10/06/2017
L'idea dietro questo progetto fotografico nasce dalla seguente riflessione: la storia celebra i nomi di personaggi famosi che hanno compiuto imprese straordinarie, attraversando oceani e continenti, sfidando il destino per conquistare mete e terre inesplorate o per sottomettere altri popoli; tra questi potrei citare CristoforoColombo, Magellano, Pizarro, ma anche grandi Generali e comandanti come Gengis Khan o Napoleone oppure grandi esploratori come Livingston e Stanley che per primi esplorarono l'Africa o Lindbergh l'aviatore americano che attraverso' l'atlantico alla fine degli anni 20. Ebbene tutta questa gente, giustamente glorificata nei libri di storia per le loro imprese uniche ed incredibili, portò avanti tali imprese spinta dalla bramosia di gloria e potere, dal denaro o dalla guerra. Oggi assistiamo tutti i giorni a quella che io considero essere la più grande impresa della storia contemporanea, ovvero avere il coraggio di lasciare tutto ed attraversare un mare o un continente non per gloria o per denaro ma per poter conquistare il diritto alla libertà e il diritto ad una vita dignitosa; nonostante queste nobili intenzioni moltissime persone restano impassibili ed indifferenti e anzi a volte provano disprezzo per queste persone. Ma perché i primi sono eroi ed i secondi solo dei parassiti?
Questa è stata la mia riflessione ed ho pensato quindi di ritrarre un gruppo di profughi richiedenti asilo facendo loro indossare "costumi" all'uopo realizzati, ispirandomi all'iconografia classica che rappresentava con quadri e fotografie i personaggi storici del passato sopracitati. Il titolo del progetto è ANEMOS che in greco significa Vento ma e' anche la radice della parola Anima. "Vento" come quello degli Alisei che portò Colombo in America, e "Anima" come quella di questi ragazzi che attraversano il mare con lo stesso coraggio, che per un istante si mischia in un ritratto che sovrappone due mondi due epoche due storie e sottovoce pone il quesito se la conquista di una terra e la conquista della dignità meritino lo stesso rispetto.