06/09/2026
La vicenda attorno al Bosco di Ospizio (nel quartiere Ospizio / Campo di Marte II a Reggio Emilia) riguarda una forte mobilitazione spontanea di cittadini contro l'abbattimento di un'area naturale per fare spazio a un progetto urbanistico e commerciale.
L'area del bosco apparteneva al patrimonio pubblico cittadino e ospitava la storica casa di riposo del quartiere Ospizio (struttura socio-assistenziale per anziani gestita dal settore pubblico/servizi sociali locali). La casa di riposo è stata dismessa e successivamente demolita. A quel punto, il terreno rimase come area pubblica inutilizzata e priva di edificazione per anni, favorendo la crescita spontanea della vegetazione che ha poi formato l'attuale bosco. Il Comune di Reggio Emilia (PD, M5S, Verdi) e le sue partecipate / enti socio-assistenziali di riferimento ha inserito il comparto all'interno di un piano di riqualificazione urbanistica (PRU) mettendolo in vendita; l'area è stata infine alienata e acquistata nel 2015 da Conad Centro Nord, passando così dal demanio pubblico alla proprietà privata. È proprio questo passaggio da patrimonio pubblico a proprietà commerciale privata, combinato con la mancata salvaguardia dell'area verde formatasi nel frattempo, a essere uno dei principali motivi di contestazione da parte di cittadini e comitati ecologisti.
(Hai letto bene sopra, anche i "Verdi" sono responsabili di questo. Sembra una barzelletta, ma non fa ridere)
Il progetto edilizio: L'area verde in questione è stata dunque acquistata nel 2015 da Conad Centro Nord, che ne pianificava la trasformazione con la costruzione di un nuovo centro commerciale: supermercato e strutture correlate.
TUTTAVIA negli anni l'area si è sviluppata come un vero e proprio bosco urbano, una sorta di rifugio climatico all'interno del quartiere, molto amato dai cittadini che risiedono nelle vicinanze. A questo punto sono sorti dei comitati locali per contestare la cementificazione della zona.
A inizio agosto 2026, con l'arrivo dei mezzi e delle ruspe per l'avvio del cantiere, nonostante il caldo equatoriale, numerosi cittadini ed ecologisti, riuniti nell'Assemblea Bosco Ospizio, sono intervenuti fisicamente per bloccare i macchinari, dando vita a un presidio permanente atto a impedire il taglio degli alberi.
Durante il mese di agosto, Conad Centro Nord ha sporto una denuncia/querela richiedendo lo scioglimento del presidio, mentre la vicenda ha provocato dibattiti in consiglio comunale, l'intervento dei sindacati e sollecitazioni per fare un passo indietro sull'intervento. Parallelamente, la Procura di Reggio Emilia ha chiesto l'archiviazione per i primi attivisti denunciati negli anni precedenti per blocco dei mezzi meccanici.
Nei primi giorni di settembre 2026 si sono tenuti degli incontri ad hoc tra la dirigenza di Conad Centro Nord, l'amministrazione comunale e gli attivisti. Conad ha confermato la volontà di proseguire con il progetto, pur dichiarandosi ipocritamente aperta a valutare modifiche e "miglioramenti" per limitare l'impatto.
L'Assemblea del presidio ha ribadito con forza la totale contrarietà alla realizzazione del centro commerciale, proponendo al Comune e a Conad una soluzione alternativa: trasformare integralmente l'area in un "Bosco Urbano di Comunità", pubblico e tutelato, salvaguardando la biodiversità creata dal verde spontaneo e l'assorbimento delle bolle di calore, chiedendo che la tutela del verde urbano e del clima prevalga sui diritti edificatori precedentemente (e disgraziatamente) concessi.
Il presidio degli attivisti sul posto continua a mantenere viva l'attenzione e a impedire l'avvio delle opere di abbattimento in attesa degli sviluppi politico-istituzionali.
La questione si è allargata al piano economico-politico, con esposti presentati da forze politiche locali all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) per verificare l'impatto della nuova struttura commerciale e la concentrazione della grande distribuzione nella zona.
Conad sta per "Consorzio Nazionale Dettaglianti". È un sistema a rete formato da 5 grandi cooperative territoriali (tra cui Conad Centro Nord, attiva in Emilia-Romagna e Lombardia) che uniscono migliaia di soci imprenditori dettaglianti ed esercenti indipendenti.
È una realtà radicata quasi interamente sul territorio italiano, dove rappresenta uno dei principali gruppi della Grande Distribuzione Organizzata.
Sebbene sia un gigante economico con un fatturato di oltre 20 miliardi di euro e decine di migliaia di dipendenti, non è strutturato come una multinazionale globale societaria (come potrebbero esserlo Carrefour o Amazon). Ha alcune presenze minori fuori dai confini nazionali (es. San Marino, Malta, Albania, attraverso singole cooperative territoriali) e fa parte di alleanze di acquisto europee con altre catene distributive, ma il suo cuore operativo, proprietario e strategico resta un modello "cooperativo" d'impresa prevalentemente italiano.
La posizione del sindaco Massari (Partito Democratico)
Il primo cittadino di Reggio Emilia ha sottolineato che l'intervento non va visto semplicemente come un taglio di alberi per un supermercato, ma come la riqualificazione di un'area storicamente "svuotata" di servizi con la chiusura della vecchia casa di riposo. Ha inoltre ricordato che i piani urbanistici precedenti prevedevano un'edificazione residenziale ben più invasiva, poi stralciata per fare spazio a servizi comunitari. Per il sindaco l'opera ha un forte valore pubblico perché porterà nel quartiere la nuova Casa della Comunità (con servizi sociosanitari AUSL), la riapertura della biblioteca di quartiere, nuovi spazi pubblici e la piantumazione compensativa di oltre 1.500 alberi.
"L'ipotesi di non costruire non esiste": Massari ha dichiarato che l'ipotesi di annullare del tutto il progetto ed eliminare i diritti edificatori acquistati da Conad non è un'opzione reale dal punto di vista legale ed economico per l'amministrazione comunale. Chiaramente, come sempre, per loro (i piddini e i grillini non sono diversi dalla destra in questo), il grande business privato conta molto di più della volontà dei cittadini. Gnan da dir. ;-)
Gli attivisti e i comitati del presidio si sono detti molto amareggiati dalle ultime dichiarazioni del sindaco, sostenendo che l'amministrazione stia di fatto avallando le scelte aziendali di Conad invece di prendersi il tempo per valutare seriamente la proposta alternativa dei cittadini auto-organizzati (la trasformazione integrale dell'area in un "Bosco Urbano di Comunità").