Michele D'Ottavio Photographer

Michele D'Ottavio Photographer Chi più alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna. (Bonatti)

📸 No, non è l'Amazzonia. È il Piemonte.Queste fotografie aeree le ho scattate ieri a Gattinara, in provincia di Vercelli...
06/08/2026

📸 No, non è l'Amazzonia. È il Piemonte.

Queste fotografie aeree le ho scattate ieri a Gattinara, in provincia di Vercelli. Documentano i primi cantieri della futura superstrada Pedemontana Piemontese.

Solo dall'alto si comprende la reale estensione del disboscamento.

La Baraggia è un ambiente naturale unico, fatto di brughiere, praterie e boschi, tanto da essere in parte tutelato come area protetta e sito di interesse comunitario.

In queste settimane di caldo estremo si parla molto di piantare nuovi alberi per mitigare il cambiamento climatico. Si arriva perfino a proporli nella centralissima via Roma di Torino.

Per quanto ancora potremo permetterci di ignorare questa contraddizione?

Te lo ricordi, il 9 luglio 2006?Esattamente vent'anni fa l'Italia conquistava la sua quarta  , battendo la Francia ai ca...
10/07/2026

Te lo ricordi, il 9 luglio 2006?
Esattamente vent'anni fa l'Italia conquistava la sua quarta , battendo la Francia ai calci di rigore. Vent'anni dopo, con queste mie immagini di allora, vorrei ricordare che la gioia è un linguaggio universale: non fa paura, si condivide. Anche quando non è la nostra bandiera a sventolare.

Nel parco della Certosa di Collegno oggi ho fotografato personaggi immaginari e fantastici. Fa un certo effetto pensare ...
01/06/2026

Nel parco della Certosa di Collegno oggi ho fotografato personaggi immaginari e fantastici. Fa un certo effetto pensare che, molti anni fa, nello stesso luogo dove fotografavo i ricoverati del manicomio, oggi invece incontro tantissime persone che esprimono senza timore e liberamente la propria fantasia.

📸 #01 — Andrea VeceraDesigner torinese, vive e lavora a Seoul«Già da molti anni lavoravo con realtà all’estero e in part...
17/03/2026

📸 #01 — Andrea Vecera
Designer torinese, vive e lavora a Seoul

«Già da molti anni lavoravo con realtà all’estero e in particolar modo coreane, ma stare sul campo è un’altra storia; ti permette di vivere i diversi aspetti della quotidianità e di osservare con più attenzione ciò che prima non riuscivi bene a inquadrare. Precedentemente il mio punto di vista funzionava come un teleobiettivo di ottima qualità, ora invece lavoro in macro e senza alcun filtro!»

Progettare a migliaia di chilometri di distanza non è semplice.
«Questo lavoro non si può svolgere stando seduti davanti a una scrivania. A parte le fasi più intime dedicate al pensiero, è per definizione un lavoro di gruppo. Nella mia interpretazione ha molte più similitudini con la figura di un regista o del direttore di un’orchestra; per questo diventa complicato tenere insieme i vari attori stando a migliaia di chilometri di distanza e con molte ore di differenza.»

Seoul, in una parola: Camaleontica.

Il viola è tuo colore, cosa rappresenta?
«Mi mette a mio agio e mi fa stare bene, forse perché inconsciamente mi riporta all’infanzia attraverso la figura del Joker e di Jack Nicholson del ’89. Col tempo è diventata un’ossessione: non si trovava nulla di viola e per mia natura sono attratto da ciò che nessuno vuole o ripudia. Quando finalmente riuscii a comprare una camicia di questo colore, in Inghilterra, la indossai per salire sul palco alla mia prima conferenza. Mi portò fortuna, consolidandosi come una mia seconda firma.»


Visioni & ritratti scattati nel mio studio.

Indirizzo

Via Della Basilica, 1
Italia 61
10122

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