Giancarlo Malandra Fotografia & Video

Giancarlo Malandra Fotografia & Video C'è chi guarda solo la tecnica e si chiede "come", altri più curiosi che invece si chiedono "perché".

SANTO STEFANO DI SESSANIO La torreL’imponente torre cilindrica, dalla cui sommità lo sguardo abbraccia le valli del Tiri...
01/07/2026

SANTO STEFANO DI SESSANIO La torre
L’imponente torre cilindrica, dalla cui sommità lo sguardo abbraccia le valli del Tirino e dell’Aterno e si spinge fino alla catena del Sirente e della Maiella, rappresenta il simbolo di un passato di difesa del territorio – per proteggere le greggi e perché crocevia di traffici e assi viari strategici – e di un presente di rivalutazione del borgo e di valorizzazione del suo patrimonio storico e culturale.

Danneggiata dal terremoto del 2009 e perfettamente restaurata, viene definita impropriamente medicea, anche se di epoca precedente, poiché sotto il lungo dominio della famiglia de’ Medici (dal 1579 al 1743) furono apportate varie migliorie urbanistiche – gli scalpellini toscani ingentilirono il borgo con portali ad arco, bifore, mensole di balconi e finestre in pietra – e il paese visse un periodo di grande prosperità grazie al fiorente commercio della lana “carfagna” venduta in tutta Europa.

SANTO STEFANO DI SESSANIO The tower
The imposing cylindrical tower, from whose summit the gaze embraces the Tirino and Aterno valleys and extends to the Sirente and Maiella mountain chains, represents the symbol of a past dedicated to defending the territory – to protect flocks and because it was a crossroads of strategic traffic and road axes – and of a present focused on reevaluating the village and enhancing its historical and cultural heritage.

Damaged by the 2009 earthquake and perfectly restored, it is improperly called Medicean, although it predates that era.

Under the long rule of the Medici family (from 1579 to 1743), various urban improvements were made – Tuscan stonemasons embellished the village with arched portals, mullioned windows, balcony brackets, and stone windows – and the town experienced a period of great prosperity thanks to the flourishing trade of “carfagna” wool sold throughout Europe.

“QUI in ABRUZZO”

Fotografie / Photo: Giancarlo Malandra
Testi / text: Roberta Di Pascasio
Edito da / Published by: De Siena Editore

ROSETO DEGLI ABRUZZI La città delle roseL’antica Rosburgo, la città delle rose, iniziò a formarsi verso la metà dell’Ott...
29/06/2026

ROSETO DEGLI ABRUZZI La città delle rose

L’antica Rosburgo, la città delle rose, iniziò a formarsi verso la metà dell’Ottocento quando alcuni abitanti della collina si trasferirono sulla costa; la zona in origine era alquanto povera e selvaggia, ma nel tempo venne abbellita di piante e di rose: da qui il simbolo del paese, che divenne comune nel 1927 con il nome di Roseto degli Abruzzi.

La tutela dell’ambiente e la promozione di un turismo sostenibile hanno favorito lo sviluppo del territorio, apprezzato per la sua spiaggia ampia e sabbiosa e per il mare cristallino.

Nato a Montepagano, qui visse e morì il pittore Pasquale Celommi, amico di d’Annunzio e Michetti; nelle sue tele ha raffigurato i costumi della sua gente, il mare tra luci e colori e il sudore di pescatori e contadini, celebrando i temi a lui cari, il valore del lavoro, la sacralità della famiglia e della natura, e sublimando la fatica di vivere in una poetica idilliaca e composta.

ROSETO DEGLI ABRUZZI The city of roses

The ancient Rosburgo, the city of roses, began to take shape around the mid-19th century when some inhabitants of the hill moved to the coast.

The area was originally quite poor and wild, but over time it was embellished with plants and roses: hence the symbol of the town, which became official in 1927 with the name of Roseto degli Abruzzi.

The municipality’s commitment to environmental protection and the promotion of sustainable tourism have favored the development of the territory, appreciated for its wide and sandy beach and its crystal-clear sea.

Born in Montepagano, the painter Pasquale Celommi lived and died here, a friend of d’Annunzio and Michetti. In his paintings he depicted the customs of his people, the sea between lights and colors and the sweat of fishermen and peasants, celebrating the themes dear to him - the value of work, the sacredness of family and nature - and sublimating the hardship of living in an idyllic and composed poetics.

“QUI in ABRUZZO”

Fotografie / Photo: Giancarlo Malandra
Testi / text: Roberta Di Pascasio
Edito da / Published by: De Siena Editore

ROCCA PIA Chiesa Madonna del CasaleEdificata fra XIII e XIV secolo, la chiesetta campeggia isolata tra la natura silenzi...
27/06/2026

ROCCA PIA Chiesa Madonna del Casale
Edificata fra XIII e XIV secolo, la chiesetta campeggia isolata tra la natura silenziosa dell’altopiano delle Cinque Miglia, nel territorio dove un tempo sorgevano piccoli villaggi.

La pianta rettangolare allungata richiama uno schema diffuso in Abruzzo e la torre incassata lungo la facciata laterale suggerisce una torre di avvistamento più che un campanile, tanto che dalla sua sommità lo sguardo abbraccia l’intera distesa del piano; sullo stesso lato si apre il portale tardo gotico del XIV secolo, che spicca per le linee essenziali e decise e per la presenza di una tartaruga, caso raro se non unico nella regione.

La chiesa fu attiva certamente fino al ‘500, sia pure come ecclesia extra moenia o ruralis: a quell’epoca l’abside venne ricoperta di un ciclo di affreschi sulla vita di Gesù e Maria, dei quali colpisce la semplicità del racconto e la vena popolare dell’autore, evidente in special modo nella figura dell’Eterno benedicente.

ROCCA PIA Madonna del Casale Church
Built between the 13th and 14th centuries, this charming little church stands isolated amidst the silent nature of the Cinque Miglia plateau, in an area where small villages once stood.

Its elongated rectangular plan reflects a common Abruzzese design, and the tower embedded along the side façade suggests a watchtower rather than a bell tower, offering a view that encompasses the entire expanse of the plain from its summit.

On the same side opens the late 14th-century Gothic portal, notable for its essential and decisive lines and the presence of a turtle, a rare if not unique feature in the region.

The church was certainly active until the 16th century, albeit as an ecclesia extra moenia or ruralis. During that period, the apse was covered with a cycle of frescoes depicting the life of Jesus and Mary, striking for the simplicity of the narrative and the popular style of the artist, particularly evident in the figure of the blessing Eternal Father.

“QUI in ABRUZZO”

Fotografie / Photo: Giancarlo Malandra
Testi / text: Roberta Di Pascasio
Edito da / Published by: De Siena Editore

Ieri sera a Teramo, nella bella cornice di piazza Sant'Anna, è stato presentato “Terre d’Acqua e di Storia”, il libro e ...
07/06/2026

Ieri sera a Teramo, nella bella cornice di piazza Sant'Anna, è stato presentato “Terre d’Acqua e di Storia”, il libro e la mostra fotografica che insieme raccontano il territorio dei 26 comuni del Consorzio BIM Vomano-Tordino in occasione del settantesimo anniversario, dal 1956 al 2026.

Ho seguito i fiumi Vomano e Tordino dalla loro sorgente sul Gran Sasso d’Italia fino alla foce sull’Adriatico. Borghi aggrappati ai crinali, boschi silenziosi, vallate nascoste, sentieri che chiedono ore di cammino per arrivare a un punto di luce.

Oltre 2600 km percorsi in mesi di lavoro, di ritorni sugli stessi luoghi in stagioni e orari diversi, per raccontare luoghi straordinari per bellezza e storia, di resilienza e di rinascita dopo i due terremoti del 2009 e del 2016.

Ne è nato un racconto fotografico di un territorio che conosco da anni e che continua a sorprendermi. Un territorio fatto di acqua, pietra, memoria e persone.

Un sentito ringraziamento al Presidente del Consorzio BIM Vomano-Tordino Teramo Marco Di Nicola, che ha creduto sin dal primo momento in questo progetto.

ROCCA DI MEZZO Palco della Rimembranza a Terranera Terranera, incantevole frazione di Rocca di Mezzo, nasce come piccolo...
04/05/2026

ROCCA DI MEZZO Palco della Rimembranza a Terranera

Terranera, incantevole frazione di Rocca di Mezzo, nasce come piccolo agglomerato in epoca medievale e mantiene tuttora significative testimonianze del suo passato, come la chiesa di San Lorenzo, l’antico convento-caserma dei monaci templari e il suggestivo Palco della Rimembranza in ricordo di tutti i caduti delle guerre mondiali.

Immerso nel paesaggio inviolato del Parco Regionale Sirente Velino, che nel silenzio e nella bellezza della natura amplifica l’atmosfera di pace e raccoglimento, il palco è caratterizzato da un tempietto, ovvero un’edicola commemorativa pentagonale, con cinque arcate e una piccola cupola.

In inverno i prati che lo circondano trasmettono una magia quieta, in primavera si risvegliano in un vivace tappeto di narcisi mentre in estate diventano la cornice ideale per incontri ed eventi culturali.

ROCCA DI MEZZO Remembrance Park in Terranera

Terranera, a charming hamlet of Rocca di Mezzo, originated as a small settlement in medieval times and still maintains significant testimonies of its past, such as the church of San Lorenzo, the ancient convent-barracks of the Templar monks, and the evocative Remembrance Stage commemorating all the fallen of the world wars.

Immersed in the unspoiled landscape of the Sirente Velino Regional Park, which amplifies the atmosphere of peace and contemplation through the silence and beauty of nature, the stage features a small temple, a pentagonal commemorative aedicule with five arches and a small dome.

In winter, the surrounding meadows convey a quiet magic; in spring, they awaken into a lively carpet of daffodils, while in summer, they become the ideal setting for cultural meetings and events.

“QUI in ABRUZZO”

Fotografie / Photo: Giancarlo Malandra
Testi / text: Roberta Di Pascasio
Edito da / Published by: De Siena Editore

Nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio, a Tornimparte, un gruppo di persone entra nel bosco, abbatte un pioppo e lo...
01/05/2026

Nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio, a Tornimparte, un gruppo di persone entra nel bosco, abbatte un pioppo e lo porta a spalla fino al paese. Poi lo issano davanti alla chiesa, con funi e a mano, tutti insieme.

Si chiama "ju calenne", il nome dialettale locale dell'albero del maggio. È un rito arboreo antico, con radici pagane e longobarde, legato al risveglio della natura e al passaggio verso maggio.Nel tempo ha assorbito elementi cristiani, mescolando memoria popolare e identità religiosa locale.

Gli statuti medievali aquilani lo citavano come pratica vietata, il che dice già qualcosa sulla sua età.

A Tornimparte la tradizione era caduta in disuso. Nel 1973 un gruppo di giovani la riportò in vita, e da allora non si è più interrotta.

Ieri sera ero lì con la macchina fotografica.

On the night between April 30th and May 1st, in Tornimparte, a group of people goes into the woods, cuts down a poplar tree, strips its bark and carries it on their shoulders to the village. Then they raise it in front of the church, with ropes and bare hands, all together.

It's called "ju calenne", the local dialect name for the May tree. It's an ancient arboreal rite, with pagan and Lombard roots, tied to the awakening of nature and the symbolic passage into May. Over time it absorbed Christian elements, blending popular memory and local religious identity.

Medieval statutes from L'Aquila listed it as a forbidden practice, which already says something about its age.

In Tornimparte the tradition had fallen into disuse. In 1973 a group of young locals brought it back, and it has continued every year since.

Last night I was there with my camera.

ROCCA DI BOTTE Chiesa San Pietro ApostoloNominata per la prima volta in una bolla papale di Clemente III nel 1115 tra le...
29/04/2026

ROCCA DI BOTTE Chiesa San Pietro Apostolo

Nominata per la prima volta in una bolla papale di Clemente III nel 1115 tra le pertinenze della diocesi dei Marsi, l'attuale chiesa – ingrandita tra il XII e il XIII secolo – presenta una facciata semplice e disadorna, su cui spicca il campanile e un ampio portico chiuso, dove troviamo reperti di epoca romana e medievale.

L'interno, in tre navate con una piccola abside semicircolare, racchiude due organi restaurati, uno dei quali già presente nel 1636, il tabernacolo e il pulpito marmorei.

La struttura di quest'ultimo, a base rettangolare su colonne e capitelli a foglia d'acanto, richiama la tipica produzione abruzzese del XII secolo, mentre i leoni stilofori e la decorazione della balaustra mostrano l'influsso della scuola romana di derivazione cosmatesca: una testimonianza della fusione tra le modalità esecutive abruzzesi e la tecnica musiva dei marmorari romani.

ROCCA DI BOTTE Church of St. Peter the Apostle

First mentioned in a papal bull by Clement III in 1115 as part of the Diocese of Marsi, the current church – enlarged between the 12th and 13th centuries – features a simple, unadorned façade with bell tower and a large enclosed portico containing Roman and medieval artifacts.

The interior, with three naves and a small semicircular apse, houses two restored organs, one dating to 1636, and marble tabernacle and pulpit.

The pulpit's rectangular base on columns with acanthus leaf capitals reflects 12th-century Abruzzese craftsmanship, while the column-bearing lions and balustrade show the influence of the Cosmati-derived Roman school: a testament to the fusion between Abruzzese and Roman mosaic traditions.

“QUI in ABRUZZO”

Fotografie / Photo: Giancarlo Malandra
Testi / text: Roberta Di Pascasio
Edito da / Published by: De Siena Editore

ROCCA CALASCIO Chiesa di Santa Maria della PietàAi piedi del castello, su un piccolo pianoro a strapiombo nel Parco Nazi...
27/04/2026

ROCCA CALASCIO Chiesa di Santa Maria della Pietà

Ai piedi del castello, su un piccolo pianoro a strapiombo nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, terzo Parco d’Italia per estensione e uno dei più importanti e complessi, spicca la deliziosa e inusuale chiesa di santa Maria della Pietà, sulle cui origini la storia si intreccia con la leggenda: la tradizione racconta che era un piccolo tempietto eretto sul luogo dove la popolazione locale riuscì a respingere una banda di briganti che imperversava sulla zona, mentre altre fonti parlano di una preesistente edicola rinascimentale trasformata in chiesa tra il XVI ed il XVII secolo.

Mostra una singolare pianta ottagonale, con un ambiente adibito a sacrestia appoggiato a una delle facciate, e una cupola a otto spicchi terminante in una piccola lanterna: un disegno raffinato che richiama lo stile del Brunelleschi e del Bramante, tanto che per alcune fonti deriverebbe proprio da uno schizzo del pittore rinascimentale.

ROCCA CALASCIO Church of Santa Maria della Pietà

At the foot of the castle, on a small plateau overlooking the Gran Sasso and Monti della Laga National Park, the third largest park in Italy and one of the most important and complex for its natural value, stands the delightful and unusual church of Santa Maria della Pietà.

Its origins intertwine history with legend: tradition says it was a small temple erected on the site where the local population managed to repel a band of brigands that plagued the area, while other sources speak of a pre- existing Renaissance aedicule transformed into a church between the 16th and 17th centuries.

It showcases a unique octagonal plan, with an environment used as a sacristy leaning against one of the facades, and an eight- segment dome ending in a small lantern: a refined design that recalls the style of Brunelleschi and Bramante, so much so that some sources claim it derives from a sketch by the Renaissance painter.

“QUI in ABRUZZO”

Fotografie / Photo: Giancarlo Malandra
Testi / text: Roberta Di Pascasio
Edito da / Published by: De Siena Editore

LUCOLI Abbazia di San Giovanni BattistaNel vario e prezioso patrimonio architettonico e spirituale germogliato dai semi ...
24/04/2026

LUCOLI Abbazia di San Giovanni Battista

Nel vario e prezioso patrimonio architettonico e spirituale germogliato dai semi dell’ideale monastico, troviamo l’antico complesso dell’Abbazia di san Giovanni Battista, voluto nel 1077 dal conte Oderisio dei Marsi che donò un ampio territorio a una comunità monastica probabilmente già esistente.

La bella struttura ha mantenuto una certa configurazione originaria – nonostante abbia subito nel corso dei secoli molti interventi di riparazione e restauro – con la facciata orizzontale della chiesa, un porticato a tre archi e le tre navate divise da pilastri ottagonali e archi a tutto sesto.

Presenta molti elementi degni di nota: l’altare maggiore è separato dalla navata centrale da una raffinata balaustra in marmi bicolori, alcuni affreschi sono attribuiti ad Andrea De Litio, l’antico organo di cui rimane solo la cassa risale al 1569, infine il chiostro mostra una singolare planimetria e l’articolazione in portici e logge.

LUCOLI Abbey of San Giovanni Battista

In the varied and precious architectural and spiritual heritage that sprouted from the seeds of the monastic ideal, we find the ancient complex of the Abbey of San Giovanni Battista, commissioned in 1077 by Count Oderisio dei Marsi, who donated a large territory to a probably already existing monastic community.

The beautiful structure has maintained a certain original configuration -- despite having undergone many repairs and restorations over the centuries -- with the horizontal facade of the church, a portico with three arches, and three naves divided by octagonal pillars and round arches.

It presents many noteworthy elements: the main altar is separated from the central nave by a refined balustrade in two-tone marble, some frescoes are attributed to Andrea De Litio, the ancient organ of which only the case remains dates back to 1569, and finally, the cloister shows a unique layout and articulation in porticos and loggias.

“QUI in ABRUZZO”

Fotografie / Photo: Giancarlo Malandra
Testi / text: Roberta Di Pascasio
Edito da / Published by: De Siena Editore

L'AQUILA Basilica di CollemaggioSimbolo religioso, storico e identitario della città, risplende come un quadro incornici...
22/04/2026

L'AQUILA Basilica di Collemaggio

Simbolo religioso, storico e identitario della città, risplende come un quadro incorniciato dal prato e dal cielo.

La facciata a coronamento orizzontale, tratto comune a molte fabbriche abruzzesi, è ornata dal parato bianco e rosa in pietra delle cave di Genzano di Sassa, dal rosone della metà del XV secolo e dalla torre ottagonale da cui venivano mostrate le reliquie di papa Celestino V.

Fu Pietro del Morrone, prima di diventare papa, a volere la basilica nel 1287 al posto di un monastero eremitico.

L'interno a croce latina ha tre navate divise da pilastri ottagonali e archi ogivali; tra gli elementi più preziosi, il pavimento cosmatesco in pietra bianca e rossa, il mausoleo con le spoglie del papa e la "Madonna col Bambino" attribuita a Saturnino Gatti.

Sul lato destro si apre la Porta Santa (1397), che si attraversa ogni anno per la Perdonanza celestiniana.

L'AQUILA Basilica of Collemaggio

A religious, historical and identifying symbol of the city, it shines like a painting framed by meadow and sky.

The horizontally crowned façade, common to many Abruzzese buildings, is adorned with white and pink stone from the Genzano di Sassa quarries, a mid-15th-century rose window, and an octagonal tower from which the relics of Pope Celestine V were once displayed.

It was Pietro del Morrone himself, before becoming pope, who commissioned the basilica in 1287 to replace a hermit monastery.

The Latin cross interior has three naves divided by octagonal pillars and pointed arches; among the most precious features are the Cosmatesque floor in white and red stone, the mausoleum with the pope's remains, and the "Madonna and Child" attributed to Saturnino Gatti.

On the right side opens the Holy Door, first opened in 1397, which is crossed every year for the "Perdonanza" instituted by Celestine V.

"QUI in ABRUZZO"
Fotografie / Photo: Giancarlo Malandra
Testi / Text: Roberta Di Pascasio
Edito da / Published by: De Siena Editore

Indirizzo

Via Giardino, 43
Giulianova
64021

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