10/09/2026
Inizia oggi, esattamente oggi, una delle settimane piu difficili mai avute.
Sto scrivendo e mi sto preparando come fosse a metà tra un esame di stato e una strategia di sopravvivenza.
Ed ora che lo scrivo mi accorgo che non è "come se", ma è proprio cosi, per me.
Una prova durissima, perchè coinvolge il subconscio ed esperienze fortemente traumatizzanti, che ritornano come un fiume in piena.
Mi hanno appena confermato che la prossima settimana avrò 3... 3 incontri medici di fila.
15... 16...17 settembre
Il primo, un controllo... che mi riporta ogni volta alla prima diagnosi di allora, ma anche alle corse più recenti dall' oncologo, dall' ongiologo, in sala operatoria, dal reumatologo, tra mille file, documenti, richieste, ma soprattutto... paura.
Paura
Angoscia di quella in cui senti che muori dentro.
Quel terrore che nemmeno immersa al buio tra gli squali, proverei.
E poi due giorni, di cui almeno uno dovrò rimanere per almeno 6 ore, a fare la protesi.
Tornare in clinica a fare la protesi è un tonfo nell'infanzia piu cupa.
Tu sei si, l'adulta di oggi seduta in quella poltrona, ma ti ritrovi di colpo gambette sottili, con quelle scarpette rosa che adoravi...
e con quel mio sorriso spaventato ormai fermo in viso, quella di un bimbo che ha imparato a non poter piangere.
Sei la donna indipendente, forte, che ha girato il mondo da sola, ma che allunga quelle braccine adesso minute, per tornare solo dalla sua mamma.
"portami via di qui, fammi solo tornare a giocare mamma!"
Il dolore che si prova è inspiegabile, ingestibile, radicato nel subconscio come quel dolce sapore di merendina al cioccolato, morsicata lentamente durante la ricreazione a scuole.
Un sapore che non esiste più, ma che se ci penso, riaffiora subito sulle mie labbra.
Come bimba
Vorresti solo un gelato, e sparire in un bosco fatato.
Come adulta
Vorresti solo spiegare, che tu, in quel momento sei tu, ma non sei tu.
Sei un vortice infinito, uno strapiombo, un abisso
Sei tutte le volte in cui, bambina, hai dovuto essere "grande", forte, di fronte a quei dottori cosi troppo alti e a quei camici cosi troppo bianchi.
Sorrido e vorrei scappare.
E scappo, nell'unico posto che posso
dentro.
Mi rifugio abbracciandomi forte.
Ilaria, il 18 settembre tutto questo, in un modo o nell'altro, sarà finito.
Ma una nuova te, ancora piu bella, e proprio grazie a questo...
sarà iniziata.
Ti abbraccio bambina mia.
Ci sono io con te.
E non ti dico di essere forte, e non ti dico nemmeno di piangere.
Ti dico solo che sono fiera di te.
Qualunque te sarai.
Perchè io le amo tutte