EMphotographer

EMphotographer Fotografo animali e persone perchè nella curva di un sorriso o in uno sguardo incerto cerco tutto quello che ho dentro di me nel momento in cui scatto.

RE - STARTAvevo deciso di convertire questa pagina a "diario di idee" più o meno vicine a me, affinchè fosse di ispirazi...
11/01/2022

RE - START

Avevo deciso di convertire questa pagina a "diario di idee" più o meno vicine a me, affinchè fosse di ispirazione a chi aveva piacere di viaggiare, mangiare in un posto diverso da casa, uscire mezza giornata con una meta.
Il tentativo nasceva dall'esigenza personale di unire la mia passione per la scrittura e per la fotografia..e non dimenticarmi dei posti bellissimi in cui avevo avuto la fortuna di essere stata.

Poi c'è stato il covid. Il covid mi ha fermata.
Mi sono congelata perchè si sono ridotte drasticamente le opportunità di viaggiare e perchè mentre le persone morivano attaccate ai respiratori, negli ospedali, c'era ben poco da incitare a spostarsi.

Avrei potuto parlarvi dei viaggi che ho fatto nel cuore delle persone che ho tenuto strette a me anche nei lockdown, nei corridoi dei supermercati, dietro le mascherine, tra un disinfettante e un "lavati le mani" ma questo è un progetto molto ambizioso che richiede cura e protezione ma so che riuscirò ad arrivare anche qui.
Perchè in fondo la vita è cambiamento.
Stare fermi equivale a non crescere e a non evolversi mai e a dispetto dell'impressione tranquilla che mostro, dentro sono un caos; non sono immobile.

E così ho deciso di non fermarmi, ancora, e di dare una marcia in più a questo blog che racchiude tanto di me.
Dicevo del covid..e poi mi sono persa.
Il covid è stato un punto forzato messo in mezzo a una frase che poteva correre su una pagina bianca. L'ha accorciata e ci ha costretto ad andare a capo per ripartire con un'altra nuova. Non sappiamo, non so, quanto lunga sarà, però dobbiamo continuare a scrivere le nostre vite.
Sappiamo che ora c'è solo un "prima del Covid" o un "dal Covid in poi", ma anche questa è storia.

Come forse qualcuno avrà avuto modo di leggere più sotto, circa un anno e mezzo fa ho adottato dalla Spagna un Galgo, un levriero, un cane, un rescue, una piccola ragazza interrotta: Inma.
Lei mi ha cambiato la vita, per certi aspetti.
L'uomo ha impresso la sua mano disumana sul suo cuore e io sto cercando di rimetterlo insieme. Vi assicuro che è fragile e in mille pezzi e spesso non so se riuscirò a farlo, ma ci provo.
A volte mi prendo dell'iperprotettiva, altre volte della pazza, altre volte le persone non commentano per non farmi stare male.
Ha rimesso in discussione tutta la mia vita e sta scegliendo chi mi resterà a fianco e chi no.

Prima di giungere all'apice di questo immenso progetto che ho in testa, resto a camminare alle pendici e a guardare la vetta da lontano.
E per chi vuole camminare con me ci saranno ancora molte foto, vi stancherò perchè in molte ci sarà lei, il mio cane.
Ma i viaggi e molti posti che ho potuto visitare sono stati frutto di scelte ponderate per non doverla lasciare sola e per permetterle di fare nuove esperienze senza traumi eccessivi e senza rinunciare al piacere di vedere parte del mondo, tra una concessione del Covid e una mascherina a togliere il fiato e i sorrisi.

Meno male che abbiamo ancora gli sguardi.

Quindi ricominciamo da qui, da questo 2022 che ha sulle spalle un sacco di responsabilità per ciò che mi riguarda.
Qualcuno li chiama buoni propositi, io li chiamo "cose che dipendono da me".

Eleonora

TARANTO e il 5 DICEMBRE(Tempo di lettura: 1 Minuto e mezzo)Qualche giorno fa a Taranto é morto Vincenzo. Aveva solo 11 a...
05/12/2020

TARANTO e il 5 DICEMBRE
(Tempo di lettura: 1 Minuto e mezzo)

Qualche giorno fa a Taranto é morto Vincenzo.
Aveva solo 11 anni e tra tutti i morti che stiamo collezionando per il covid lui ci ha lasciato per altro.
E non sono servite le raccolte fondi per supportare la famiglia e neanche le preghiere o le grida di disperazione di chi si é appellato al cielo per urlare che a 11 anni non si può morire ma solo scorrazzare per le strade in bici, giocare con gli amici, prendere note a scuola, sbucciarsi le ginocchia ma non morire.
Il 5 dicembre 2018, 2 anni fa, tornavo da Taranto per una trasferta di lavoro di circa 10 giorni e mi portavo a casa una me diversa da quella che é partita, ancora più sofferente ed emotiva.
Quindi Taranto da quel momento per me non é più stata una città qualunque troppo distante da casa mia per ricordarne l'esistenza e per questo ogni notizia che le riguarda mi resta appiccicata.
Nonostante il tempo passi ho indelebili i visi delle persone che ho incontrato, le loro vite, il loro bisogno di riscatto, i loro sogni.
Ho in mente le loro mani, i loro vestiti da lavoro, i loro occhi, il loro accento, il loro campanilismo.
Quando potremo tornare a viaggiare senza pensieri (perché potremo farlo un giorno) vi consiglio di andare in Puglia e di non fermarvi solo a Lecce o nel tipico Salento dove il mare toglie il fiato, non solo ad Alberobello a visitare i trulli o a Martina Franca.
Taranto ha delle piccole chicche tra chiese, monumenti e architetture militari che reclamano ed esigono visite e apprezzamenti.
É una cittadina che si porta l'eredità di essere un polo commerciale dall'alba della Magna Grecia e che conserva i retaggi subendone anche gli aspetti più tristi.
L'inquinamento ambientale scende impietoso pareggiando come una falce tutto ciò che meriterebbe di crescere e vivere e negli occhi delle persone questo é palpabile e brucia. Brucia e fa male.
Ma è una città di mare e le città di mare hanno quel qualcosa in più che le altre non hanno.
La malinconia tra le onde d'inverno e la gioia delle pause pranzo con i granelli di sabbia tra le dita prima di rimettersi le scarpe e tornare a lavorare.

INSIEME PER FBM(Tempo di lettura: 2 minuti e mezzo circa)Amo gli animali e fin da piccola ci sono cresciuta in mezzo. Ga...
28/11/2020

INSIEME PER FBM
(Tempo di lettura: 2 minuti e mezzo circa)

Amo gli animali e fin da piccola ci sono cresciuta in mezzo.
Gatti, pesci, canarini, cani, anatroccoli, tartarughe, cavalli.
Per ogni creatura che ho avuto sono stata responsabilizzata da mia madre e mai ostacolata.
Occuparsi fin da piccoli anche solo di cambiare l'acqua a un pesce rosso e dargli da mangiare, penso contribuisca a sensibilizzare un bambino e, forse, a responsabilizzarlo su ciò che voglia dire prendersi cura di qualcosa che dipende essenzialmente da noi e dalle nostre scelte.
'Insieme per FBM' é capitata nella mia vita un po' per caso grazie a un collega di lavoro e un po' perché in fondo era destino.
E alla fine, quando qualcosa ci é destinato, trova il modo di raggiungerci.
L'amore per i levrieri l'ho custodito come un sogno silente e prezioso per molti anni.
Poi capita un momento, nella vita, dove facciamo succedere qualcosa, consapevoli che se non le si permette di arrivare a noi in quel frangente ci scivolerà via e potrebbe non tornare presto. A volte mai più.
Quindi quest'estate ho aperto per l'ennesima volta il sito dell'associazione, scorso le schede dei levrieri in adozione che sapevo a memoria e premuto sulla domanda di adozione.
L'iter é stato minuzioso, fatto di telefonate e visite da parte delle volontarie che mi hanno preparata nei dettagli all'accoglimento della mia galghetta fino al giorno in cui é arrivata a me.
Questa però non é la storia mia e di Inma, ma di tutti i levrieri spagnoli che vengono picchiati, seviziati, torturati e abbandonati per le strade di Siviglia e nelle perreras prima, durante e dopo la stagione di caccia e che vengono salvati dalla fundación benjamín mehnert, curati, e ricollocati tramite associazioni come insieme per FBM.
Dare una seconda opportunità é un lusso che noi umani riserviamo a pochi della nostra razza e questo molto spesso perché non sempre ce lo meritiamo.
Questi cani dopo l'inferno che hanno passato attraverso mani umane che li hanno picchiati, impiccati, bruciati, buttati nei fossi e nei pozzi solo perché non abbastanza veloci per cacciare e per un puro divertimento, con pazienza e amore sanno fidarsi nuovamente di noi.
Qui sarebbe da chiedersi chi dia effettivamente una seconda opportunità a chi. Noi a loro o loro a noi?
Forse ci concediamo insieme una nuova vita dove si convive con i cocci del passato che non si possono risaldare ma dai cui buchi esce comunque luce e amore.
Insieme per fbm con le adozioni fa questo: salva due vite.
Libera un posto in fondazione per un galgo da curare e da una nuova famiglia a quello che lascia la gabbia per una nuova casa.
Nessuno ha mai detto che sia facile adottare ma é il gesto più nobile e coraggioso si possa fare. Andate a visitare il loro sito: https://www.insiemeperfbm.org/

BURANO, LA MIA CASA E' QUELLA ROSA (tempo di lettura: 1 MINUTO e MEZZO CIRCA)C’è una piccola isola dove le ombre che si ...
09/07/2020

BURANO, LA MIA CASA E' QUELLA ROSA
(tempo di lettura: 1 MINUTO e MEZZO CIRCA)

C’è una piccola isola dove le ombre che si schiantano sul suolo prendono il colore dei muri delle case, dove i riflessi delle pareti si appiccicano alla pelle e ci rendono un po’ più rosa, a volte blu o verdi.
La leggenda vuole che ogni casa avesse un colore diverso per permettere agli uomini, in mare, di trovare la propria in mezzo alla nebbia.
E’ un bel modo di esprimere il senso di proprietà, scegliere un colore per la propria casa, magari quello che davvero ci rispecchia. Poi cercarla tra mille nel modo più fanciullesco che si conosca.
La mia è la casa rosa. La mia quella viola. La mia quella azzurra, ma non quella color del cielo perché quella volta l’ho voluta color del mare che è ben diverso.
In quell’isola sembra tutto possibile. E’ possibile avere una casa terra cielo, è possibile scegliere un colore e fare tutto così, tutto blu, tutto verde, tutto giallo. Anche i fiori sono del colore delle case. Le tende, i tappeti.
Io una cosa simile potevo immaginarla solo nella mia mente.
E non so davvero che burocrazia ci sia alle spalle di tutto questo, se una volta deciso il colore debba restare così tutta la vita o se un giorno qualcuno, non sentendosi più verde perché ha perso la speranza, voglia tingere le proprie pareti di rosso perchè il suo conto in banca è proprio così.
Boh. Però è davvero magica.
Andateci in una bella giornata di sole dove la luce possa mostrarvi le mille sfumature che trovate in ogni facciata. Andateci e stateci una giornata intera perché il sole possa baciare entrambe le sponde dei canali e perché il tempo che spenderete vi farà guadagnare buon umore e desiderare tantissimo di avere una casa così. Proprio lì.
Quindi fate un salto da Irma Spencer e sceglietene una che vi rispecchi e che possiate portare con voi.
Tra le foto trovate la mia.

SHI'S E I CALIFORNIA (Tempo di lettura 1 min e mezzo)Quando penso al sushi in realtá tutto quello che concerne la parola...
24/04/2020

SHI'S E I CALIFORNIA
(Tempo di lettura 1 min e mezzo)

Quando penso al sushi in realtá tutto quello che concerne la parola non c'entra pressoché a nulla.
Il concetto é che chiudo gli occhi e configuro una coppetta di edamame e 8 California.
Succede che in pieno lockdown, un giovedì sera, dopo mille pranzi e mille cene homemade, dopo l'acquisto di innumerevoli buste di lievito e confezione di farine dalle forze e dalle macinature più svariate, la scelta ricada sul delivery.
Quindi é shi's che ha avuto l'incarico di sollevarmi dalla responsabilitá di stare ai fornelli e l'ha fatto nel modo migliore in cui potesse farlo.
Quando entrate nel sito trovate prontamente il loro menù e l'ordine é decisamente intuitivo.
Il pagamento avviene con PayPal oppure alla consegna, per i meno digitali. Avevo scelto la fascia oraria 19:30 - 20:00 e sono stati impeccabili. Alle 19:30 avevo quel languorino che mi faceva sperare non arrivassero alle 20:00..e così é stato.
Ho scartato il pacco e mentre mangiavo l'occhio mi é caduto sul sacchetto dove con il pennarello indelebile avevano scritto: andrà tutto bene.
Questo slogan é stato criticato tanto da molte persone eppure ha in sé una forza incredibile. Personalmente mi sono fermata a pensare ai ragazzi che sono andati a lavorare quella sera, a tutti coloro che lo stanno facendo, a chi invece è a casa e spera di tornarci presto, a chi il lavoro non ce l'ha più e lo brama come l'oro. E mi chiedevo, quale altra frase potrebbe calzare meglio di ‘andrá tutto bene’? Cosa può contenere in tre parole la speranza, l'ottimismo e la convinzione di superare tutto questo?
In quel sacchetto c'erano i California e un sacco di bustine di soia. Sotto a quelle però, anche la forza di un locale che ha scelto di non fermarsi e di farci avere un po' di normalità. Grazie a voi, e grazie alla ragazza che ha aspettato che scendessi e, bardata di tutto punto, con guanti e mascherina, mi ha fatto il regalo più bello di quella giornata.

PARCO GIARDINO SIGURTA' E I SUOI TULIPANI ( Tempo di lettura: 2 minuti circa)Nessuno di noi quest'anno avrebbe immaginat...
10/04/2020

PARCO GIARDINO SIGURTA' E I SUOI TULIPANI ( Tempo di lettura: 2 minuti circa)

Nessuno di noi quest'anno avrebbe immaginato di guardare il risveglio della natura soltanto dalle finestre di casa propria. I più fortunati ne possono avere un assaggio dal proprio giardino e quindi, forse, goderne un po' di più.
Nessuno di noi, forse, avrebbe proprio immaginato di avere del tempo libero che normalmente non abbiamo quasi mai, e che tristezza pensare che sia una pandemia come il Covid-19 a costringerci a convivere con ritmi più lenti e con le mura di casa molto più delle 7-8 ore che normalmente sono il tempo di una doccia dopo lavoro, di una cena arrangiata, di un film visto a metà prima di prendere sonno sul divano.
Non per tutti sarà così, ma in questo incubo dove medici e infermieri sono i nostri eroi, c'è chi si lamenta e chi invece sta ricominciando a convivere con un tempo che normalmente scivola via troppo in fretta e che non basta mai. Allora è quando si riscoprono le mille sfumature di noi stessi e le potenzialità che non sbocciano mai. Perchè quando il tempo stringe si deve sempre scegliere dove incanalare ogni centesimo di secondo.
Questa digressione apparentemente senza senso mi porta esattamente dove voglio arrivare: alla primavera che non importa come tutto stia andando perchè lei continua a dare il meglio di sè e a cercare di consolare i nostri stati d'animo con i suoi colori.
Aprile è il mese dei tulipani e questo post è dedicato a tutti coloro che sanno uscire di casa con la mente, chiudere gli occhi e immaginare di camminare lungo i viali del Parco Giardino Sigurtà.
Dati essenziali per i più pragmatici: Valeggio sul Mincio (VR), ingresso circa 14,00 euro.
Nel mese di Aprile, solitamente, l'afflusso di persone è molto elevato non solo perchè l'inverno appare improvvisamente un lontano ricordo, ma anche perchè in quel parco vi è una sorta di mostra floreale a cielo aperto. Tulipani a perdita d'occhio, di ogni specie e colore. Lo spazio appare infinito e i prati, curati all'inglese, invitano a stendersi all'ombra degli alberi e a dimenticarsi di ciò che c'è oltre i loro confini.
Per gli appassionati come me, c'è un labirinto segreto stupendo che si è a Versailles in un batti baleno.
Io resto a casa adesso, perchè così l'anno prossimo posso tornare proprio qui!

IL VENERDÌ, DAL PUGLIESE, IL SECONDO GIORNO DI PRIMAVERA. (Tempo di lettura: 1 minuto circa)La primavera è quella stagio...
23/03/2019

IL VENERDÌ, DAL PUGLIESE, IL SECONDO GIORNO DI PRIMAVERA. (Tempo di lettura: 1 minuto circa)

La primavera è quella stagione dove smetto di avere le mani costantemente ghiacciate e torno a mettere volentieri i piedi fuori casa.
Il venerdì è quel giorno in cui la sera ho l’intera settimana sulle spalle ma la prospettiva di due giorni di pura creatività e per questo è la serata che preferisco in assoluto.
La Puglia è una regione che ho visitato per lavoro e mai per gustarmi il Salento al tramonto o una passeggiata ad Alberobello, eppure il calore dei ricordi tra le scartoffie scalda più del sole di ferragosto tra le onde delle sue spiagge.
Accade quindi che primavera, venerdì e Puglia confluiscano tutti in un locale di Vicenza proprio nel giorno della sua inaugurazione.
I ragazzi l’hanno aperto nella zona di Borgo Berga vicino al Tribunale.
È servito da un parcheggio coperto comodo per qualsiasi necessità e inserito nel contesto nuovissimo di una piazza ancora ordinata, circondata da palazzine dal taglio pulito e con le pareti ancora dalla vernice appena stesa. È una piccola oasi che dalla strada nessuno potrebbe immaginare esista. Ma c’è.
E quindi in mezzo alla folla appostata davanti alla cucina a vista ho sgomitato anche io per assaggiare i piatti che sfornavano dimenticandomi qualsivoglia regime alimentare. Esco poi rotolando come le polpette mangiate poco prima ma Mirco -uscito a recuperare una boccata di ossigeno prima di ritornare in cucina- ci riporta dentro con la promessa di qualcosa di strepitoso.
Vi lascio solo questo: l’ingresso e ciò che ho trovato dopo. Il resto scopritelo andandoci a cena. Magari di venerdì, ora che è primavera.

L’OASI DELLE FARFALLE (tempo di lettura: 1 min e mezzo circa)Amo fotografare le persone e gli animali, molto più dei pae...
10/09/2018

L’OASI DELLE FARFALLE (tempo di lettura: 1 min e mezzo circa)

Amo fotografare le persone e gli animali, molto più dei paesaggi perché sebbene non sia scontato rendere un tramonto diverso da quello di una cartolina, la vita che trovo negli occhi di qualcuno non riesco a scorgerla in una strada o in un edificio.
Raccontare delle persone che fotografo è un fatto complesso e delicato per cui al momento non lo sto facendo.
Il mio obiettivo sarebbe piuttosto consigliare luoghi da visitare o esperienze che possa valere la pena vivere, per cui le persone possono scivolare negli scatti più per caso che intenzionalmente.
In realtà viaggio in ogni persona che fotografo ma di questo forse ne parlerò più avanti.
Oggi riesco ad avvicinarmi di più alla tipologia di foto che mi appartiene e lo faccio parlandovi di un posto ai piedi del monte Summano chiamato Oasi delle farfalle.
Questo parco sta a una ventina di chilometri da Vicenza, più lontano da raggiungere per chi non abita nelle mie zone ma comunque meritevole di una gita fuori porta anche solo di mezza giornata.
Il costo dell’ingresso è sui 6 euro, un prezzo ragionevole e onesto che aiuta la struttura a curare le microscopiche forme di vita che la popolano e che ospita.
Per gli appassionati di grill ci sono spazi appositi così come per le famiglie che possono portare i bambini a correre in tappeti d’erba verde senza pericoli e con un’area dedicata ai giochi. C’e una nave di legno immensa dove anche i più grandi difficilmente resistono dall’andare in avanscoperta. Avere i bimbi è una scusa per farlo senza dare nell’occhio.
Al centro del parco trovate l’edificio in cui vivono le farfalle.
Preparatevi a un tasso di umidità che toglie il respiro fin dai primi passi ma il pensiero di andarvene vi passerà quando gli occhi vi cadranno sulle meravigliose specie di farfalle che volano a pochi centimetri da voi.
Fate caso alle ali perché tra i rami e le bucce di banane di cui vanno ghiotte potrete avvicinarvi quasi a toccarle con la punta del naso, notare quelle più giovani dai profili perfetti e quelle più anziane lentamente consumate.
La posizione più spontanea per camminare là dentro sarà con il naso all’insù per volare con loro ma non dimenticate, ogni tanto, di guardare per terra negli angoli più nascosti. Lì troverete il prologo di tutto, piccoli bruchi che zampettano alla ricerca dello stelo migliore dove diventare crisalide e dovrete fare attenzione a non pestarli perché è grazie a loro che nasce tutto il resto e di questo c'è da essergliene grati.

IL LAGHETTO DI CAMAZZOLE, L’EASY RANCH E L’ADRITURISMO. (tempo di lettura: 2 min)Una sera, a cena fuori, dietro di me c’...
27/08/2018

IL LAGHETTO DI CAMAZZOLE, L’EASY RANCH E L’ADRITURISMO. (tempo di lettura: 2 min)

Una sera, a cena fuori, dietro di me c’era un tavolo di ragazzi con l’aria da business men.
Tizio chiede al gruppo “avete presente dove si trova Pozzoleone?” .. dopo un interminabile secondo uno dei commensali risponde “sì..è in Friuli”.

Ve lo dico..non è in Friuli ma a circa una mezz’oretta da Vicenza.
Io non ci ero mai stata prima di qualche mese fa ma tutto accade per un motivo: la cosa più affascinante è quando dopo esserci stato, in un posto, trovi un altro perché, e ci torni.

Il pretesto è stato un’amicizia decennale, importante, i cavalli e la passione che unisce me e tutto questo. Si tratta di un collante abbastanza forte che mi ha portata fino all’easy ranch.

Quando sono arrivata ho visto davanti a me un prato verde in cui un filo d’erba non era più alto di un altro. C’era uno di quei trattorini automatici che spianava il prato..l’immagine mi divertiva perché finché quel coso si arrangiava a fare ordine appena dietro una ragazza faceva lezione in campo ad alcuni ragazzini. Mi piaceva l’idea di come stessero ottimizzando il tempo.

L’easy ranch si spiega da solo con il suo nome.
E’ un maneggio alla mano, ma una mano che se ne intende, che cura il contesto e cura i cavalli che ospita e che alleva.
Un occhio neofita cattura il bello generale che gli si presenta davanti, un occhio esperto ne apprezza i particolari. Gli occhi cadono sulle groppe, sugli zoccoli. E le conferme arrivano in sella dove i cavalli non sono muli senza forze ridotti a scheletri per consentire una passeggiata tranquilla e senza sorprese; sono animali in salute. Equilibrati.

Andrea gestisce questo posto con suo fratello e la sua famiglia.
Quella mattina mi ha prestato un cavallo molto simile a zietto, sembrava uscito dal film di Pippi calze lunghe e mi è piaciuto sin da subito. Un cavallo in salute, esperto e affidabile con cui poter fare due ore di passeggiata senza pensieri eppure divertendosi. Non è da poco.
Dopo circa un’oretta e mezza - forse poco meno, non lo so, in sella non guardo mai l’orologio quindi vado a spanne - il panorama che si è aperto avanti a noi mi ha lasciato attonita.
La gente del luogo lo chiama “la busa de giareta”, alias il laghetto di camazzole. Nasce da alcuni scavi compiuti lungo il fiume Brenta e testimonia come la natura abbia la straordinaria capacità di creare meraviglie anche nei posti più impensabili.

Da Pozzoleone, quindi, siamo arrivati sino a Carmignano di Brenta. Ci siamo riempiti gli occhi di blu, azzurro, verde, gli stivali di acqua entrando fino alle ginocchia in sella ai cavalli, il cuore di silenzio, pace, serenità e poi ci siamo incamminati verso casa.
Quello è il classico luogo dove una come me guarda intorno a sè, il cavallo che l’ha portata fino a lì, gli amici con cui ha condiviso il percorso e dice soltanto: lasciateci qui.

Il famoso motivo per cui tutto questo va rifatto quanto prima è che all’easy ranch c’è qualcosa che credo valga la pena di scoprire e recensire..l’aDriturismo dove la famiglia di Andrea sforna pranzi e cene che vi raccomando di affrontare con quanta più fame possibile.

IL LAGO DI TENNO (tempo di lettura 1 minuto e mezzo circa)Restando in tema di borghi medioevali sposto il mirino della m...
18/08/2018

IL LAGO DI TENNO (tempo di lettura 1 minuto e mezzo circa)

Restando in tema di borghi medioevali sposto il mirino della macchina fotografica da Arquà Petrarca verso le sponde del lago di Garda, arrivando sino al versante che guarda le montagne trentine per portarvi sui colli, a Canale di Tenno.
Si tratta di una piccola perla abitata da una manciata di anime e appartenente alla schiera dei borghi più belli di Italia.
Il suo nome ha retaggi antichi e possiamo fare un balzo nel passato fino ai primi anni del 1200 per cercarne le origini.
Nonostante i secoli splende ancora oggi illuminato dal bagliore delle acque di un Lago non poco distante che continua a dare al paese notorietà e memoria.

E’ qui che mi fermo: una foto sola e mi sembra già di dire abbastanza, rivelando qualcosa di poco conosciuto, dal carattere quasi segreto.

L’accesso è una conquista che si assapora gradino per gradino.
Vi aspetta una lunga scalinata in discesa che porta gradualmente a intravedere tra gli alberi alcuni scorci del lago.
La sua superficie non è eccessivamente estesa, qualcuno potrebbe restarne deluso, eppure ad un certo punto gli scalini terminano e gli occhi si posano sul paesaggio come fosse un immenso anfiteatro naturale.
In quel momento vi assicuro che le dimensioni potrebbero essere tranquillamente pari a una pozzanghera e non conterebbe.
Le piante e le montagne che lo circondano contribuiscono a conferire all’acqua un colore smeraldino che si schiarisce fino al turchese quando dalle nuvole fa capolino il sole.
Quando ero lì l’ho visto così, con nuvole dense che si specchiavano sulla superficie dell’acqua, poche persone spalmate sulle sue rive, qualche canoa condotta da alcuni gruppi di bambini.
Sembravano essere usciti dal libro di Peter Pan.
Ecco, immaginate qualcosa di simile all’isola che non c’è. Probabilmente se prendessimo la seconda stella a destra e proseguissimo dritti fino al mattino arriveremmo comunque sempre qui.

ARQUA’ PETRARCA E IL LAVANDETO (tempo di lettura 2 min circa)Il nuovo progetto di cui trovate i cenni nel post precedent...
12/08/2018

ARQUA’ PETRARCA E IL LAVANDETO (tempo di lettura 2 min circa)

Il nuovo progetto di cui trovate i cenni nel post precedente inizia portandovi in un luogo che si trova nella provincia di Padova, più precisamente ad Arquà Petrarca.
Siamo ai piedi dei colli Euganei dove la natura accoglie fattorie e case che si inseriscono nel contesto con rispetto e discrezione.
Arquà è il secondo borgo medioevale più bello d’Italia e come tutte le piccole chicche raccoglie all’interno di sé scorci, iniziative e itinerari a prova di chi ha la sensibilità e la curiosità di scoprirli.
Petrarca non a caso lo scelse come il luogo in cui trascorrere gli ultimi anni della sua vita e vi assicuro che difficilmente si può restare indifferenti al fascino di questa piccola realtà, anche senza essere poeti.

Ciò che mi ha condotto fino a qui è stata, ancora una volta, la mia passione per la fotografia, in concerto con quella della lavanda e degli immensi campi della Provenza che ho sempre desiderato fotografare.

Cristina, perito agrario con pregressa esperienza nell’azienda di famiglia, ha scelto proprio questa zona per investire in un suo progetto e complice il terreno e il clima favorevoli è riuscita a creare un piccolo lavandeto in cui coltiva un numero spropositato di specie floreali di lavanda.

Nel periodo della fioritura, lei e la sua famiglia aprono le porte dell’attività permettendo alle persone di recarsi lì e lo fanno nel migliore dei modi, a partire dal parcheggio riservato ai visitatori in prossimità delle loro coltivazioni, fino al break in giardino al termine della visita guidata con pastafrolle, torte e tisane fresche a base di lavanda.
Cristina è pratica e lo si vede dal modo in cui si pone con le persone.
Spiega con cura le specie che coltiva, quando interpellata dispensa consigli ferrati senza dilungarsi troppo. E’ efficace e dedica il giusto tempo per acculturare chi ha davanti e per permettere di comprendere meglio la seconda parte della visita, quella in cui le persone possono avviarsi e camminare tra i lunghi filari delle piantagioni.

Camminare nel lavandeto permette di entrare in contatto con una natura in perfetta sintonia con sé stessa, dove la presenza umana sembra quasi passare inosservata. Le api volano a sciami tra le piante senza curarsi di ciò che gli sta attorno e la paura di essere punti non sfiora nemmeno l’anticamera del cervello. Si possono osservare le sfumature del viola per ogni specie di pianta, assistere a piccoli momenti di vita quotidiana di un insetto qualunque, dal volo di una farfalla alla tessitura della tela di un ragno.
Allontanate il pensiero di incontrare le distese di lavanda che le immagini photoshoppate della Provenza e dei migliori fotografi sanno regalarvi.

Qui si respira la fatica di un lavoro a contatto con le intemperie, con il tempo che corre velocemente, in cui bisogna curare, far nascere, coltivare, migliorare.
Dove una pianta può combattere con un sole troppo forte o pestata dai cinghiali, e dove un’altra invece splende colorata e baciata dai raggi. Le mani corrono tra i fiori e cercano il loro profumo. Lo stesso fa il viso.
In sostanza è un posto autentico, come lo sono i prodotti che vendono e creano.

Il tempo della visita?
Un’ora, 5 minuti..tutto il pomeriggio. Lo scegliete voi.

La pagina riapre con un nuovo progetto e lo fa in estate, dove il caldo può dare alla testa e generare idee folli ma può...
11/08/2018

La pagina riapre con un nuovo progetto e lo fa in estate, dove il caldo può dare alla testa e generare idee folli ma può anche sciogliere i pensieri che si congelano nei mesi più freddi dandogli lo spazio giusto per spiccare il volo.

Dove il vento non punge il viso ma solleva e ristora asciugando la pelle.
Dove le giornate durano più a lungo e lasciano il tempo per ricordarci che ognuno di noi ha del tempo libero ma non conta quanto esso sia ma piuttosto come scegliamo di impiegarlo, e con chi.

Stay tuned-

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