02/04/2026
C’era una volta un bambino di nome Noah, che agli occhi di tutti sembrava normale. Andava a scuola, perdeva i calzini, faceva i capricci e rideva fortissimo per cose che i grandi non capivano.
Ma nessuno sapeva un segreto.
Noah era un supereroe.
Non aveva un mantello vero, anche se a volte usava un asciugamano legato al collo. I suoi poteri erano invisibili, ma potentissimi.
Aveva il potere del coraggio, perché ogni giorno affrontava cose nuove senza sapere come sarebbero andate.
Aveva il potere della fantasia, capace di trasformare il suo letto in una nave pirata e il salotto in una giungla piena di avventure.
Aveva il potere della gentilezza, perché sapeva regalare abbracci che facevano sparire anche le giornate più tristi.
E poi aveva un potere speciale, il più raro di tutti: quello di rialzarsi sempre. Anche dopo una caduta, anche dopo una lacrima.
Un giorno, sua mamma gli chiese:
“Noah, cosa vuoi fare da grande?”
Lui ci pensò un attimo e rispose:
“Io lo sono già.”
E aveva ragione.
Perché ogni bambino, anche senza saperlo, è già un piccolo supereroe.