18/06/2017
« Anch’io, pur con un’esistenza più insolita e avventurosa del normale, ero vissuto, come tutti, entro i limiti autoimposti del previsto. Per trent’anni avevo fatto, da bravo, il figlio, il marito, il padre, l’amico, il giornalista, il viaggiatore e altro. Quelli erano stati i ruoli, le maschere con le quali mi ero anche divertito. Ma io? E poi, quale io? Quello giovane, timido, che arrossiva e combatteva le lacrime e le emozioni? O quello poi maturo, "giornalista internazionale", sempre un po’ stupito di essere preso sul serio dal mondo dei grandi a cui non mi è mai parso di appartenere davvero? Tanti "io". Tutti per giunta mutevolissimi, impermanenti. E nessun "io". Certo non più uno col quale mi sentissi a mio agio. Ora volevo uscire da tutti quei ruoli, volevo saltare fuori dal cerchio stregato del conosciuto, scendere dal piedistallo delle certezze convenzionali. Volevo respirare senza maschera. » ─ , Un altro giro di giostra (2004)
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Nella foto, Via Senzanome a Bologna © Tiziano Terzani Official Page