09/06/2026
Oggi una delle parole più usate è “decluttering”.
Dopo anni di acquisti, di cose doppie, triple, inutili — sparse negli armadi e nelle case — abbiamo cominciato a credere che less is more, che viaggiare leggeri sia un privilegio, che spesso abbiamo bisogno di molto meno di quello che già abbiamo.
E allora iniziamo a fare spazio. Vendiamo su Vinted, lasciamo andare quello che non ci appartiene più.
Ma in tutto questo liberarsi, c’è una cosa che io non eliminerò mai. E sono sicura che nemmeno voi lo fareste.
Le fotografie.
Raccolte in scatole, in portafoto con le bustine di plastica, in fotolibri di tutte le grandezze. Dalla mia nascita ai diciotto anni di mio figlio, passando per le vacanze, il primo dente perso, il primo giro in bicicletta, fino alla tanto attesa patente. Le fotografie scandiscono il tempo dei nostri ricordi. Hanno il potere magico di riportarci indietro, di farci emozionare, di ricordarci come eravamo in quell’adesso che ormai è passato.
Mentre le mille foto nei miei cassetti spero accompagnino Ale e Ricca nella loro vita adulta, spero lo stesso per Josè e Guadalupe.
Ogni famiglia ha una storia bellissima da raccontare. La loro, sono certa, è straordinaria.