16/08/2020
14 agosto 2020. L'hanno chiamato il giorno della memoria. Per non dimenticare. L'hanno urlato e chiesto a gran voce i parenti delle vittime, lo urla una città che partecipa a quel dolore con pudore, che cerca di dividersi tra le istituzioni, le polemiche, la voglia di rinascere e il cuore che silenziosamente vive ogni giorno quel ricordo. Non si può pensare di essere immune, di non sentire una stretta al cuore ogni volta, di non ricordare che cosa stavamo facendo in quel preciso momento. Per noi che quel ponte lo abbiamo amato, per noi che quel ponte significava "casa" ci siamo sentiti traditi, spezzati, incapaci di capire, impossibilitati a rispondere alle tante domande del destino. Genova è una città di mare, una città di lavoratori, persone abituate a rialzarsi ogni volta con una forza maggiore e lo fa con silenzioso rispetto.
Silenzio.
E' questo il ricordo dei giorni successivi. Un assordante silenzio che urlava e ti squarciava in due togliendoti il respiro. Non si può provare lo stesso dolore di chi ha perso qualcuno, ma si può provare a condividere un pezzetto di quella sofferenza.
Così, dopo che le luci del palco si sono spente, si sono accese forse quelle più importanti, quelle delle fiaccole di noi cittadini delle zone più colpite, che ancora una volta ci siamo voluti stringere in un unico grande abbraccio ai parenti delle vittime. In questi due anni abbiamo imparato i loro nomi e i loro volti sono diventati familiari, li abbiamo conosciuti attraverso la loro richiesta di giustizia e li abbiamo fatti entrare nei nostri cuori condividendo la loro stessa battaglia.
Sotto quel ponte le emozioni fanno a cazzotti e credo che sarà per sempre così, ma in quel momento i 43 alberi della radura della memoria abbracciavano tutti noi.
Ho visto occhi lucidi sbucare dai volti coperti dalle mascherine, mamme indicare il ponte e spiegare con estrema dolcezza ai propri figli quel momento. Ho visto persone stringersi per sentire meno quel vuoto e bambini correre felici quasi a ricordarci che la vita va avanti ma che spetta a noi la cosa più importante di tutti: non dimenticare perché senza memoria non esiste futuro.
Galleria su Fb @ Ponte Genova San Giorgio