21/06/2026
📸 21 giugno 1948
Una fotografia non finisce quando premi il pulsante.
Il 21 giugno 1948 nasce Susan Meiselas.
Una delle grandi voci della fotografia documentaria contemporanea.
Il suo lavoro attraversa carnevali americani, donne, rivoluzioni, diritti umani, memoria dei popoli.
Ma la cosa più importante non è solo cosa fotografa.
È come guarda.
Meiselas ci ricorda che le persone non sono “soggetti da catturare”.
Sono storie.
Relazioni.
Contesti.
Voci.
E ogni immagine, una volta uscita dalla macchina fotografica, continua a vivere nel mondo.
Può informare.
Può denunciare.
Può restituire dignità.
Ma può anche semplificare, deformare, ferire.
Per questo non basta scattare.
Bisogna chiedersi cosa farà quella fotografia dopo.
Il 21 giugno ricordiamo anche Richard Cross, fotogiornalista ucciso nel 1983 mentre documentava il conflitto in Centro America.
Perché il fotogiornalismo non è solo coraggio.
È responsabilità verso chi viene raccontato.
E oggi, nel mondo, termina al Grand Palais di Parigi la mostra di Nan Goldin “This Will Not End Well”.
Un altro modo radicale di usare la fotografia:
non per rendere tutto più bello,
ma per non dimenticare.
Rubrica: Accadde oggi nella fotografia
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