Riky Cunnigham

Riky Cunnigham Fotografo per passione e per lavoro: sopratutto bambini e persone , di tutte le età.

21/07/2026

Le nostre felicitazioni ad Anastasija Karneeva per la sua nomina a Direttrice esecutiva del Museo Ebraico e del Centro per il Dialogo Interculturale di Mosca.

Anastasija Nikolaevna è assai nota negli ambienti professionali come Commissario del Padiglione della Federazione Russa alla Biennale di Venezia, dove, negli ultimi anni, ha presentato con successo progetti russi e internazionali, tra cui l’ultimo, alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte, attualmente in corso nel capoluogo veneto.

Auguriamo ad Anastasija nuovi successi professionali, ispirazione e progetti di grande rilievo. Siamo certi che, sotto la sua guida, il Museo Ebraico e il Centro per il Dialogo Interculturale di Mosca continueranno a consolidare il proprio ruolo come una delle principali istituzioni culturali della Russia, testimoniando la straordinaria ricchezza culturale e spirituale del nostro Paese, da sempre aperto al dialogo e alla cooperazione. Siamo altresì convinti che Anastasija continuerà, con energia e dedizione ancora maggiori, ad adempiere al ruolo di Commissario del Padiglione della Federazione Russa alla Biennale di Venezia.

Una bella fotografia , per una bellezza Italiana: Marta Bunda eletta Miss Bologna per il concorso di Miss Italia 🤩🥰👍🌹
21/07/2026

Una bella fotografia , per una bellezza Italiana: Marta Bunda eletta Miss Bologna per il concorso di Miss Italia 🤩🥰👍🌹

Marta Bunda, Miss Bologna 2026: la ragazza che ha vinto un concorso di bellezza e perso, secondo alcuni, il diritto di essere italiana

Ve lo dico subito, prima ancora di iniziare: la ragazza che vedete in copertina non è un identikit, non è un simbolo, non è un caso da talk show. È , 24 anni, e da domenica scorsa è ufficialmente Miss Bologna 2026. Poi, come sempre da queste parti, arriva anche il resto.
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🎀 CHI È MARTA BUNDA
Marta Bunda nasce a Imola 24 anni fa, da una famiglia di origini congolesi 🇨🇩. Cresce in Emilia-Romagna, si forma qui, vive qui, e domenica scorsa si presenta alla selezione provinciale di Miss Bologna, tappa territoriale del concorso di Miss Italia. Non è una comparsa arrivata dal nulla: supera le selezioni, convince la giuria, e si aggiudica la fascia che la qualifica per le finali regionali di Miss Italia in Emilia-Romagna. Un percorso identico a quello di centinaia di ragazze italiane che ogni anno provano a mettersi in gioco in un concorso che, piaccia o no, fa parte della tradizione pop di questo paese da settant'anni. Sui social, dopo la vittoria, sceglie la strada del silenzio verso gli insulti e della gratitudine verso chi le scrive parole di sostegno: "Grazie per i bellissimi messaggi, sto cercando di rispondere a tutti". Poche righe, misurate, quelle di chi ha già capito che non vale la pena rispondere a chi non merita risposta.
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📰 I FATTI
La gioia per l'incoronazione dura, appunto, il tempo di un weekend. Poi, sotto ai post ufficiali del concorso, si scatena quello che il Corriere di Bologna e diverse altre testate hanno documentato come un vero e proprio diluvio di insulti razzisti: "Non c'è niente di bolognese, niente di italiano in quei tratti", "votata solo perché scura, l'Emilia di sinistra funziona così", fino a perle come "Bologna elegge Miss Sostituzione Etnica 2026" o citazioni storiche improbabili su presunti "bolognesi ridotti in schiavitù" nel 1441. Roba che definire imbarazzante è, come al solito, un atto di generosità.

A commentare la vicenda è Marco Pellegrini, che il concorso lo organizza dal 1989: ricorda che già nel 1996 la fascia era andata a Denny Mendez, prima Miss Italia di origine non italiana, e confessa che sentire "ancora queste cose" trent'anni dopo gli procura una grande tristezza. Molti dei commenti peggiori, dice, li ha dovuti cancellare personalmente.
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🐑 LE RIFLESSIONI DELLA PECORA
Qualche giorno fa vi ho raccontato la storia di , sedici anni, record europeo under 18 nei 100 metri, e del solito, puntuale "filtro della lavastoviglie" che si attiva sotto ogni suo trionfo. Ecco, non pensavo di doverlo ti**re fuori di nuovo così presto, ma qui siamo punto e a capo, cambiano solo la disciplina e il body di gara: da una pista d'atletica a una passerella, il copione resta identico. Se ve lo siete perso, o se volete rileggerlo prima di continuare, lo trovate qui.

E qui viene il punto che continuo a ripetere, piano, come si fa con chi proprio non vuole sentire: l'"italiano puro" evocato nei commenti sotto la foto di Marta non è mai esistito in nessun momento della storia di questo paese. Bologna, in particolare, è una città che nei secoli ha ospitato mercanti, studenti e migranti da mezza Europa e mezzo Mediterraneo grazie alla sua università, la più antica del mondo occidentale. Chi si erge a custode dei "tratti bolognesi doc" dovrebbe prima farsi un giro nei registri anagrafici della città che dice di difendere.

Il dato che mi fa più riflettere, però, è la distanza tra Kelly e Marta: un'atleta di sedici anni che polverizza record europei e una miss di ventiquattro che vince una selezione provinciale. Contesti diversissimi, età diverse, discipline agli antipodi. Eppure il minuto di odio che parte è sempre lo stesso, tale e quale, come se esistesse un copione già scritto pronto a essere incollato sotto qualunque foto di una donna italiana con la pelle scura. Non è più nemmeno una questione di cosa fai o di quanto vali: è una questione di come sei nata, ed è esattamente questo il problema.

Marta Bunda, va detto, sta gestendo la cosa con una compostezza che a ventiquattro anni non è affatto scontata: ignora gli insulti, ringrazia chi la sostiene, e va avanti verso le finali regionali. Forse la risposta migliore, alla fine, è proprio questa: continuare a vincere, mentre il resto d'Italia decide se essere all'altezza di lei o no.

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🐑 ✍️ Anche la Pecora pensa
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📌 Fonti
✅ • Ansa.it — Offese razziste a Miss Bologna, "persone senza umanità"
✅ • Fanpage.it — Marta Bunda eletta Miss Bologna 2026, sui social commenti e insulti razzisti: "Non sarai mai italiana"
✅ • Il Resto del Carlino — Marta vince Miss Bologna e sui social si scatenano gli insulti razzisti
✅ • Il Messaggero — Miss Bologna 2026, chi è Marta Bunda ricoperta da insulti razzisti
✅ • Tgcom24 — Miss Bologna 2026, offese razziste sui social per il colore della sua pelle
✅ • Leggo.it — Miss Bologna 2026 ricoperta da insulti razzisti
✅ • Giornale di Sicilia — Bologna, offese razziste sui social alla Miss: ha vinto solo perché è nera
✅ • Il Giornale d'Italia — Miss Bologna 2026, 25enne congolese Marta Bunda la vincitrice, le reazioni

15/07/2026

Ecco…questi sono i forzati delle vacanze , che usano e gettano il loro tempo ed il denaro : si perché non lo hanno guadagnato prima di spenderlo, lo prendono in prestito !

Quando raccontare per immagini era” vitale per la sopravvivenza “ e la fotografia era il mezzo più immediato: più effica...
24/06/2026

Quando raccontare per immagini era” vitale per la sopravvivenza “ e la fotografia era il mezzo più immediato: più efficace!

Questa fotografia sembra mostrare un semplice gesto tra una madre e suo figlio. In realtà fu scattata durante una delle crisi alimentari più dure vissute dalle comunità Inuit del Canada settentrionale.

L'immagine venne realizzata intorno al febbraio del 1950 dal fotografo Richard Harrington nei pressi di Padlei, una remota comunità dell'entroterra dell'attuale Nunavut.

La donna ritratta si chiamava Padluk. Nella fotografia avvicina il volto a quello di uno dei suoi quattro figli. Entrambi indossano abiti di pelle consumati dall'uso e dal clima estremo.

Dietro quella scena si nascondeva una situazione molto difficile.

In quegli anni, molte famiglie Inuit della regione dipendevano quasi interamente dai caribù per la propria sopravvivenza. Gli animali fornivano carne per l'alimentazione, pelli per l'abbigliamento e materiali utilizzati nella vita quotidiana.

Poi la situazione cambiò.

Le mandrie iniziarono a non comparire più nei luoghi e nei periodi abituali. Senza sufficienti riserve alimentari per affrontare l'inverno e con pochissime alternative disponibili, numerose comunità si trovarono ad affrontare la fame.

L'isolamento geografico aggravava ulteriormente la situazione. Le grandi distanze, le temperature estreme e la mancanza di collegamenti rendevano difficile l'arrivo di aiuti esterni.

Quando Harrington raggiunse la zona, trovò una popolazione già provata da mesi di privazioni. Nei suoi appunti descrisse famiglie in difficoltà, cacciatori indeboliti dalla mancanza di cibo e comunità che cercavano di resistere con le poche risorse rimaste.

Le sue fotografie documentarono quel periodo, mostrando al resto del Paese una realtà poco conosciuta.

La crisi provocò numerose vittime tra le popolazioni Inuit dell'entroterra. Negli anni successivi si aprì anche un dibattito sulle responsabilità della situazione e sulle decisioni adottate dalle autorità. Alcune politiche portarono al trasferimento di molte famiglie verso insediamenti permanenti, cambiando profondamente il loro modo di vivere e il rapporto con il territorio.

Tra tutte le immagini realizzate da Harrington, quella di Padluk e di suo figlio è diventata una delle più conosciute.

Non mostra soltanto una madre insieme al proprio figlio.

Mostra una famiglia che affronta una crisi di sopravvivenza e una donna che continua a prendersi cura dei propri figli in un periodo segnato dall'incertezza. Un momento quotidiano, catturato in una situazione straordinariamente difficile, che ancora oggi racconta una pagina poco conosciuta della storia del Nord canadese.

21/06/2026

Indirizzo

Murano

Telefono

+393384481519

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