11/01/2020
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La fotografia è un'immagine fissa, statica! Eppure si muove con noi, perché ha la forza della persistenza e attraversa il tempo. Può raccontare storie e contenere emozioni che durano. Come in questo caso...
Camminavo a Milano per viale Giovanni da Cermenate e sono incappato in una strana quanto silenziosa presenza.
Era lì, sguardo perso verso il basso, appoggiato a un palo di fianco ad un bidone dell'immondizia, completamente assorto nei suoi "pensieri". Quel pupazzo, sporco e abbandonato, aveva un'anima tormentata, era carico di note amare e sembrava che avesse proprio deciso di affogare i propri dispiaceri con l'alcool.
Se ne stava lì nell'indifferenza generale.
Nei suoi occhi scuri, contornati dalle pieghe come rughe espressive, riuscivo a percepire la desolazione del tradimento.
Riuscivo ad immaginarmelo quando era nuovo e si sentiva amato e coccolato da quel bambino che poi lo aveva sostituito col nuovo. Erano arrivate le feste e con esse sotto l'albero illuminato anche un nuovo giocattolo. D'un tratto l'attenzione si era spostata, nulla sarebbe stato come prima e lui era solo una vecchia pezza da buttar via.
Un po' come quelle storie che succedono di tanto in tanto anche agli umani quando perdono la persona amata e la vedono andar via con un nuovo amore. Fa specie pensare come la gioia per quel nuovo amore possa crescere sull'ombra del dolore altrui.
Questa fotografia dovrebbe essere uno still life, ma per me è un bellissimo ritratto!
Dati di scatto:
Huawei p10 lite
ISO 80
T. 1/400
Filtro BN