07/03/2026
Buone notizie da Is Stelladas, l'ampia area costituita dalla scarpata che collega il quartiere di Villanova al sottostante quartiere di San Benedetto, estendendosi da via San Rocco fino all'area di Piazza Kennedy nella sua parte sommitale e da via Bacaredda fino all'inizio di viale Ciusa nella parte bassa. Proprio dall'inizio di Is Stelladas giungono ora delle bellissime notizie che, si spera, saranno definitive: in seguito alla demolizione del caseggiato ad un piano dove, fino a qualche anno fa, aveva sede l'Associazione Italiana dei Condomini, ora è nuovamente visibile sia dalla strada che dal suo sagrato originario il prospetto della Chiesa di San Rocco, un tempo ostruito nella visuale proprio dal caseggiato che limitava l'area prospiciente la chiesa ad una piccolissima piazzetta da cui era difficile godere a pieno dell'intero prospetto.
La Chiesa di San Rocco venne edificata come sede del Gremio dei Lattai nel XVII secolo, molto probabilmente in segno di ringraziamento verso il Santo titolare per aver interceduto verso la Città di Cagliari, ponendo fine alla pestilenza che l'aveva colpita nel biennio compreso tra il 1654 e il 1656. Il Gremio ebbe la sua sede nella chiesa fino al suo scioglimento nel 1864.
L'esterno è piuttosto semplice, formato da un prospetto a capanna sormontato da un piccolo campanile a vela. Il portale, con gli stipiti e la piattabanda in pietra cantone lasciati a vista, è sormontato da uno stemma di matrice barocca nel quale è inciso l'emblema del Gremio dei Lattai. Al suo interno, oltre ad un settecentesco altare maggiore in marmo (originariamente posto in diversa collocazione, probabilmente in una piccola abside oggi scomparsa, come dimostra la sua sporgenza verso l'aula con il retro della nicchia ben visibile e separato dalla parete di fondo) conserva un pulpito coevo in legno dipinto, la statua di San Rocco e quella di San Luigi Gonzaga (entrambe della scuola del Lonis) e due p***e di cannone a ricordo dei bombardamenti francesi del 1793. Inoltre, alle sp***e della struttura lignea che costituisce la tribuna per i fedeli, è ancora presente la lapide sepolcrale di Rosa Melis Chiappe, benefattrice della chiesa e morta in odore di santità nel 1814. L'aula si presenterebbe coperta da capriate lignee (che seguono l'andamento a capanna del prospetto) ma, in un modo originale che costituisce un unicum tra le chiese cagliaritane, è coperta da un controsoffitto incannucciato e intonacato che imita la forma di una volta a botte. A dividere in due parti l'aula provvede un arco diaframma poggiante su due pilastri con semplici capitelli modanati al di sotto dei quali sono poste le due p***e di cannone già menzionate. Nella controfacciata, al di sopra dell'ingresso, vi è una cantoria lignea coeva al pulpito, un tempo forse dotata di un piccolo organo.
La speranza, ora, è che al posto del caseggiato demolito venga impiantato un piccolo giardino o realizzato un piazzale che non disturbi il godimento visivo del prospetto della Chiesa, piuttosto che vedervi innalzato un nuovo edificio magari anche più alto e invasivo.