09/09/2026
Il giorno dopo, fin dalle prime ore del mattino, AlessIA pensò all’appuntamento che aveva dato a Vannella.
Si erano conosciute da poco, eppure sembrava che tra loro fosse nata immediatamente una familiarità speciale. AlessIA aveva trovato in quella ragazza una compagna allegra, spontanea e piena di curiosità; Vannella, dal canto suo, era davvero felice di aver incontrato un’amica come lei. Non le capitava spesso di poter parlare così liberamente con qualcuno, ridere per le cose più semplici e sentirsi subito a proprio agio.
Quando AlessIA arrivò al mercato di Castel San Giorgio, Vannella era già lì ad aspettarla.
«AlessIA! Finalmente!»
Le due ragazze si corsero incontro sorridendo e si presero per le mani.
«Pensavo fossi arrivata prima tu!» disse AlessIA ridendo.
«E io pensavo la stessa cosa di te!»
Bastarono pochi istanti perché ricominciassero a parlare come se si conoscessero da sempre.
Quella mattina il mercato di Castel San Giorgio era un piccolo mondo brulicante di vita.
La piazza era stata invasa da bancarelle di legno, alcune coperte da semplici teli di lino per riparare la merce dal sole. I mercanti avevano disposto con cura i loro prodotti: ceste colme di mele, pere e fichi, mazzi di erbe aromatiche, cipolle, aglio e ortaggi appena raccolti dalle campagne circostanti.
Poco più avanti, un fornaio disponeva su una tavola pagnotte dalla crosta scura e croccante, mentre il profumo del pane appena cotto si diffondeva tra la folla.
Accanto a lui, un venditore di formaggi tagliava lentamente grosse forme stagionate, avvolgendone le porzioni nella tela. Un altro mercante esponeva salumi, mentre da una pentola di rame usciva il vapore di una zuppa che una donna del borgo aveva preparato per i passanti.
Il vociare era continuo.
«Spezie d'Oriente! Cannella, pepe e zenzero!»
«Fichi dolci! Appena raccolti!»
«Lino pregiato! Guardate queste stoffe!»
«Uova fresche! Uova della campagna!»
Le voci dei venditori si sovrapponevano al rumore degli zoccoli dei cavalli e dei muli che attraversavano lentamente la piazza. Alcuni contadini erano arrivati con piccoli carri carichi di sacchi di grano, mentre qua e là si vedevano galline legate con delicate corde e bambini che correvano tra le gambe degli adulti.
Gli artigiani avevano le loro botteghe improvvisate sotto tende di stoffa.
Un fabbro mostrava coltelli, fibbie e piccoli utensili di ferro ancora anneriti dal fuoco della forgia. Un calzolaio lavorava il cuoio battendolo con un piccolo martello, mentre poco distante un vasaio esponeva brocche, ciotole e giare di terracotta.
Vannella, naturalmente, fu attirata immediatamente dalle stoffe.
«Guarda quelle!» esclamò indicando una bancarella.
Su un lungo tavolo erano disposti rotoli di lana, lino e stoffe colorate. Alcuni nastri erano decorati con semplici ricami, mentre accanto erano esposti cinture, veli e piccoli ornamenti che le donne del borgo usavano per impreziosire le proprie vesti.
AlessIA scoppiò a ridere.
«Tu sei venuta al mercato per fare la spesa o per comprare stoffe?»
«Entrambe le cose!» replicò Vannella con un sorriso birichino.
Le due ragazze risero insieme.
Camminarono lentamente tra la folla, fermandosi di tanto in tanto davanti alle bancarelle.
«Dobbiamo comprare il pane, delle verdure e qualcosa per cena» disse AlessIA.
«Lo so, lo so… ma possiamo fare tutto con calma.»
«Con calma? Tu vuoi passare almeno un'ora davanti a ogni bancarella.»
«È colpa loro! Guarda quante cose belle ci sono!»
AlessIA scosse la testa sorridendo.
Fu proprio in quel momento che qualcosa cambiò nell'atmosfera del mercato.
Dalla parte opposta della piazza comparve il castellano.
Aleandro.
Il suo arrivo non passò inosservato.
Due uomini armati lo accompagnavano a poca distanza, mentre la gente si spostava rispettosamente per lasciargli libero il passaggio. Aleandro indossava abiti eleganti ma adatti alla sua posizione, e il modo sicuro con cui avanzava rendeva immediatamente riconoscibile la sua autorità.
Era un giovane uomo dall'aspetto fiero e particolarmente avvenente.
Non appena comparve, diverse donne smisero per qualche istante di parlare e si voltarono a guardarlo. Alcune cercavano di farlo discretamente, altre non riuscivano neppure a nascondere la curiosità.
Vannella, invece, non ebbe neppure la forza di fingere indifferenza.
Quando lo vide, rimase completamente immobile.
AlessIA se ne accorse immediatamente.
«Vannella?»
Nessuna risposta.
«Vannella… tutto bene?»
La ragazza continuava a guardare Aleandro.
«È… bellissimo.»
AlessIA seguì il suo sguardo e sorrise divertita.
«Ah! Ecco cosa ti è successo.»
Vannella arrossì.
«Non ridere! Guardalo!»
AlessIA lo osservò per qualche istante.
«Devo ammetterlo… è proprio un bell'uomo.»
Vannella si voltò verso di lei con gli occhi spalancati.
«Lo sapevo!»
«Ma non fare quella faccia!»
Vannella però aveva ormai deciso che doveva attirare la sua attenzione.
Sistemò i capelli, si raddrizzò la veste e cercò di assumere un'aria il più possibile disinvolta. Poi fece qualche passo verso la bancarella delle stoffe, fingendo improvvisamente di essere interessatissima a un nastro colorato.
AlessIA la guardava divertita.
«Che cosa stai facendo?»
«Niente.»
«Vannella… ti stai sistemando i capelli da almeno cinque minuti.»
«Voglio essere presentabile.»
«Certo. Naturalmente.»
Le due ragazze risero ancora.
Nel frattempo Aleandro aveva notato proprio loro.
Forse fu la naturale allegria di AlessIA, forse la bellezza delle due giovani donne insieme, o forse semplicemente il modo in cui Vannella cercava disperatamente di non farsi notare mentre faceva di tutto per attirare il suo sguardo.
Aleandro rallentò.
Poi si fermò.
E infine cambiò direzione.
Vannella se ne accorse per prima.
«AlessIA…»
«Sì?»
«Sta venendo verso di noi.»
AlessIA si voltò.
Quando vide Aleandro, il suo volto si illuminò di sorpresa.
«Aleandro!»
Il castellano sorrise immediatamente e si avvicinò.
«AlessIA! Che sorpresa incontrarti qui.»
Vannella rimase senza parole.
Si voltò lentamente verso l'amica.
«Tu… lo conosci?»
AlessIA sorrise.
«Certo.»
Vannella la guardò incredula. Fino a quel momento aveva immaginato di essere semplicemente una delle tante ragazze del mercato ad aver notato il castellano. Ora, invece, scopriva che AlessIA lo conosceva personalmente.
«Vannella, permettimi di presentarti il castellano Aleandro.»
Poi si rivolse a lui.
«Aleandro, questa è Vannella. È la mia nuova amica.»
Aleandro chinò leggermente il capo in segno di saluto.
«È un piacere conoscerti, Vannella.»
«Il… il piacere è tutto mio.»
La voce di Vannella uscì più timida di quanto avrebbe voluto.
AlessIA la guardò di lato e dovette trattenere una risata.
Vannella, invece, ormai non riusciva più a distogliere gli occhi da Aleandro.
Intorno a loro il mercato continuava a vivere: i mercanti continuavano a gridare le proprie offerte, un bambino correva dietro a una gallina, il fabbro batteva il ferro sulla sua incudine e il profumo del pane appena sfornato si mescolava a quello delle spezie.
Ma per Vannella sembrava che tutto il resto fosse improvvisamente scomparso.
Mentre AlessIA e Aleandro parlavano, lei ascoltava ogni sua parola con attenzione, quasi dimenticandosi del mercato, della spesa e persino delle stoffe che pochi minuti prima voleva comprare.
AlessIA lo capì subito.
E sorrise tra sé.
Aveva appena trovato un'amica con cui condivideva già tante risate e, a quanto pareva, Vannella aveva appena trovato qualcosa che le interessava ancora più delle stoffe del mercato.
Per quel mattino, almeno, Vannella aveva occhi soltanto per Aleandro.
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