Arianna Todisco

Arianna Todisco Documentary photographer dedicated to exploring and reporting stories around the world.

Ci sono luoghi che non sono soltanto spazi, ma capitoli di vita.Per me,  sarà sempre questo: il luogo che custodisce uno...
05/05/2026

Ci sono luoghi che non sono soltanto spazi, ma capitoli di vita.

Per me, sarà sempre questo: il luogo che custodisce uno dei ricordi più significativi del mio percorso.

Nel 2017, proprio tra quelle pareti, ho vissuto un momento che porto ancora dentro con profonda gratitudine: la vittoria del Premio Donghi, un riconoscimento che mi ha dato non solo la gioia di essere premiata, ma anche l’opportunità straordinaria di esporre il mio lavoro in una sede così simbolica, nel cuore di Milano.

Per una giovane fotografa, non è stato solo un premio.
È stato un inizio. Una possibilità concreta. Una di quelle occasioni che arrivano e cambiano il modo in cui guardi te stessa e il tuo futuro.

Per questo il mio grazie va alla giuria, e in particolare a .donghi , per avermi restituito allora molto più di un riconoscimento: fiducia, visione e una spinta reale a credere nel mio percorso.

Ringrazio anche il presidente della giuria, Nicola D’Amico, per la motivazione con cui premiò la mia fotografia: parole che hanno dato valore non solo a un’immagine, ma a una direzione, lasciando un segno profondo nel mio cammino.

Hoepli, per me, non è stata soltanto una libreria storica.
È stata un luogo di cultura, di passaggio, di possibilità. Un simbolo di Milano capace di accogliere sogni, talento e memoria.

Oggi il pensiero va a ciò che questa sede ha rappresentato per la città e per tutti coloro che, tra quei piani pieni di storie, hanno cercato ispirazione, studio, crescita.

Grazie, Hoepli, per essere stata parte della mia storia.
E grazie a chi, attraverso luoghi così, rende possibile l’inizio di nuovi percorsi.

Green postcards from Hanoi, Vietnam 🇻🇳
24/04/2026

Green postcards from Hanoi, Vietnam 🇻🇳

Abbiamo lavorato sull’educazione visiva e sullo storytelling fotografico, partendo dalla lettura delle immagini: analisi...
22/04/2026

Abbiamo lavorato sull’educazione visiva e sullo storytelling fotografico, partendo dalla lettura delle immagini: analisi di linee, composizione, direzioni dello sguardo e relazioni tra i soggetti per capire come un’immagine guida chi la osserva.
Dalla singola fotografia siamo poi passati alla costruzione di sequenze narrative, ragionando sul photo editing e sulle connessioni tra le immagini per dare forma a un racconto visivo consapevole.

Un grazie speciale al mio professore di filosofia del Liceo Boccioni per creare questi spazi di scambio, capaci di mettere in dialogo nuove e vecchie generazioni attraverso lo sguardo.

Domani torno al .Terrò un workshop per gli studenti del liceo sulla cultura visiva nel reportage: non come fare “belle f...
21/04/2026

Domani torno al .

Terrò un workshop per gli studenti del liceo sulla cultura visiva nel reportage: non come fare “belle foto”, ma come costruire uno sguardo consapevole.

Perché ogni immagine è una scelta. E ogni scelta racconta qualcosa.

Non vedo l’ora 🫶🏽

Domani torno al Liceo Artistico Boccioni di Milano.Terrò un workshop sulla cultura visiva nel reportage: non come fare “...
21/04/2026

Domani torno al Liceo Artistico Boccioni di Milano.

Terrò un workshop sulla cultura visiva nel reportage: non come fare “belle foto”, ma come costruire uno sguardo consapevole.

Perché ogni immagine è una scelta. E ogni scelta racconta qualcosa.

il mio significato di hoppipolla
19/01/2026

il mio significato di hoppipolla

Il 2016 è stato un anno grandioso.Avevo appena iniziato l’Accademia di Belle Arti di Brera e la vita sembrava leggera, p...
16/01/2026

Il 2016 è stato un anno grandioso.
Avevo appena iniziato l’Accademia di Belle Arti di Brera e la vita sembrava leggera, permeabile.
Si studiava ancora in Braidense senza code infinite né overturism da Instagram.

Sono tornata in Marocco, il paese dove due anni prima avevo battezzato l’amore per il viaggio in solitaria.
Da una terrazza di Kathmandu assistevo al compleanno di Krishna, dio dell’amore.

Lavoravo in Fashion Week come fotografa
e, per la prima volta, esponevo i miei lavori in una mostra fotografica.

E ho nostalgia di quei momenti di leggerezza condivisi con le mie amiche:
le risate senza fretta, la sensazione che tutto fosse ancora possibile.

Non sapevo cosa sarebbe arrivato dopo.
Ma tutto, in qualche modo, stava già iniziando lì.

utilizzare l’Intelligenza Artificiale come strumento di supporto al mio documentario sugli Arbëreshë dell’Argentina per ...
15/01/2026

utilizzare l’Intelligenza Artificiale come strumento di supporto al mio documentario sugli Arbëreshë dell’Argentina per colmare uno spazio lasciato dalla storia e dalla migrazione.

Il ritratto da cui prende avvio questa ricerca è quello di Rita, donna arbëreshë originaria dell’Arbëria calabrese, fotografata nel 2022 a Luján, in Argentina. Come molti arbëreshë che nel dopoguerra hanno attraversato l’oceano, Rita non ha potuto portare con sé beni di valore materiale: dal Meridione italico alle Americhe sono arrivati soprattutto memoria, lingua, gesti e immagini fragili, spesso racchiusi in poche fotografie sbiadite.

L’IA non sostituisce il documento, né la testimonianza umana: interviene come atto di ascolto e restituzione. A partire da tracce minime – fotografie, racconti, ricordi – diventa uno strumento per riattivare visivamente un’identità, dare forma a ciò che non ha mai potuto essere tramandato per intero, e restituire dignità simbolica a una memoria migrante.

In questo progetto l’IA è una protesi della memoria: non inventa una storia, ma aiuta a far emergere quella che rischiava di restare silenziosa.

⤵️DIDASCALIE

1.Ritratto di Rita, Immagine generata con IA
Rita riattraversa il tempo. L’Intelligenza Artificiale ricostruisce ciò che la migrazione ha spezzato: l’abito arbëreshë come corpo simbolico, la memoria come presenza. Un’immagine non documentaria, ma necessaria, che restituisce forma visiva a un’identità tramandata per frammenti.

2. Ritratto reale di Rita
Rita, donna arbëreshë originaria dell’Arbëria calabrese, ritratta a Luján, Argentina, 2022. Nel suo sguardo convivono la diaspora e la permanenza: una vita attraversata dall’oceano, custode silenziosa di una memoria etnica sopravvissuta alla migrazione.

Ho scelto di utilizzare l’Intelligenza Artificiale come strumento di supporto al mio documentario sugli Arbëreshë dell’A...
15/01/2026

Ho scelto di utilizzare l’Intelligenza Artificiale come strumento di supporto al mio documentario sugli Arbëreshë dell’Argentina per colmare uno spazio lasciato dalla storia e dalla migrazione.

Il ritratto da cui prende avvio questa ricerca è quello di Rita, donna arbëreshë originaria dell’Arbëria calabrese, fotografata nel 2022 a Luján, in Argentina. Come molti arbëreshë che nel dopoguerra hanno attraversato l’oceano, Rita non ha potuto portare con sé beni di valore materiale: dal Meridione italico alle Americhe sono arrivati soprattutto memoria, lingua, gesti e immagini fragili, spesso racchiusi in poche fotografie sbiadite.

L’IA non sostituisce il documento, né la testimonianza umana: interviene come atto di ascolto e restituzione. A partire da tracce minime – fotografie, racconti, ricordi – diventa uno strumento per riattivare visivamente un’identità, dare forma a ciò che non ha mai potuto essere tramandato per intero, e restituire dignità simbolica a una memoria migrante.

In questo progetto l’IA è una protesi della memoria: non inventa una storia, ma aiuta a far emergere quella che rischiava di restare silenziosa.

1.Ritratto di Rita, Immagine generata con IA
Rita riattraversa il tempo. L’Intelligenza Artificiale ricostruisce ciò che la migrazione ha spezzato: l’abito arbëreshë come corpo simbolico, la memoria come presenza. Un’immagine non documentaria, ma necessaria, che restituisce forma visiva a un’identità tramandata per frammenti.

2. Ritratto reale di Rita
Rita, donna arbëreshë originaria dell’Arbëria calabrese, ritratta a Luján, Argentina, 2022. Nel suo sguardo convivono la diaspora e la permanenza: una vita attraversata dall’oceano, custode silenziosa di una memoria etnica sopravvissuta alla migrazione.

Back to my Vietnam days with these photographs
12/12/2025

Back to my Vietnam days with these photographs

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