31/01/2023
Rendo omaggio, con questo post, alla prima delle due sedie che ho usato per parlar delle foto di San Valentino.
Le sedie Thonet hanno una storia che, a volerla scriver tutta, non starebbe in un libro.
Per sommi capi, Michael Thonet (1796-1871), ebanista di Boppard, una città lungo il Reno, trovò il modo di piegare il legno di faggio per mezzo del vapore. I suoi mobili e le sue sedie, dalle curve flessuose e virtuosistiche, vennero notati dal principe di Metternich, ministro di Ferdinando I d’Austria, che lo chiamò a Vienna per occuparsi della decorazione e dell’arredamento dei palazzi Liechtenstein e Schwarzenberg. La versione semplificata di una sedia che Thonet aveva progettato per quest’ultimo, la numero 4, venne usata per arredare il Caffè Daum a Vienna. Da qui il nome “paglia di Vienna” per l’intreccio caratteristico della seduta delle sedie Thonet.
Thonet inoltre avviò una produzione industriale su grandissima scala delle sue sedie, con numeri di pezzi venduti notevoli per il giorno d’oggi, ma straordinari per l’epoca. Oltre alla bellezza e alla leggerezza delle sedie che produceva, il loro successo era dovuto anche alla facilità del trasporto: uno dei classici, la sedia numero 14, era scomponibile in 6 pezzi, così che in un imballaggio da un metro cubo potevano entrare i pezzi per comporre 36 sedie.
Ci sarebbe poi da parlare del villaggio industriale creato in Moravia, della leggenda della sedia numero 14 caduta dalla Tour Eiffel e rimasta intatta, ma purtroppo è un post, e non, come dicevo, un libro.
Nel carosello, alcune pagine dai cataloghi Thonet del 1886 e del 1906.