26/10/2021
Il castello medievale di Cleto è un’imponente struttura a pianta quadrangolare, con due possenti torri cilindriche, di cui oggi rimangono solo i ruderi, destinate l'una alla difesa dell'area verso il ponte levatoio e l'altra in parte a residenza del feudatario e in parte alla difesa della zona superiore. Una possente cinta muraria fu costruita per difenderlo ed un unico accesso, posto ad ovest fu reso ancora più impenetrabile per la presenza di un ponte levatoio. Ora in fase di ristrutturazione conservativa, ha origini incerte, anche se si pensa sia stato costruito nel XIII secolo. L'edificazione del castello di Cleto viene attribuita storicamente ai Normanni che posero il maniero in cima al monte Sant'Angelo sotto il quale scorre il fiume Trobido, ed in posizione tale da poter controllare una buona porzione di territorio. La storia lo racconta come presidio militare a guardia di quel percorso che univa, e unisce ancora, la costa tirrenica con la città di Cosenza: esso era anche un luogo di sicuro rifugio per quei viandanti che attraversavano queste terre.
➡ Curiosità:
▪ Nella parte centrale del castello sorgono una serie di silos per la conservazione di grano e altre derrate. Intorno ad esse sono sistemate delle buche quadrangolari destinate ad ospitare oggetti vari.
▪ Le grotte e le cisterne sono presenti sotto tutto l'abitato di Cleto e, spesso, sono comunicanti tra esse. Una pergamena rinvenuta negli anni quaranta, murata in una delle due torri, ha permesso di ricostruire la vita che si svolgeva nel castello. Le attività di filatura e tessitura del lino si svolgevano sotto il diretto controllo della baronessa. Il feudatario aveva diritto di vita e di morte sui sudditi ritenuti colpevoli di delitti. I condannati venivano gettati nella cosidetta "lupa", una profonda caverna senza via di uscita, dove morivano per soffocamento o per fame. Da un atto notarile del 1789, si evince come il castello, a quella data, fosse già quasi distrutto. Le incursioni dei pirati turchi ed i numerosi e catastrofici fenomeni sismici, lo resero sempre più vulnerabile e inoffensivo.