Fabrizia Libera ex Chiaroscuro

Fabrizia Libera ex Chiaroscuro parliamo di Fotografia, e di tanto altro

11/08/2024

È tutto ancora qui, nulla è passato, nulla è stato elaborato.

Vivo nella scissione geometrica tra la mente che sa cosa è accaduto e il corpo che continua ad attendere il suo ritorno, patendo il ritardo.

Un anno senza Michela.

Oggi non è sufficiente il conforto di saperla presente, nelle sue parole declamate. Nell’amore dei molti. Oggi ho solo voglia di vendicarmi, di riconoscere qualcuno colpevole dell’ingiustizia della morte, oggi sono dominato dal rancore, quando inciampo in qualche infame svelenante e lo vedo attardarsi negli anni maturi lo sento abusivo. Perchè Michela no e lui ad invecchiare? La vita non ha nulla di giusto è antico sapere ma ci dà scandalo coglierlo quando ne abbiamo prova.

Vacuità dell’insofferenza alla sofferenza .

Oggi non mi è dato sopportare assenza. Voglio sia qui. Perchè non ci sei? Non sopporto il vuoto. Un anno senza Michela trascoro ad almanaccare cosa direbbe, cosa farebbe, come litigheremmo, certamente rideremmo e come riuscirebbe a palcare questa rabbia che non approverebbe. Il fuoco non si placa ma si puo’ circoscriverlo e sedersi intorno, smette l’incendio diventa inizio di compagnia.

Nessuna promessa che ci eravamo fatti sono riuscito a mantenerla, ho disatteso tutto. Non sono riuscito a smontare questa vita, a fuggire dalla fogna. A riprendere il controllo dell’esistenza, mi sento in colpa e poi penso, nemmeno tu sei riuscita a trasferirti a Seul. Patta.

Ma Michela non c’e’, ora puó non stare in scena, a prender colpi, a ficcare ali sulla schiena delle persone per togliergli colpa e infodere l’ipotesi della felicita’, la gioia della ricerca di giustizia. È vero ora puó permettersi la pace, la pace del silenzio che forse l’avrebbe protetta anche in vita, che forse non avrebbe consumato tutto così velocemente.

Da questo dolore non ho appreso nulla e non ne esco. Forse non ne voglio uscire temendo di farla scivolare dalla spalla, dove era l’ultimo giorno.

Si sceglie di scrivere per non stare nella solitudine e nel mandato di non far stare soli coloro che incontreranno le parole. Solo insieme esiste la festa del vivere e la sopportazione del dolore.

Michela senza di te è tutto insopportabile.

Amen.

14/02/2024

Ascolta,
dico a te !
Si, proprio a te
si si,
a te che non vuoi sapere, che non vuoi sentire
Ventitremila?
È un numero come un altro, certo.
Non sono 23mila vite quando ascolti le notizie, 23000 persone, 23000 cuori fermi per sempre…e chissà attorno quanti cuori rotti, spezzati come vasi di terracotta lanciati in aria con rabbia e piombati a terra con dolore.
Tra un’ora non ti ricorderai… 23000, 2300 … boh chissà quanti erano.
E però…. Non esiste solo la morte. Eh no! C’è ancora un sacco di gente da curare, gente da salvare.
Si, da salvare.
E allora, se non vuoi sapere, se non vuoi sentire, ti racconterò una storia diversa.
Anzi farò di meglio, ti farò protagonista.

Ti basta ascoltare :

Immagina
di vivere con la paura costante di restare sotto una bomba
di contare ogni mattina i tuoi figli per sapere se sono ancora tutti vivi. Dove vanno non importa. Respirano.
di trovare uno di loro davvero davvero ferito.
Era nascosto sotto chissà quale sacco in chissà quale tenda di chissà quale uomo che come te respira solo ogni tanto, per non morire.
Ha una gamba spappolata da chissà quale dei fulmini della notte
Ed allora la corsa. Sei sempre un padre, malgrado tutto. La corsa f***e in ospedale.
Ospedale? Una tenda un po’ più grande della tua, solo un po’ più piena di posti per poter posare la… gente. Si, è gente. Sono persone. Tante persone. Troppe persone in quel buco di tenda.
Immagina
Di veder correre un medico vestito da barbiere, o forse un barbiere vestito da medico, a riparare la gamba destra di tuo figlio. Che si può fare? Il sangue è tanto. Il dolore ancora di più. La gamba c’è. Un pezzo si, c’è. Che si può fare? Non deve morire Che si può fare? Non si può cucire. No, non si può steccare. Non si può.…. Che si può fare subito? Il sangue ora è davvero troppo.
Operare, si può operare. Si per fortuna hai trovato un barbiere che sa operare. Subito. Bisogna farlo subito. Ed allora il medico barbiere pulisce una tavola di legno, ci posa sopra tuo figlio che urla, chiama i suoi parenti che hanno studiato da infermieri e chiama l’anestesista.
Ed arrivano tutti, miracolosamente tuo figlio è circondato da tutti.
Ci sono il medico, tre parenti e l’anestesista. Lui si che ha studiato. Ha studiato tanto, bene, è bravissimo.
Lui c’è. C’è sempre, sempre e comunque,
Ma il Pentobarbital no…. È finito da tre giorni.
Il Propofol nemmeno, quello non c’è mai stato.
Il Pentothal si, un poco c’è, ma è, come da bugiardino, indicato solo per procedure chirurgiche brevi
Dovrà fare presto! Molto presto!
Ed allora ti scappa da ridere, pensando ad un barbiere che taglia la gola ad un mafioso velocemente, e fa presto, molto presto.
Ti scappa da ridere. Capita, prima di una crisi di panico. Capita, quando stai per svenire. Capita, anziché vomitare, anziché portare via tuo figlio da lì con la gamba penzoloni. Capita.
Ed immagina
Ti dicono di non guardare. Ti dicono che l’effetto dell’anestesia finirà troppo presto. Ti dicono lo salveranno. Griderà ma lo salveranno.
Ti dicono di girarti dall’altra parte.
E tu…
Ti giri dall’altra parte
Del resto, lo fai sempre
Del resto, sei abituato
Del resto, si, basta cambiare canale sulla Smart TV
C’è di tutto ora in TV
Basta saper scegliere
Ti giri
Guardi davanti a te
Tanta gente
Tanta gente che sta male
Molto male ma…
Tutto bene, non c’è nessuno che conosci.
Ecco, perfetto resta così.
Non ti girare.
Non ti girare mai.
Non girarti, ora c’è silenzio.
Nessuno grida più
Non dovrai neppure più ascoltare
Lui è morto dal dolore

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Chi chiede aiuto non ha un colore soltanto.
Chi offre aiuto neppure.
Il mondo, con buona pace dei monotoni, degli apatici, dei monocolore, dei monocorde.... è variopinto.
Basta guardarsi attorno un attimo per rendersene conto. Chi non vede, a prescindere dal danno possibile all'apparato visivo, dovrebbe farsi due domande. Almeno due... una non basta, appunto 😅

01/07/2021

Vorrei avere 7 vite come i gatti, e fotografare il mondo

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