11/09/2026
12 agosto 1996.
Avevo 18 anni.
Non esistevano smartphone, i social erano ancora fantascienza e Internet cominciava appena ad entrare nelle nostre vite.
Il mondo era più lento, più analogico. Aveva un gusto diverso.
Era la mia prima volta a New York, insieme alla mia famiglia.
Quella sera salii al 107° piano della Torre Sud delle Twin Towers, al “Top of the World”, con una vecchia videocamera Sony Handycam 8mm tra le mani.
Ripresi quello che vedevo, semplicemente per conservarne il ricordo. Senza sapere che, con quelle immagini, stavo inconsapevolmente fermando nel tempo qualcosa che pochi anni dopo non sarebbe mai più esistito.
New York era lì. Immensa, luminosa, viva. Travolgente.
È così che l’ho ritrovata ogni volta che sono tornato negli anni successivi, anche quando quel luogo non era più lo stesso.
Io ero semplicemente un ragazzo di 18 anni, dall’altra parte dell’oceano, con una videocamera in mano e tanti sogni davanti.
Oggi, a distanza di trent’anni, riguardare queste immagini mi provoca una sensazione difficile da spiegare. È la stessa sensazione che ho provato ogni volta tornando lì: davanti a un luogo diverso, cambiato, ferito, ma ancora capace di evocare quello che è stato.
Forse è proprio questo il valore di queste immagini.
Sono immagini di un mondo che ancora non sapeva che stava per cambiare per sempre.
11 settembre 2001 — 25 anni dopo.
#1996