08/06/2026
Per chi è insicuro, fragile o abituato a sentirsi costantemente in difetto, come spesso capita a me, è facile interiorizzare il male subíto e trasformarlo in odio verso sé stessi. Si finisce per pensare: «Forse il problema sono io», «forse me lo merito», «forse amare come Cristo significa accettare di essere maltrattati».
Per me è stato liberatorio comprendere che non tutto deve essere accettato in nome dell’amore. Esiste anche un tempo per riconoscere il male, chiamarlo per nome e rifiutarlo, senza rivolgerlo né contro la nostra dignità ne contro la persona.
In alcuni contesti religiosi, purtroppo, le persone più fragili rischiano di sentirsi obbligate a perdonare immediatamente, a tacere, a comprendere sempre e comunque, anche quando subiscono ingiustizie.
Ma la fede in Dio non dovrebbe mai diventare una giustificazione per tollerare il male. Al contrario, dovrebbe offrire la libertà e il coraggio di riconoscerlo, denunciarlo e sottrarsi ad esso.
Questo, è il tempo per odiare.
- Un estratto del seminario del 6.6.2026 a Benevento, puoi conoscere le altre tappe vai nei commenti qui sotto. 👇🏼