26/12/2017
Piccolo resoconto di viaggio, in solitaria, a Cuba dal 23 Novembre al 7 Dicembre.
L'itinerario ha toccato diversi posti come L'Havana, Viñales, Trinidad, Santa Clara e Varadero.
Un'esperienza unica, un'isola fantastica con gente stupenda che nonostante le difficoltà va avanti sempre con il sorriso sul viso, la musica nelle orecchie e la speranza nel cuore.
Le prime foto sono di L'Havana, una metropoli che racchiude una perla al suo interno, L'Havana vieja, meraviglioso centro storico patrimonio dell'umanità.
La seconda parte delle foto riguarda Viñales, un villaggio poco a nord di Pinar del Rio.
L'aria che si respira è genuina e pura, i ritmi sono lenti e rilassati, tutto gira intorno alla piccola piazza centrale. Il cibo migliore di tutta l'isola l'ho mangiato qui. il parco della valle è davvero un paradiso terreste. Cayo Jutías è poco più a nord, raggiungibile con qualche ora di strada e un po' di buche ma vi assicuro che ne vale la pena. Ho avuto modo di parlare con dei campesinos, coltivatori di caffè e tabacco.
La terza città in cui sono stato è Trinidad: una piccola cittadina che ha un centro storico rimasto bloccato nel 1800, con le strade acciottolate e l'atmosfera tipica di Cuba. La musica è sempre presente, la città non è molto grande quindi è vivibilissima a piedi. Playa Ancón è stupenda, la discoteca "Las cuevas" merita una visita. La canchanchara è il cocktail più buono che abbia mai bevuto.
Dopo Trinidad, Santa Clara. Città proiettata nel futuro, piena di giovani, in continuo tumulto culturale anche perché ospita la seconda università più prestigiosa di Cuba. Città fortemente legata alla figura di Ernesto Che Guevara, che l'ha liberata dal regime di Batista con pochissimi uomini, città che adesso ospita con orgoglio le sue spoglie. Visitare il mausoleo e la sua tomba è stato un onore. Sono rimasto una sola notte qui ma posso dire che è stata la città che mi ha più emozionato.
Sono stato qua una sola notte e, di fatto, una mezza giornata considerando che sono arrivato alle 14:00 da Trinidad.
Da qui sono andato a Varadero città, in una casa di pescatori... Spinto dalla curiosità e da ciò che mi raccontavano i cubani con cui parlavo: per loro è una meta molto abita... In realtà Varadero è ben poca cosa se consideriamo tutto il percorso che ho fatto, il mare è bellissimo ma per il resto c'è ben poco da vedere.
Sono stati due giorni di relax totale: mare dalle 9:00 alle 18:00 e lunghe passeggiate, il giusto modo per soffrire di più il rientro.
Spero di tornare un giorno a Cuba. Anche perché devo tornare a riprendere il pezzetto di anima che ho lasciato in questa meravigliosa terra, molto simile alla mia Sicilia, stupenda e piena di contraddizioni.
Il mio primo viaggio in solitaria si conclude così: con la consapevolezza che è crollata una barriera, che sono stato io ad abbatterla con mani e piedi nudi, e che nascondeva dietro una strada meravigliosa che porta dovunque io voglia andare. Non so se è un bene o un male ma so che è iniziato un nuovo periodo della mia vita, in cui cercherò di accumulare meno oggetti e più esperienze, per crescere e migliorare ogni giorno di più.