03/06/2025
Il molo dell'attesa
Il molo di legno si estendeva nell'acqua scura e increspata, un sentiero dorato tra le rocce levigate dal tempo. Non era un molo da cui partivano grandi navi, né un luogo affollato da pescatori. Era il molo dell'attesa, almeno così lo chiamava Amelia.
Amelia era lì, ogni sera, vestita con l'abito blu che il vento accarezzava delicatamente. Stringeva tra le mani un piccolo bouquet di fiori selvatici, un piccolo atto di speranza che compiva ogni giorno. Il suo sguardo era fisso sull'orizzonte, dove il mare si fondeva con il cielo in una promessa indefinita.
Tutti in paese sapevano della storia di Amelia e di Marco, il pescatore dal cuore selvaggio che un giorno era partito per il largo e non era più tornato. Le tempeste erano state feroci quell'anno, e molti avevano perso la speranza. Ma non Amelia. Lei credeva in un amore più forte delle onde, più resistente del tempo.
Ogni schiuma bianca che si infrangeva contro le rocce sembrava sussurrare il suo nome, ogni refolo di vento portava con sé un'eco della sua risata. E Amelia aspettava. Non c'era tristezza nel suo sguardo, solo una calma determinazione. Sapeva che se un giorno Marco fosse tornato, avrebbe trovato il suo molo, e lei ad aspettarlo, con i fiori in mano e il cuore aperto come il mare che li aveva separati.
Il molo era la loro promessa silenziosa, un ponte tra due anime, sospeso tra il ricordo e la speranza. E ogni sera, finché ci fosse stato un solo raggio di sole a tramontare sull'acqua, Amelia sarebbe stata lì, un punto fermo nell'immensità, ad aspettare il suo mare. 🔞