27/08/2026
C’è una cosa che, secondo me, rende il lavoro di un fotografo molto più importante di quanto possa sembrare.
Quando qualcuno ci sceglie per raccontare un giorno importante della propria vita, non ci sta semplicemente chiedendo di fare delle belle foto.
Ci sta affidando un ricordo.
E questa, per me, è una responsabilità enorme.
Perché quel giorno passerà. Passeranno l’agitazione, gli abbracci, le risate, gli sguardi, quella sensazione precisa che si prova quando finalmente realizzi che ce l’hai fatta.
Le fotografie, invece, resteranno.
E se tra qualche anno, guardando uno di questi scatti, riuscirai a sentire anche solo per un secondo quello che sentivi in quel momento, allora per me la fotografia ha fatto esattamente quello che doveva fare.
Siamo tutti capaci di dire “mettiti lì, guardami, sorridi”.
Ma credo che la fotografia più bella inizi proprio quando una persona smette di accorgersi della macchina fotografica.
È lo sguardo verso qualcuno che ami.
È una risata che non avevi preparato.
È quel secondo in cui abbassi gli occhi e realizzi cosa sta succedendo.
È un abbraccio, un respiro, un gesto che probabilmente non ricorderesti nemmeno di aver fatto.
La fotografia, per me, è questo: fermare ciò che non può essere messo in posa.
Perché se attraverso una mia fotografia riesco a farti rivivere, anche a distanza di anni, esattamente l’emozione che hai provato quel giorno…
allora ho vinto tutto.