Paolo Menchetti fotografo

Paolo Menchetti fotografo Fotografo professionista

Sono un fotografo professionista dal 1985, eseguo servizi fotografici industriali, commerciali, matrimoni ed eventi vari, ritratti e fotografia del paesaggio del mio Mugello

19/08/2026

MOSTRA FOTOGRAFICA

Nel quadro della rassegna di POIETICA 2026/27 è stata inserita una mostra fotografica che a me pare importante...un tema non facile ma anche per questo stimolante e attuale. La locandina ancora non è pronta, però vi posto qui sotto il titolo della mostra e la sua presentazione:

LUMEN PULCHRITUDINI
Luce della bellezza

"La bellezza esposta nel suo significato più pieno. Non solo nell’espressione dei nostri canoni estetici conosciuti, ma nelle sua fragilità, irregolarità, irrazionalità. La bellezza nel nostro quotidiano, laddove è più difficile vederla e riconoscerla, nascosta e soffocata dal consueto e dalle mediocrità. La bellezza violata, ferita, offesa da superficialità e ottusità, da incultura."

BELLO VERO?

La mostra fotografica sarà inaugurata per le Feste natalizie e sarà patrocinata dal Comune di Barberino.

C'è tempo fino al 15 di Ottobre per l'invio delle foto, sono quasi due mesi quindi ce la potete fare benissimo!
Seguiranno ulteriori info sulle date precise, sui metodi di invio dei file, indirizzi, dimensioni delle foto, montaggi ecc.

Ricordate che NON è UN CONCORSO, quindi NON si vince nulla, non ci sono premi in natura o in denaro. ANZI: la partecipazione è gratuita...ma ognuno dei partecipanti dovrà pagarsi le foto! 😂Però dai...la soddisfazione di spremersi le meningi e ti**re fuori il meglio da noi stessi...è troppo importante!

Per qualunque info da oggi in poi potete scrivermi qui o alla mia mail: [email protected]
A presto eh...mi raccomando!

26/07/2026

Il 24 giugno la Romania celebra la giornata delle "Sânziene".

Le "sânziene" sono delle bellissime fanciulle, delle fate con poteri magici che nella notte precedente volano e camminano sulla terra, toccando magicamente con il loro ballo la terra e i prati e di seguito tutte le erbe e le piante, le quali ricevono proprietà curative contro qualsiasi malattia. I loro poteri rappresentano purezza, salute e ricchezza della stagione appena iniziata.

Anche i giovani dei villaggi preparano il loro arrivo: le fanciulle prima del tramonto raccolgono i fiori "sânziene" e intrecciano delle corone che poi vengono lanciate sul tetto della casa per portare fortuna in matrimonio. I ragazzi invece per atti**re le fate fanno dei fuochi sui prati.
In tutte le leggende le fate "sânziene" proteggono la giustizia e la purezza dell'anima.

In alcuni villaggi del Maramures il 23 Giugno si festeggia il giorno del solstizio d’estate con il rituale della "rotazione delle torce" e il "sânzienelor", danza tradizionale rumena.

Queste immagini le ho raccolte il 23 Giugno nel villaggio di Vișeu de Jos, in Maramures, nella tradizionale festa di "Feterele", che sono le torce che vengono accese all’imbrunire. Il villaggio di Viseu de Jos ha circa 5500 abitanti che festeggiano il solstizio in un’area attrezzata lungo il fiume.

"La fiaccola (fetere) è un simbolo del solstizio d'estate, di purificazione, fertilità e di luce. Ogni anno, nella notte tra il 23 e il 24 giugno, si fanno girare le fetere. Sono fatte di legno di abete secco e spaccate a un'estremità, dove vengono inserite la resina e i rami di abete rosso, legati con fili di pasta di zucchero o paglia. Tutta la comunità di Viseo de Jos partecipa al rito, anche i bambini con le loro piccole torce, tutti si riuniscono intorno ad un grande falò che viene acceso all’imbrunire.

Monte Maggiore
31/05/2026

Monte Maggiore

Ho fotografato il Mugello per 30 anni, poi 10 anni fa ho smesso. Tutto si consuma, tutto si decolora, perde importanza, ...
24/05/2026

Ho fotografato il Mugello per 30 anni, poi 10 anni fa ho smesso.
Tutto si consuma, tutto si decolora, perde importanza, si banalizza.
Mi ritrovai stanco di svegliarmi all’alba per inseguire nebbie e ombre.
Stanco di contribuire al consumo di un paesaggio che mi appariva sempre meno autentico, nel perdersi di luoghi, riferimenti, case, angoli che provenivano dal passato, persone e personaggi che il tempo lasciava indietro. Infastidito e inquieto dal pensiero che il mio lavoro divulgativo contribuiva, sia pur in minima parte, ad alimentare una finzione e a banalizzare il consumo.

Le strade del fondovalle ogni anno aumentavano la presenza di auto e trasporti di vario tipo. E’ il progresso, mi giustificavo: sviluppo sociale, ricchezza. Perché ti lamenti?
Poi sono arrivati i grandi lavori: ferrovia, autostrada. I cantieri, il consumo di suolo, le colline tagliate, sventrate, le sorgenti sparite, i fiumi seccati, i torrenti silenziosi. E’ il progresso?

Per qualche tempo pensai alla realizzazione di un altro progetto: IL BRUTTO DEL MUGELLO.
Perché la fotografia è anche documentazione storica, descrizione del passaggio del tempo e delle sue modifiche, nel bene e nel male: magari si poteva, e si doveva, fotografare anche le storture, le ferite alla bellezza. Cominciai a lavorarci.
Ma nel frattempo mi ero svuotato di ogni interesse, di ogni empatia per la terra in cui sono nato. Ho sempre creduto che la spinta verso la mia ricerca fotografica fosse l’emozione, il trasporto verso la bellezza che mi portava a fotografare tutto ciò che mi emozionava.
Ma non c’era più nulla che mi emozionasse. Tutto mi appariva corrotto, artefatto, banale, finto.
Ad uso turistico e profittevole.
Non trovavo più nessun esempio di autenticità, di verismo.

Poi ho scoperto un nuovo Paese, una nuova e antica terra che mi ha restituito l’emozione, che mi ha riportato l’entusiasmo di cercare le sue realtà dentro la cornice della mia macchina fotografica. Come se davvero questo fosse possibile, e non lo è. Ma si vive anche di illusioni.
Ho ritrovato l’emozione, la passione, ho ritrovato il gusto di “girare l’angolo”, di scoprire nuovi-antichi segni nella terra, colori e contrasti. La voglia di sorprendermi.

E su tutto questo: la gente.
Facce scavate dal tempo, un rapporto con la terra irto di fatica ma vero, autentico, ancora non del tutto mediato dalle macchine, dalla tecnica, dal “mercato” oonivoro. Un rispetto ormai sconosciuto da noi. Una religiosità intrisa di superstizione, ma proveniente da sofferenze e fatiche costanti, da sacrifici reali, che mi tocca il cuore, che mi commuove.

Gente antica, quasi tutti anziani, senza nessun modello di “bellezza”, di approvazione altrui, di riferimento introiettato dalle TV, dai social, dalla modernità asfissiante.
Nel proprio “darsi” al mio obiettivo questa gente si mostrava com’era, senza cercare la “posa”, senza preoccuparsi del come sarebbe apparsa. Semplicemente mi regalavano loro stessi.

Poi ho scoperto un fotografo, un artista teatrante, un uomo con una personalità straordinaria e una sensibilità fotografica eccezionale. Le sue foto sono semplicemete un’altra cosa. Si chiama Jeno Major, è un fotografo che ha scelto di rappresentare la sua terra, le tradizioni, la gente, il modo di vivere e di lavorare, i paesaggi, le case, perché ha capito che tutto questo sta scomparendo lentamente davanti ai suoi occhi, come sabbia tra le dita. E sa che lui ha le radici giuste per capire tutto questo, fino in fondo. Una cosa alla quale io non potrò mai ambire.

E’ anche grazie a lui che ho ripreso la mia macchina fotografica, non per raggiungerlo creativamente (non ne avrò mai la capacità) ma perché mi ha restituito una parte di quell’emozionalità.

Non so cosa cerco, non so cosa voglio. Ma ho ricominciato a guardare,e spero di vedere.

Soli, Galliano
18/05/2026

Soli, Galliano

Indirizzo

Barberino Di Mugello
50031

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