16/07/2025
“A me piace cercare di dimostrare la complessità di ogni persona”, Pleasure Activism vol. 2, ardenne maree brown
Questa frase è IL MANIFESTO DELLA MIA FOTOGRAFIA.
Come spesso succede, ho trovato le parole giuste in quelle pronunciate o scritte da qualcun altrə; come spesso succede, io vado in cerca di una strada dentro di me ed è l’incontro con le altre persone che me la fa vedere, cristallina, come se fosse sempre stata lì davanti ai miei occhi mentre tentavo di orientarmi in un labirinto di informazioni, pile di pensieri, montagne di dubbi e domande e, lì in mezzo, la risposta piccola piccola a difendersi dalla troppa teoria mentre aspettava di essere trovata.
Sono il gomitolo aggrovigliato, il quadro storto alla parete, i piatti di lavare dopo una giornata difficile, il mal di testa da cervicale, la forza di volontà che non riesce a farcela, sono l’ombra al chiaro di luna. Tu sei:
la mano che lo disfa e lo ri-arrotola, la persona con un DOC che lo raddrizza, l’amica che lascia correte, l’Okitask in abbondanza, la motivazione quando serve (o la comprensione con un abbraccio), il sonno profondo - almeno 7 ore, grazie.
Penso a K., una futura sposa che ho incontrato poco meno di un mese fa e che si è aperta nelle sue riflessioni sul suo matrimonio e la mia fotografia.In pratica:
Andranno bene a braccetto? Saremo così come vediamo nelle tue immagini?
Perché si parla di matrimoni alternativi, ma poi: lo siamo davvero? Non lo siamo?
Gli ingredienti sono - mixa un first look con l’ingresso alla cerimonia a braccetto con il papà; un rito civile in location e una festa f***e; viaggi in giro per il mondo e gli occhi che possano raccontarli; le aspettative e i limiti. Quante cose da tenere in considerazione, vero? Come se si dovesse scegliere una cosa e l’altra, come se dovessimo, potessimo essere una sola scelta.
[continua nel primo commento]