07/08/2023
Correvano gli anni ‘90 a Soverato.
Ero così leggera.
Non avevo preoccupazioni se non “speriamo che nonna cucini la pasta al sugo a pranzo” mentre con le guance arrossate dal sole ci schizzavamo l’acqua a riva.
Passavo le ore con la maschera in acqua a fissare da vicino la sabbia, la smuovevo leggermente con le mani per vedere i “brillantini” della sabbia che fluttuavano leggeri illuminati dai raggi del sole in superficie.
Uscivo dall’acqua fredda e mi rotolavo nella sabbia calda diventando una cotoletta. Non importava cosa pensava la gente, perché a quell’età vivevo per le sensazioni più pure.
Fremevo quando dopo pranzo mi dicevano che era l’ora del riposino all’ombra e non si poteva fare il bagno e tenevo d’occhio l’orologio per scattare a molla non appena leggevo 16:00 e potevo finalmente tuffarmi di nuovo.
Ero così leggera. Senza pensieri ne preoccupazioni. Avevo poche pretese ed erano tutte concentrate nel presente, nel qui ed ora.
Vivevo per il momento che stavo vivendo senza pensare ad altro.
Ero leggera.
Ogni odore, ogni colore, ogni rumore in questo luogo mi ricorda qualcosa di profondamente felice. Mi ricorda quando vivevo così.
Un bellissimo reminder di quanto era così semplice essere felice.
Leggera.
Serena.