29/08/2025
Progetto realizzato durante la Residenza d'artista 📷 al
Dove sussurra il vento
Il vento è il mio compagno segreto: porta con sé voci invisibili, memorie che non appartengono a nessuno e a tutti. Mi lascio bendare da lui, come quando da bambina giocavo a mosca cieca, fidandomi del buio che diventava guida. Seguo i suoi richiami e vengo condotta in labirinti sospesi, corridoi fatti di silenzio e attesa. Danzo con le sue correnti, inciampo, corro, mi perdo e mi ritrovo. I pensieri si affollano come stormi impazienti, poi si dissolvono all’improvviso, lasciandomi nel vuoto puro. Forse sto sognando?
All’orizzonte appare un uovo, immenso, antico, avvolto di mistero. Lo osservo come fosse un oracolo: simbolo di vita, rinascita, eternità. Ho il desiderio di rannicchiarmi al suo interno, di diventare seme e germoglio insieme. Poi, come una farfalla che si apre alla luce, riprendo il volo: leggera, fragile eppure infinita.
Il borgo davanti a me si piega e si dilata, come se fossi entrata in uno specchio liquido. Le porte diventano minuscole, i vicoli si allungano all’infinito, e io corro inseguendo un’ombra che sembra guidarmi: forse un coniglio che svanisce dietro l’angolo, lasciando nell’aria solo il fruscio del suo passaggio.
Incontro capelli rossi che brillano come fiamme tra le pietre del borgo: li sfioro, e il mondo cambia colore. Sono libera di seguire il mio delirio, di perdermi senza meta, di inventare il cammino passo dopo passo. Irrompo come un vortice inatteso, ma subito svanisco in punta di piedi, lasciando dietro di me solo echi che si dissolvono nel vento.
Ho seguito tracce invisibili, orme delicate di chi è passato prima di me. Il tempo, qui, si confonde: il passato diventa presente, il reale si fa sogno. Io non faccio altro che abbandonarmi.
Sono leggera.
E il vento, ancora, mi porta via.
Un ringraziamento speciale a:
furfi