13/12/2023
È chiamato "caffè senza porte", perché fino al 1916 era sempre aperto.
L'edificio fu commissionato da Antonio Pedrocchi e progettato in stile neoclassico dall'architetto veneziano Giuseppe Jappelli, che in seguito ampliò la struttura annettendo sul lato meridionale il Pedrocchino, di impianto neogotico, creando così un interessante contrasto di stili tra le due facciate.
Il Caffè Pedrocchi, grazie alla sua posizione così vicina alla sede dell'Università di Padova, divenne presto un centro politico e culturale, punto d'incontro privilegiato per studenti, professori e letterati.
L'8 febbraio del 1848 l'edificio fu teatro degli scontri che portarono i giovani patrioti cittadini a ribellarsi al dominio austriaco; questo avvenimento, di storica importanza per la città, viene celebrato ogni anno con le Feriae Matricularum.
La facciata neoclassica è caratterizzata da due porticati dorici, sorvegliati da quattro leoni, scolpiti dallo scultore romano Giuseppe Petrelli, su cui sono saliti almeno una volta tutti i bambini padovani.
L'interno è strutturato in due piani: al piano terra si trova il bar caffetteria mentre il primo piano, detto Piano Nobile, include una serie di sale dedicate all'intrattenimento, al ballo e alle feste e ospita il Museo del Risorgimento e dell'Età Contemporanea.