01/06/2026
A volte mi fermo a pensare a come arrivano le persone nella mia vita.
Matilde ed Edo sono arrivati con un buono vinto a una lotteria organizzata da una meravigliosa coppia di miei sposi, una di quelle cose che sembrano capitare per caso e poi capisci che non lo era affatto. Li ho adorati da subito. Intensi, complici, innamorati.
Un anno dopo sono di nuovo in studio, con un pancione meraviglioso e quella stessa intensità moltiplicata per tre.
Abbiamo iniziato la loro sessione alla ricerca della luce morbida, i colori chiari, quella delicatezza che da sempre associo alla maternità.
Ma come sempre più spesso accade nella seconda parte della sessione mi piace ricercare la lo scatto più glamour, il bianco e nero più pulito. E nel buio è rimasta lei, con gli occhi chiusi, raccolta in un gesto così antico che sembrava esistesse prima delle parole.
Stessa ora. Stesso studio. Due mondi diversi.
Questo è quello che mi piace fare in studio — non costruire un’immagine, ma trovare quella che già esiste. A volte è luminosa e leggera, a volte è densa e silenziosa. A volte, nella stessa sessione, è entrambe le cose.