23/05/2024
Quando chiudo gli occhi, sento ancora il tifo assordante che esplodeva per la promozione in Serie A della waterpolo o per la qualifica di Marco De Tullio alle Olimpiadi giovanili, il mormorio dei genitori che osservavano, con ammirazione, sbocciare quel talento incredibile di Benedetta Pilato o di Luca De Tullio, che giorno dopo giorno mostrava la stoffa del campione.
La subacquea di Elena Di Liddo, poi… un capolavoro di tecnica ed eleganza che tutti noi ammiravamo con gli occhi sotto il pelo d’acqua e che cercavamo invano di imitare.
Poi però, apro gli occhi e vengo assalito da un silenzio innaturale e sono circondato da uno scenario distopico, sconcio, sbagliato.
𝐋𝐢̀ 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐦𝐞𝐥𝐦𝐚 𝐭𝐨𝐫𝐛𝐢𝐝𝐚, 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐩𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐞𝐞 𝐞 𝐫𝐨𝐧𝐳𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢.
Ci dovrebbe essere acqua cristallina, vita brulicante, l'allegria di bambini che giocano, l'energia di amici che nuotano o prendono il sole e l'appagamento di turisti che si rifugiano dal vento sferzante e dalle onde di maestrale.
𝐋𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀, 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀, 𝐧𝐨𝐧 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐥’𝐢𝐧𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟗.
Abbiamo il dovere non solo di “riaprire una struttura” ma di restituire alla comunità un luogo dove poter realizzare le proprie ambizioni, aspirazioni, sogni o semplicemente trascorrere del tempo di qualità, lontani dalle spiagge costose alla portata di pochi eletti.