11/06/2020
PRIMI SCATTI DOPO L’EMERGENZA COVID-19
E’ dall’inizio di questa pandemia che penso: chissà come la stanno vivendo i bambini, chissà che pensano, chissà come mancherà loro la scuola e i compagni di gioco.
Ma penso anche: chissà quanto saranno stati felici di poter passare tanto tempo con la propria famiglia.
Eh sì, perché nonostante tutte le negatività di questo periodo, è sempre bello passare del tempo con i propri cari.
Ho pensato spesso a questi piccoli ometti, protagonisti di tutti i miei scatti e devo dire che ho scoperto di soffrire di astinenza delle loro risate, delle corse, delle linguacce e anche degli urli a squarciagola.
Molto spesso pensavo: “chissà quando farò il prossimo servizio fotografico, chissà se potrò avvicinarmi oppure no, chissà se potrò prendere loro la manina e giocare insieme”
Dubbi su dubbi, riflessioni, il pensiero costante della SICUREZZA che lo senti ovunque: tv, radio, giornali, social network.
Hai la costante sensazione di una normalità ormai persa e che non sai come riacquistare.
Ma poi, quando meno te lo aspetti, succede qualcosa.
Hai presente quando dopo una tempesta esce quel sole che spacca le pietre?
Ecco, così è stato per me esattamente pochi giorni fa.
Mi trovavo poco fuori Roma, a Monte Porzio, in mezzo ad un campo di graminacee con una mia amica; stavo dando lei nozioni sulla fotografia di base e stavamo facendo qualche scatto in piena natura.
Ad un certo punto, a cento metri da dove stavamo noi, vedo una bambina correre felice per i campi, circondata da cani, cavalli e asini. Sembra una piccola contadinella, felice e allegra in mezzo alla natura.
Rimango allibita nel vedere tanta naturalezza, come se non avessi visto mai un bambino prima d’ora.
Noto che la mia amica con la mano saluta il papà, rimango ancora più incredula.
“Lo conosci?” Le chiedo, “sì è un mio caro amico e quella è sua figlia”.
L’emozione sale forte.
Ci avviciniamo e la bambina ci si butta letteralmente addosso.
Si chiama Eva, ha due anni e una carica esplosiva davvero travolgente. E’ un continuo ridere, correre, chiaccherare. E’ una bambina tanto socievole, curiosa, bellissima.
In men che non si dica, con la sua piccola manina si avvolge alla mia, per farmi vedere gli animali che ci sono in quella che si chiama “Fattoria dell’Asino”.
Rimango un attimo esterrefatta sia dalla naturalezza del suo gesto, sia perché non so se “è sicuro” toccarla; mi sono sentita come se Eva fosse un vaso di cristallo, avevo paura di romperla solo avendola per mano.
Penso: “maledetto Covid, sono confusa!”
Poi vedo la tranquillità negli occhi del padre e mi tranquillizzo. Ho passato più di due mesi in una casa da sola, lontana anche dai miei genitori, sono sempre stata bene, quindi STO BENE.
Mi presento al suo papà e chiedo lui il consenso per poterla fotografare.
E’ stato il pomeriggio più bello negli ultimi due mesi trascorsi in lockdown. Abbiamo giocato, abbiamo accarezzato gli animali, le ho fatto scattare delle foto al suo papà tenendo la mia macchina fotografica e spiegando lei quale bottone premere.
Ho avuto la sensazione di poter respirare a pieni polmoni.
Ciò che ti danno i bambini non si può spiegare, lo puoi solo vivere.
Grazie Eva per tutto questo, sei stata il mio nuovo inizio. 💓