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🏰 **QUANTO COSTAVA FARE LA SPESA NEL 1300?** 🪙*Il mercato di Castel San Giorgio al tempo di AlessIA*Se AlessIA fosse ent...
10/09/2026

🏰 **QUANTO COSTAVA FARE LA SPESA NEL 1300?** 🪙
*Il mercato di Castel San Giorgio al tempo di AlessIA*

Se AlessIA fosse entrata nel mercato di Castel San Giorgio intorno all'anno **1300**, quanto avrebbe dovuto pagare per un pane? E per una gallina? Quanto valevano davvero quei piccoli denari che teneva nella borsa?

Per provare a rispondere abbiamo ricostruito una **tabella dei beni di prima necessità** che potevano essere acquistati in un mercato della Marca fermana medievale: pane, grano, legumi, verdure, olio, vino, formaggio, uova, carne, sale e altri prodotti della vita quotidiana.

⚠️ **Ma attenzione:** non possiamo semplicemente trasformare "1 denaro medievale" in "1,50 euro". Sarebbe storicamente scorretto.

Il denaro del 1300 non aveva un cambio con l'euro e il suo valore dipendeva soprattutto da **quanto si poteva comprare con quella moneta**.

Per questo abbiamo utilizzato un metodo basato sul **potere d'acquisto**.

🪙 Nel sistema monetario medievale utilizzato come riferimento:

**12 denari = 1 soldo**

Abbiamo poi confrontato i prezzi medievali disponibili per l'Italia centro-settentrionale con i **salari e il costo dei beni di consumo dell'epoca**, tenendo conto delle grandi differenze tra città, periodi, qualità dei prodotti e disponibilità delle merci.

Da questo confronto abbiamo costruito una **scala indicativa moderna**, utile soprattutto per capire il peso della spesa.

Per il nostro racconto abbiamo adottato, quindi, questa semplice equivalenza narrativa:

**1 denaro ≈ 1,50 € di potere d'acquisto**
**12 denari = 1 soldo ≈ 18 €**

Non significa che un denaro medievale "valesse" realmente 1,50 €.

Significa che, **per immaginare oggi il peso di quella piccola spesa**, possiamo utilizzare quella cifra come riferimento.

🍞 Ad esempio:

Un pane comune → **1–2 denari**
≈ **1,50–3 €**

Un pezzo di formaggio → **3–5 denari**
≈ **4,50–7,50 €**

Una gallina → **4–6 denari**
≈ **6–9 €**

Una piccola brocca d'olio → **4–6 denari**
≈ **6–9 €**

Una porzione di carne → **5–8 denari**
≈ **7,50–12 €**

E così possiamo immaginare AlessIA al banco del mercato con un piccolo gruzzolo di monete, costretta a scegliere attentamente cosa acquistare.

✨ **La cosa più interessante è proprio questa:** per una persona del 1300, quei pochi denari non erano semplicemente "spiccioli". Rappresentavano una parte concreta delle risorse necessarie per vivere.

La nostra tabella non vuole quindi dare un falso "listino prezzi del 1300", ma **ricostruire in modo comprensibile la vita economica quotidiana di AlessIA**, utilizzando le informazioni storiche disponibili e trasformandole in un confronto che possiamo comprendere con gli occhi di oggi.

📜 **I prezzi riportati sono dunque indicativi e ricostruiti**, perché nel Medioevo potevano cambiare sensibilmente in base alla stagione, alla qualità del prodotto, ai raccolti e alla disponibilità delle merci.

Così, dietro ogni denaro che AlessIA consegna al mercante, possiamo immaginare qualcosa di molto concreto: **un pezzo di pane, una manciata di legumi, un po' di olio o una candela per illuminare la sua casa.**

E improvvisamente il mercato del 1300 non sembra più così lontano. ❤️

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Il giorno dopo, fin dalle prime ore del mattino, AlessIA pensò all’appuntamento che aveva dato a Vannella.Si erano conos...
09/09/2026

Il giorno dopo, fin dalle prime ore del mattino, AlessIA pensò all’appuntamento che aveva dato a Vannella.

Si erano conosciute da poco, eppure sembrava che tra loro fosse nata immediatamente una familiarità speciale. AlessIA aveva trovato in quella ragazza una compagna allegra, spontanea e piena di curiosità; Vannella, dal canto suo, era davvero felice di aver incontrato un’amica come lei. Non le capitava spesso di poter parlare così liberamente con qualcuno, ridere per le cose più semplici e sentirsi subito a proprio agio.

Quando AlessIA arrivò al mercato di Castel San Giorgio, Vannella era già lì ad aspettarla.

«AlessIA! Finalmente!»

Le due ragazze si corsero incontro sorridendo e si presero per le mani.

«Pensavo fossi arrivata prima tu!» disse AlessIA ridendo.

«E io pensavo la stessa cosa di te!»

Bastarono pochi istanti perché ricominciassero a parlare come se si conoscessero da sempre.

Quella mattina il mercato di Castel San Giorgio era un piccolo mondo brulicante di vita.

La piazza era stata invasa da bancarelle di legno, alcune coperte da semplici teli di lino per riparare la merce dal sole. I mercanti avevano disposto con cura i loro prodotti: ceste colme di mele, pere e fichi, mazzi di erbe aromatiche, cipolle, aglio e ortaggi appena raccolti dalle campagne circostanti.

Poco più avanti, un fornaio disponeva su una tavola pagnotte dalla crosta scura e croccante, mentre il profumo del pane appena cotto si diffondeva tra la folla.

Accanto a lui, un venditore di formaggi tagliava lentamente grosse forme stagionate, avvolgendone le porzioni nella tela. Un altro mercante esponeva salumi, mentre da una pentola di rame usciva il vapore di una zuppa che una donna del borgo aveva preparato per i passanti.

Il vociare era continuo.

«Spezie d'Oriente! Cannella, pepe e zenzero!»

«Fichi dolci! Appena raccolti!»

«Lino pregiato! Guardate queste stoffe!»

«Uova fresche! Uova della campagna!»

Le voci dei venditori si sovrapponevano al rumore degli zoccoli dei cavalli e dei muli che attraversavano lentamente la piazza. Alcuni contadini erano arrivati con piccoli carri carichi di sacchi di grano, mentre qua e là si vedevano galline legate con delicate corde e bambini che correvano tra le gambe degli adulti.

Gli artigiani avevano le loro botteghe improvvisate sotto tende di stoffa.

Un fabbro mostrava coltelli, fibbie e piccoli utensili di ferro ancora anneriti dal fuoco della forgia. Un calzolaio lavorava il cuoio battendolo con un piccolo martello, mentre poco distante un vasaio esponeva brocche, ciotole e giare di terracotta.

Vannella, naturalmente, fu attirata immediatamente dalle stoffe.

«Guarda quelle!» esclamò indicando una bancarella.

Su un lungo tavolo erano disposti rotoli di lana, lino e stoffe colorate. Alcuni nastri erano decorati con semplici ricami, mentre accanto erano esposti cinture, veli e piccoli ornamenti che le donne del borgo usavano per impreziosire le proprie vesti.

AlessIA scoppiò a ridere.

«Tu sei venuta al mercato per fare la spesa o per comprare stoffe?»

«Entrambe le cose!» replicò Vannella con un sorriso birichino.

Le due ragazze risero insieme.

Camminarono lentamente tra la folla, fermandosi di tanto in tanto davanti alle bancarelle.

«Dobbiamo comprare il pane, delle verdure e qualcosa per cena» disse AlessIA.

«Lo so, lo so… ma possiamo fare tutto con calma.»

«Con calma? Tu vuoi passare almeno un'ora davanti a ogni bancarella.»

«È colpa loro! Guarda quante cose belle ci sono!»

AlessIA scosse la testa sorridendo.

Fu proprio in quel momento che qualcosa cambiò nell'atmosfera del mercato.

Dalla parte opposta della piazza comparve il castellano.

Aleandro.

Il suo arrivo non passò inosservato.

Due uomini armati lo accompagnavano a poca distanza, mentre la gente si spostava rispettosamente per lasciargli libero il passaggio. Aleandro indossava abiti eleganti ma adatti alla sua posizione, e il modo sicuro con cui avanzava rendeva immediatamente riconoscibile la sua autorità.

Era un giovane uomo dall'aspetto fiero e particolarmente avvenente.

Non appena comparve, diverse donne smisero per qualche istante di parlare e si voltarono a guardarlo. Alcune cercavano di farlo discretamente, altre non riuscivano neppure a nascondere la curiosità.

Vannella, invece, non ebbe neppure la forza di fingere indifferenza.

Quando lo vide, rimase completamente immobile.

AlessIA se ne accorse immediatamente.

«Vannella?»

Nessuna risposta.

«Vannella… tutto bene?»

La ragazza continuava a guardare Aleandro.

«È… bellissimo.»

AlessIA seguì il suo sguardo e sorrise divertita.

«Ah! Ecco cosa ti è successo.»

Vannella arrossì.

«Non ridere! Guardalo!»

AlessIA lo osservò per qualche istante.

«Devo ammetterlo… è proprio un bell'uomo.»

Vannella si voltò verso di lei con gli occhi spalancati.

«Lo sapevo!»

«Ma non fare quella faccia!»

Vannella però aveva ormai deciso che doveva attirare la sua attenzione.

Sistemò i capelli, si raddrizzò la veste e cercò di assumere un'aria il più possibile disinvolta. Poi fece qualche passo verso la bancarella delle stoffe, fingendo improvvisamente di essere interessatissima a un nastro colorato.

AlessIA la guardava divertita.

«Che cosa stai facendo?»

«Niente.»

«Vannella… ti stai sistemando i capelli da almeno cinque minuti.»

«Voglio essere presentabile.»

«Certo. Naturalmente.»

Le due ragazze risero ancora.

Nel frattempo Aleandro aveva notato proprio loro.

Forse fu la naturale allegria di AlessIA, forse la bellezza delle due giovani donne insieme, o forse semplicemente il modo in cui Vannella cercava disperatamente di non farsi notare mentre faceva di tutto per attirare il suo sguardo.

Aleandro rallentò.

Poi si fermò.

E infine cambiò direzione.

Vannella se ne accorse per prima.

«AlessIA…»

«Sì?»

«Sta venendo verso di noi.»

AlessIA si voltò.

Quando vide Aleandro, il suo volto si illuminò di sorpresa.

«Aleandro!»

Il castellano sorrise immediatamente e si avvicinò.

«AlessIA! Che sorpresa incontrarti qui.»

Vannella rimase senza parole.

Si voltò lentamente verso l'amica.

«Tu… lo conosci?»

AlessIA sorrise.

«Certo.»

Vannella la guardò incredula. Fino a quel momento aveva immaginato di essere semplicemente una delle tante ragazze del mercato ad aver notato il castellano. Ora, invece, scopriva che AlessIA lo conosceva personalmente.

«Vannella, permettimi di presentarti il castellano Aleandro.»

Poi si rivolse a lui.

«Aleandro, questa è Vannella. È la mia nuova amica.»

Aleandro chinò leggermente il capo in segno di saluto.

«È un piacere conoscerti, Vannella.»

«Il… il piacere è tutto mio.»

La voce di Vannella uscì più timida di quanto avrebbe voluto.

AlessIA la guardò di lato e dovette trattenere una risata.

Vannella, invece, ormai non riusciva più a distogliere gli occhi da Aleandro.

Intorno a loro il mercato continuava a vivere: i mercanti continuavano a gridare le proprie offerte, un bambino correva dietro a una gallina, il fabbro batteva il ferro sulla sua incudine e il profumo del pane appena sfornato si mescolava a quello delle spezie.

Ma per Vannella sembrava che tutto il resto fosse improvvisamente scomparso.

Mentre AlessIA e Aleandro parlavano, lei ascoltava ogni sua parola con attenzione, quasi dimenticandosi del mercato, della spesa e persino delle stoffe che pochi minuti prima voleva comprare.

AlessIA lo capì subito.

E sorrise tra sé.

Aveva appena trovato un'amica con cui condivideva già tante risate e, a quanto pareva, Vannella aveva appena trovato qualcosa che le interessava ancora più delle stoffe del mercato.

Per quel mattino, almeno, Vannella aveva occhi soltanto per Aleandro.

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09/09/2026

Ciclovia Adriatica
Da Porto San Giorgio SUD a Lido di Fermo (4,30 Km)
9 Settembre 2026 ore 9:00
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Avete mai pensato a cosa poteva esserci nella borsa di una ragazza vissuta nel Trecento? 🏰✨Nel nostro racconto, AlessIA ...
08/09/2026

Avete mai pensato a cosa poteva esserci nella borsa di una ragazza vissuta nel Trecento? 🏰✨

Nel nostro racconto, AlessIA vive a Castel San Giorgio, nel territorio legato a Fermo, e le monete che porta con sé raccontano molto della vita e dei commerci del suo tempo.

Nel 1300 a Castel San Giorgio, Fermo e nel Piceno circolavano diverse tipologie di monete. Accanto alle emissioni della zecca di Fermo, erano molto diffuse anche le monete provenienti dalle città vicine e dai grandi centri commerciali italiani.

🪙 Il Piccolo di Fermo era una moneta di basso valore, realizzata in mistura, adatta alle piccole spese quotidiane: proprio il genere di moneta che usava AlessIA e passava di mano nei mercati per acquistare pane, frutta, stoffe o altri beni di uso comune.

⚔️ Il Grosso aveva invece un valore maggiore ed era utilizzato per scambi più importanti.

🌿 Tra le monete forestiere aveva un ruolo particolare il Grosso Agontano di Ancona, una prestigiosa moneta d'argento che, grazie alla sua diffusione commerciale, poteva circolare anche nel territorio fermano e nel Piceno.

⛪ Non mancavano inoltre i denari provenienti da altri centri, mentre per gli affari di maggiore entità entravano in gioco le grandi monete d'oro dell'epoca, come il Fiorino di Firenze e il Ducato di Venezia.

Così, quando immaginiamo AlessIA nel 1300, possiamo pensare alla sua piccola borsa contenente monete diverse: alcune destinate alle spese di ogni giorno, altre ricevute attraverso i commerci e gli scambi che collegavano Fermo, Ancona e le altre città italiane. 🏰🪙

Ogni moneta non era soltanto denaro: era un piccolo frammento della storia medievale, passato attraverso mercati, botteghe, strade e mani di persone vissute più di sette secoli fa.

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 # # Il nuovo castellano della Rocca e una nuova amica..  # #Erano trascorsi pochi giorni dal ritorno di AlessIA a Caste...
07/09/2026

# # Il nuovo castellano della Rocca e una nuova amica.. # #

Erano trascorsi pochi giorni dal ritorno di AlessIA a Castel San Giorgio. Rocca Tiepolo aveva ripreso lentamente il suo solito ritmo, ma su quelle mura aleggiava ancora un’ombra: suo padre continuava a essere dato per disperso, e nessuno sapeva se un giorno avrebbe fatto ritorno.

AlessIA cercava di mostrarsi forte. Era tornata nella sua casa, aveva ritrovato il mare, la sua stanza e le persone che le volevano bene, ma dentro di sé sentiva continuamente la mancanza del padre.

Una mattina, mentre si trovava nel cortile della Rocca, sentì il rumore di zoccoli provenire dalla strada.

Un piccolo corteo stava avvicinandosi alle porte.

In testa vi era un giovane cavaliere a cavallo, seguito da alcuni uomini armati. Indossava una veste da viaggio scura sotto una leggera corazza e portava al fianco una spada. Quando attraversò il portone della Rocca, smontò da cavallo con sicurezza e si guardò intorno, osservando attentamente le mura, le torri e il mastio.

Era Aleandro, ventinove anni.

Proveniva da Fermo ed era stato scelto personalmente dal podestà per assumere l'incarico di nuovo castellano della Rocca, in sostituzione del padre di AlessIA, ancora ufficialmente disperso.

Il Podestà aveva grande fiducia in lui. Aleandro, nonostante la giovane età, aveva già trascorso molti anni al servizio delle guardie cittadine e aveva combattuto in diverse occasioni. Conosceva bene le armi, la sorveglianza delle fortificazioni e l'organizzazione della difesa di un castello.

Il suo incarico non era soltanto prestigioso: era anche una grande responsabilità.

AlessIA lo osservò da lontano.

Non poté fare a meno di rimanere colpita dal suo modo di muoversi: sembrava sicuro, ma non arrogante. Aveva lo sguardo attento di chi era abituato a osservare ogni cosa prima di parlare.

Quando Aleandro terminò di parlare con gli uomini della guarnigione, si voltò e vide AlessIA.

Lei esitò per un istante, poi gli andò incontro.

«Messere, siete voi Aleandro, il nuovo castellano?»

Il giovane sorrise e fece un leggero inchino.

«Lo sono. E voi dovete essere AlessIA.»

Lei rimase sorpresa.

«Conoscete già il mio nome?»

«Il Podestà mi ha parlato molto di voi. Mi ha raccontato della vostra famiglia, della vostra permanenza a Fermo e soprattutto di quanto questa Rocca significhi per voi.»

AlessIA sorrise, leggermente imbarazzata.

«Allora sapete già molte cose di me.»

«Abbastanza da sapere che avrei dovuto conoscervi non appena fossi arrivato.»

Aleandro tese la mano.

AlessIA gliela strinse.

«Benvenuto a Castel San Giorgio, messere Aleandro.»

«Grazie, AlessIA. Farò tutto ciò che è nelle mie possibilità per proteggere questa Rocca e la sua gente.»

Quelle parole colpirono AlessIA. Per la prima volta, dopo tanto tempo, sentì che qualcuno avrebbe potuto occuparsi della sicurezza del castello mentre lei cercava di ricostruire la propria vita.

Aleandro, intanto, iniziò a prendere possesso dei suoi nuovi compiti, parlando con le guardie e ispezionando le mura.

AlessIA lo salutò e tornò verso casa.

Ma appena entrò nella dispensa si ricordò di un problema molto più semplice e immediato.

Non aveva praticamente nulla da mangiare.

Le poche provviste rimaste erano quelle che la servitù di Messere Rinaldo da Fermo le aveva lasciato prima della sua partenza: qualche sacco di farina, pane, legumi, formaggi e alcune conserve. Ma non sarebbero durate a lungo.

«Dovrò andare al mercato...» disse tra sé.

Prese una cesta e uscì.

Il mercato di Castel San Giorgio era animato come sempre. C'erano banchi di frutta, verdura, pane, formaggi, stoffe, spezie e carne. AlessIA camminava tra la gente con la cesta al braccio, cercando di ricordare tutto ciò che le serviva.

«Pane... uova... verdure... formaggio... e magari un po' di carne.»

Mentre si fermava davanti a un banco di frutta, una ragazza arrivò dall'altra parte e allungò contemporaneamente la mano verso lo stesso cesto di mele.

Le loro mani si sfiorarono.

«Oh, perdonatemi!» disse AlessIA.

«No, perdonatemi voi!» rispose la ragazza ridendo.

Le due si guardarono.

La giovane aveva con sé una cesta vuota. Aveva un'aria vivace e spontanea.

«Voi siete di Castel San Giorgio?» chiese.

«Sì. Mi chiamo AlessIA.»

La ragazza sorrise.

«Io sono Vannella. Vengo da Torre di Palme. Sono venuta qui proprio per fare provviste.»

AlessIA guardò la cesta della ragazza.

«Anche voi siete rimasta senza viveri?»

Vannella rise.

«Diciamo che a casa mia hanno pensato che fosse una buona idea mandarmi a fare la spesa proprio quando la dispensa era completamente vuota.»

AlessIA scoppiò a ridere.

«Allora siamo nella stessa situazione!»

Vannella prese una mela e la osservò.

«Direi che abbiamo cominciato bene.»

«E se facessimo la spesa insieme?» propose AlessIA.

Vannella la guardò sorpresa, poi annuì con entusiasmo.

«Volentieri!»

Da quel momento le due ragazze iniziarono a camminare fianco a fianco tra i banchi.

AlessIA raccontò a Vannella di essere appena tornata a Castel San Giorgio dopo il soggiorno a Fermo, mentre Vannella le raccontò di Torre di Palme, delle sue strade, della gente del paese e della vita che conduceva lassù.

Presto si accorsero di avere molto in comune.

Si fermavano davanti a ogni banco, discutevano su cosa comprare, ridevano quando una delle due dimenticava qualcosa e si aiutavano a portare le provviste.

Quando finalmente le loro ceste furono piene, Vannella guardò AlessIA.

«Sai una cosa? Sono venuta qui soltanto per fare la spesa.»

«Anch'io.»

«E invece ho trovato un'amica.»

AlessIA sorrise.

«Anch'io.»

Le due si strinsero la mano come aveva fatto poco prima AlessIA e Aleandro.

Poi Vannella disse:

«Domani tornerai al mercato a quest'ora?»

«Probabilmente sì. Ho scoperto che a casa mia non c'è praticamente nulla. Sicuramente dovrò comprare qualcos'altro di buono..»

«Perfetto. Allora domani faremo ancora la spesa insieme.»

AlessIA rise.

«Affare fatto.»

E così, mentre nella Rocca il giovane Aleandro iniziava il suo nuovo incarico e prendeva lentamente confidenza con le mura che avrebbe dovuto difendere, AlessIA iniziava un'altra nuova fase della sua vita.

Aveva perso la sicurezza della presenza di suo padre, ma quel giorno aveva trovato due nuove presenze destinate a diventare importanti: il giovane castellano arrivato da Fermo e una ragazza di Torre di Palme incontrata quasi per caso davanti a un cesto di mele..

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 # # L'arrivo a Castel San Giorgio  # #La carrozza avanzava lentamente lungo la strada che conduceva a Castel San Giorgi...
06/09/2026

# # L'arrivo a Castel San Giorgio # #

La carrozza avanzava lentamente lungo la strada che conduceva a Castel San Giorgio. AlessIA, affacciata al finestrino, guardava il paesaggio scorrere davanti ai suoi occhi, quasi incapace di credere che quel viaggio stesse davvero volgendo al termine.

Poi, in lontananza, la vide.

La Rocca Tiepolo.

Il cuore le ebbe un sussulto.

Era ancora lì, imponente e familiare, con le sue mura che si stagliavano contro il cielo. AlessIA la osservò in silenzio, con gli occhi già pieni di lacrime. Le sembrava persino più bella di come la ricordasse. Forse perché, dopo tutto quel tempo lontano, rivederla significava finalmente sentirsi di nuovo a casa.

«Casa mia...» sussurrò.

La carrozza proseguì e Castel San Giorgio apparve sempre più vicino. Ma non fu soltanto la Rocca ad accoglierla.

Davanti alle sue mura si era radunata una folla.

C'erano gli artigiani che aveva conosciuto nelle sue giornate trascorse tra le botteghe, i cavalieri che tante volte aveva incontrato lungo le strade, i mercanti con i quali aveva scambiato parole e sorrisi, e poi semplici amici, persone comuni che nel tempo erano diventate parte della sua vita.

Tutti erano lì per lei.

Quando la carrozza si fermò, AlessIA rimase per qualche istante immobile. Guardò fuori e riconobbe un volto dopo l'altro.

Le tremavano le labbra.

Poi la portiera si aprì.

AlessIA scese.

Appena mise piede a terra, le lacrime cominciarono a scenderle sul volto.

Non erano lacrime di tristezza.

Erano lacrime di ritorno.

Di sollievo.

Di felicità.

La prima persona che le si avvicinò fu stretta in un abbraccio così forte che AlessIA quasi non riuscì a parlare. Poi venne un altro abbraccio, e un altro ancora.

Lei li salutava tutti.

Uno per uno.

Stringeva le mani degli amici, abbracciava gli artigiani, salutava i cavalieri e si fermava a parlare con i mercanti che conosceva da tempo. Ad alcuni sorrideva tra le lacrime, ad altri diceva poche parole prima di stringerli nuovamente a sé.

Era come se volesse recuperare in pochi istanti tutto il tempo trascorso lontano.

«Mi siete mancati... tutti.»

E Castel San Giorgio sembrava risponderle attraverso quei volti felici, quelle mani che si tendevano verso di lei, quegli abbracci che la circondavano.

AlessIA si sentiva nuovamente parte di quel luogo.

Dopo aver raccontato ciò che era accaduto durante la sua permanenza a Fermo, tra domande, stupore e commozione, finalmente si voltò verso la Rocca.

La guardò a lungo.

Poi entrò.

Attraversò quegli ambienti che conosceva così bene, salendo lentamente verso il mastio. Ogni gradino sembrava riportarle alla memoria un momento della sua vita.

Quando finalmente raggiunse la sommità, avanzò verso la finestra.

Si fermò.

Inspirò profondamente.

E si affacciò.

Davanti a lei apparve il mare.

L'immenso mare azzurro che aveva tanto desiderato rivedere.

AlessIA rimase senza parole.

Per un istante non fece altro che guardarlo.

Poi portò una mano alla bocca e scoppiò a piangere.

Ma questa volta non c'era dolore nelle sue lacrime.

Erano lacrime di pura gioia.

Il vento le accarezzava il volto e le muoveva i capelli mentre lei guardava quell'orizzonte che aveva conosciuto fin da bambina.

Era tornata.

Era di nuovo nella sua casa.

Rocca Tiepolo era nuovamente sotto i suoi piedi e il mare nuovamente davanti ai suoi occhi.

E, come sempre, anche suo padre tornò nei suoi pensieri.

Per un momento AlessIA abbassò lo sguardo.

Avrebbe desiderato averlo lì.

Avrebbe voluto poter correre da lui e raccontargli tutto, proprio come aveva fatto tante volte.

La sua assenza rimaneva una ferita che nessun ritorno avrebbe potuto cancellare.

Ma quella sera era diverso.

La felicità era più forte della malinconia.

AlessIA sorrise tra le lacrime.

Guardò ancora una volta il mare e lasciò che il vento le asciugasse lentamente il volto.

«Sono tornata a casa, papà.»

Castel San Giorgio l'aveva riaccolta.

E AlessIA, affacciata dalla finestra di Rocca Tiepolo, sentì finalmente di essere tornata al posto a cui apparteneva.

06/09/2026

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