiltà capace ancora oggi di lasciare domande senza risposta.

L’opera è realizzata con la tecnica della pirografia, una forma di artigianato che utilizza il calore per incidere e decorare materiali come pelle, cuoio o tessuto scamosciato.

Al centro compare quello che l’artigiano indica come “Calendario Maya Sol-Kín”, una rappresentazione che richiama il Tzolk’in, il calendario rituale Maya basato su un ciclo di 260 giorni.

Intorno al grande cerchio sono raffigurati personaggi riccamente adornati, probabilmente sovrani o sacerdoti, impegnati in gesti cerimoniali. Alla base compare una piramide che richiama le grandi architetture mesoamericane.

Ma è il retro dell’opera ad aver riacceso la mia curiosità:

“Recuadro de Calendario Maya Sol-Kín.
Chambalum – Fumador de la familia Pakal Kin.
Palenque, Chiapas, Méx”.

Una piccola didascalia che racchiude Chan Bahlum, Pakal, il calendario sacro e Palenque.

Non so quanto di quella descrizione appartenga alla storia e quanto all’interpretazione dell’artigiano.

Ma forse è proprio questo il bello.

Alcuni oggetti non hanno bisogno di essere antichi per raccontare una storia antica.

Dopo dodici anni, questo piccolo frammento di Messico è tornato tra le mie mani.

E mi ha ricordato che certi viaggi, in fondo, non finiscono mai.

La storia ci insegna.
I suoi frammenti, prima o poi, vengono a galla.
E forse alcuni di loro erano già nascosti nel racconto di Janaab. Benedetto “BENPHOTOSTORIE” Tessitore

JANAAB – IL DIARIO PERDUTO È ANCHE EBOOKIl viaggio continua.JANAAB – Il Diario Perduto è ora disponibile anche in format...
04/09/2026

JANAAB – IL DIARIO PERDUTO È ANCHE EBOOK

Il viaggio continua.

JANAAB – Il Diario Perduto è ora disponibile anche in formato eBook sullo store YouCanPrint, e anche sulle principali piattaforme di vendita.

Una nuova possibilità per entrare nel mondo di Janaab con un semplice click e portare la storia sempre con sé, direttamente sul proprio e-reader, tablet o smartphone.

Perché un viaggio non deve necessariamente avere una valigia.

A volte bastano poche pagine… e un lettore tra le mani.

Apri il diario.
Inizia il viaggio.

Le pietre ricordano.
Il tempo scorre.
Janaab osserva.

QUANDO BASTAVA PREMERE UN PULSANTE.Prima dei megapixel, degli smartphone e delle fotografie che vivono dentro un cloud, ...
04/09/2026

QUANDO BASTAVA PREMERE UN PULSANTE.

Prima dei megapixel, degli smartphone e delle fotografie che vivono dentro un cloud, c’era una piccola scatola.

Nera, semplice, quasi timida.

Si chiamava Kodak No.1.

Il 4 agosto 1888 George Eastman registrò il marchio Kodak e portò sul mercato un’idea destinata a cambiare per sempre la fotografia: un apparecchio già caricato con 100 scatti, senza bisogno di conoscere la chimica, la camera oscura o tutti quei procedimenti che fino ad allora avevano reso la fotografia una cosa per pochi.

Bastava premere un pulsante.

“Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto.”

E quel resto era enorme.

Per 25 dollari compravi la macchina; finito il rullino, la spedivi a Rochester e con 10 dollari tornavano a casa fotografie, negativi e fotocamera nuovamente caricata.

Erano persino rotonde, quelle prime immagini.

Oggi sembra preistoria.

Eppure, ogni volta che guardo una vecchia Kodak, penso che non sia cambiato poi molto.

Perché una fotografia, allora come oggi, è sempre un tentativo di fermare qualcosa che sta scappando.

Un volto. Una strada. Un amore. Un viaggio.

Forse è per questo che continuo a fotografare.

Cambiano le macchine, cambiano le pellicole, cambia il modo di conservare le immagini.

Ma il desiderio è rimasto lo stesso: rubare un istante al tempo.

E quel piccolo museo Kodak che conservo racconta proprio questo.

Prima o poi ve lo farò vedere. Perché alcune storie, prima di essere raccontate, meritano di essere fotografate. Benedetto Tessitore

GeorgeEastman

Indirizzo

Naples

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