14/07/2026
A Marta e Alessio
Ci sono matrimoni che finiscono quando si spegne l'ultima luce della festa.
E poi ce ne sono altri che continuano a vivere dentro chi li ha raccontati.
Il vostro è uno di quelli.
Solo oggi, a distanza di qualche giorno, ho la sensazione di essermi davvero ripresa dall'intensità del 10 di questo mese. Dalla vostra gioia, dalla bellezza delle persone che vi circondano, dalle risate, dagli abbracci, dall'energia che avete saputo regalare a chiunque fosse lì.
Per me fotografare un matrimonio non significa semplicemente essere presente.
Significa lasciarsi trasportare.
Entrare con rispetto nella vostra storia, giocare con le immagini, ridere insieme agli amici, scherzare con i bambini, emozionarsi con i genitori, creare complicità con tutti. Significa diventare, anche solo per un giorno, una piccola parte del vostro mondo.
È così che vivo questo lavoro.
Io non arrivo per fare fotografie.
Arrivo per prendere emozioni e restituirle attraverso le immagini.
Per questo non credo che un fotografo si debba sopportare o subire. Un fotografo si vive. Si sceglie perché riesce a farvi stare bene, perché vi fa dimenticare l'obiettivo e vi lascia il ricordo di una giornata vissuta fino in fondo.
Con voi è stato esattamente così.
Mi avete aperto le porte della vostra vita con una naturalezza rara, permettendomi di raccontarvi senza filtri, senza costruzioni, solo con la verità di quello che stavate vivendo.
Grazie per ogni sorriso, per ogni sguardo, per ogni abbraccio che mi avete permesso di custodire.
Spero che ogni fotografia vi riporti sempre lì, in quel giorno magnifico, facendovi rivivere non solo ciò che ricordavate... ma anche tutto quello che, mentre stavate vivendo il vostro amore, non avete avuto il tempo di vedere.
Con immenso affetto,
Sara – ArtMovement