Da Jack London a Snoopy, da Michael Bulgakov ad Asterix, la storia ci insegna che il cane è il migliore amico dell’uomo. In letteratura, il primo ricordo di questo inscindibile rapporto è Argo, il cane di Odisseo che aspetta il ritorno del suo padrone prima di abbandonarsi a Thanatos. Anche l’arte testimonia quest’archetipo legame fin dall’antichità: simbolo di fedeltà, il cane è sempre stato pres
ente nella vita degli umani, come testimoniano le statue di Anubi dell’antico Egitto, i ritratti famigliari del Rinascimento e, in epoca più tarda, i dipinti di Gauguin e di Franz Marc. In questa nostra epoca storica, dove a volte la società ci impone delle convenzioni per dimostrare lo status symbol e alcuni valori umani sembrano venir meno, è proprio nello scodinzolare affettuoso di un cane che troviamo il calore e la rassicurazione di cui abbiamo bisogno. Anna Mainenti, classe 1982, ha deciso di voler affrontare questa tematica in chiave contemporanea, avvalendosi pertanto della tecnologia dell’elaborazione digitale per poter creare dei soggetti ibridi, mescolando la personalità umana con l’indole animale. L’idea della ricerca dell’istinto primordiale e del ritorno ad una dimensione più autentica e meno
artificiale si concretizza nell’idea di una nuova realtà che mescola progresso scientifico ed indole primitiva. Dicotomico e antitetico è il rapporto tra la natura e la tecnologia, ma la giovane artista veronese non si lascia scappare l’occasione di mostrare quanto la sua idea possa essere vincente. La sua passione per la fotografia unita alla conoscenza professionale di Photoshop conduce Anna verso la sperimentazione: comunicazione ed emozione si sposano proprio in questi Ritratti Ibridi, dove l’aspetto animale e la fantasia dell’artista si armonizzano in un unico elemento. Perfettamente lavorate, queste fotografie uniscono i tratti fisici dell’uomo con quelli del cane, creando un’armonia estetica unica. Siamo di fronte ad una “teoria
teoria evoluzionistica” del tutto particolare che vuole cercare di creare un movimento, una continuità nella fisicità ma che sia allo stesso tempo un gioco di proporzioni, colori e simmetrie. Si può addirittura parlare di simbiosi tra uomo e cane, tra bestia e padrone, tanto questi lavori sono autentici e reali. Gli animali, in particolare appunto la specie canina, sono, anche nella sua vita corrente, il punto focale di Anna Mainenti che ha infatti in attivo numerosi progetti in collaborazione con gli Animalisti di Verona: Fuori dalla Gabbia ad
esempio è un lavoro che concerne nell’allestimento di un set fotografico all’interno di un canile dove i cani recuperati e salvati dai lager di altri contesti territoriali diventano protagonisti degli scatti dell’artista. Queste foto trovano poi seguito nella pubblicazione di un catalogo i cui proventi sono devoluti ai volontari Animalisti. La spontaneità di Anna nel voler porre l’attenzione sulla vita animali, vuol essere l’invito ad una presa di coscienza sulle varie problematiche animaliste, una questione così importante e pur così trascurata. L’artista vuole, con la sua azione
artistica, anche mettere un focus su ciò evidenziando come la sua arte e le sue idee etiche si fondino in un unico sentimento di azione e riflessione. Non si tratta di una generica celebrazione delle note, generali qualità del cane ma di una messa in luce anche di quanto e quanto le loro qualità meno note riescano a pacificare le ansie, a rilassare la mente e a tranquillizzare lo spirito. Le
fotografie ibride di Anna sono creature nuove, mezzo uomo e mezzo cane, mitologici risultati contemporanei di evoluzioni di un antico e primordiale legame tra uomo e animale, un rapporto che si rinnova nei secoli e trova la sua essenza in un’unione vera e propria, fisica e spirituale. Ciò che unisce l’uomo al cane è la compenetrazione di sentimenti complessi, un reciproco scambio di emozioni e condivisone di silenzi nella consapevolezza che l’altro li accoglie senza far domande, senza giudicare. Victor Hugo sosteneva
che “il cane è quella virtù che non potendosi fare uomo, s’è fatta bestia” ed è impossibile non condividere questa asserzione. Alcune caratteriste di questo fido animale sono umanizzate e tendono ad essere espresse in maniera tenera
e attenta, proprio come se un comune sentire armonizzasse i sentimenti. I lavori di Anna Mainenti suscitano in chi guarda una riflessione intima e personale relativa non solo all’estetica e all’arte ma anche all’impegno che trova conforto e convincimento nello sguardo umido e vivace, tranquillo e odoroso
di un cane.