31/12/2025
ELOGIO AL FALLIMENTO – 2025
Quest’anno ho visto fiorire semini piantati quando ero più fragile e più ingenuo di oggi.
Con la fotografia ho iniziato per istinto e per necessità.
A scuola ero un disadattato.
In terza superiore, in seguito alla bocciatura, quella passione diventa carburante.
Inizio a camminare: zaino in spalla, tenda, una telecamera. Riprendo quello che incrocio — fauna locale, entroterra di una regione che si svuota, autostop vari — ma soprattutto la gente ferma ai banconi dei bar.
Mi interessano le loro vite: i fallimenti, le espressioni dialettali, le frasi lasciate a metà, le frustrazioni, i ricordi che fanno piangere.
Amori finiti, vite rotte, vite salvate. Li ascolto bevendo birra con loro.
Credevo di cercare risposte fuori, invece stavo cercando qualcosa di me.
In quella lentezza trovo un rifugio, poi un linguaggio, infine una direzione. (Lentissima)
Col tempo diventa un lavoro. Spesso ingiusto, a volte lo è ancora, ma è reale.
Oggi vivo di questo, macino chilometri in Italia e fuori, e ne sono profondamente grato.
Ho capito però una cosa: il mio lavoro non inizia quando accendo la telecamera, ma inizia nelle chiacchiere a microfoni spenti, nel tempo necessario ad abbattere i muri tra me e il pulsante del REC.
Come dice Erriquez, “tre passi avanti, uno indietro per umiltà”. Non per paura, per lucidità.
Fallire per me non è mai stato un incidente.
È stato un metodo, un modo per raddrizzare il tiro e restare aderente alla realtà. Mi spoglia, mi rallenta, mi riporta al mio passo.
Nel 2023 ho toccato il fondo. Una ferita aperta che sto ancora curando.
È sempre una passione a tenermi vivo: la bici.
Pedalare fino a svuotarsi, fare di ogni salita un atto di resistenza, di rinascita, di crescita. A forza di pedalare, il passato resta indietro.
Le passioni non ti proteggono, ti espongono.
Ti mettono in strada senza armatura. In un mondo frenetico che corre e divora, io scelgo la lentezza e scelgo il mio passo.
E oggi sono vivo e fiero, senza clamore, senza se e senza ma. Con le ferite addosso, e va bene così.
Cià. 🤍