Padova in foto

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Ci sono sere in cui non serve andare lontano per sentirsi bene. Basta una piazza, qualche tavolino, il profumo della men...
16/09/2026

Ci sono sere in cui non serve andare lontano per sentirsi bene. Basta una piazza, qualche tavolino, il profumo della menta nell’aria e quel rosso dello spritz che accompagna le chiacchiere mentre il giorno piano piano si spegne. In Piazza dei Signori la sera arriva così, con naturalezza, lasciando ancora un po’ di luce sul cielo e avvolgendo lentamente la piazza, mentre la Torre dell’Orologio domina la scena con la sua inconfondibile presenza. Tra una chiacchiera e un brindisi, ci si ritrova a vivere uno di quei momenti che vorremmo non finissero mai, quando la piazza si riempie di vita e la serata sembra avere tutto un altro sapore. E allora lasciamo che questa piazza ci regali ancora qualche momento prima che arrivi la notte. Da Piazza dei Signori, buona serata a tutti voi. ❤️

Foto di Oliver

Ci sono affreschi che riescono a raccontare una storia intera con un solo sguardo, e la Crocifissione di Altichiero da Z...
16/09/2026

Ci sono affreschi che riescono a raccontare una storia intera con un solo sguardo, e la Crocifissione di Altichiero da Zevio è sicuramente uno di questi. Realizzata tra il 1379 e il 1384 nell'Oratorio di San Giorgio, questa grande scena colpisce per la quantità di particolari e per le emozioni che riesce ancora oggi a trasmettere.
Al centro c'è Cristo sulla croce, circondato dagli angeli che partecipano al dolore della Passione. Poco più in basso, sulla sinistra, le Pie Donne sorreggono la Vergine Maria, sopraffatta dal dolore, mentre Maria Maddalena si china verso di lei. Dall'altra parte, invece, troviamo una folla di soldati e cavalieri con armature, lance, scudi e cavalli, dipinti con una cura sorprendente. È proprio questo contrasto a rendere così particolare la scena: da una parte il dolore di Maria e delle donne, dall'altra il movimento della folla e dei soldati, mentre al centro tutto conduce verso la figura di Cristo.
Basta osservare l'affresco con un po' di attenzione per scoprire continuamente un volto, un gesto o un piccolo dettaglio che racconta qualcosa. Un'autentica meraviglia della pittura padovana del Trecento, oggi parte di Padova Urbs Picta - Patrimonio Mondieale dell'Unesco.

Ci sono mattine in cui Padova sembra avere un modo tutto suo di dare il buongiorno. Lungo il fiume, le prime luci del gi...
16/09/2026

Ci sono mattine in cui Padova sembra avere un modo tutto suo di dare il buongiorno. Lungo il fiume, le prime luci del giorno sfiorano le facciate colorate delle case e fanno risaltare quelle tonalità calde che, riflesse sull’acqua, regalano alla scena un’atmosfera davvero speciale. La città è ancora raccolta nel suo risveglio, mentre dalle finestre e dai vicoli cominciano ad arrivare i primi profumi del mattino. È uno di quegli scorci semplici che non hanno bisogno di molto per conquistare lo sguardo e ricordarci quanto possa essere bella Padova nelle sue piccole cose.
Buongiorno a tutti, con l’augurio di una giornata piena di belle sorprese.😍

Ponte Molino
Foto di Valentina Conte

Nel cuore della notte, un raggio di luce attraversa l’oscurità del chiostro del Beato Luca Belludi e si posa sul bronzo ...
15/09/2026

Nel cuore della notte, un raggio di luce attraversa l’oscurità del chiostro del Beato Luca Belludi e si posa sul bronzo di Sant’Antonio, facendo risplendere questo meraviglioso capolavoro di Lorenzo Quinn. Attorno, la quiete ha preso il posto del brusio dei pellegrini e la luce, scivolando sulla statua, ne mette in risalto ogni forma, regalando alla scena un’atmosfera davvero speciale.
Sant’Antonio stringe la mano al Bambino Gesù, sospeso tra cielo e terra, e proprio in quel gesto così semplice e intenso sembra racchiudersi tutta la forza dell’opera: un legame fatto di fiducia, amore e protezione, che attraversa il buio e arriva dritto al cuore. E mentre la notte avvolge lentamente il chiostro, lasciamo che sia questa luce a tenerci compagnia ancora per un momento.
Da Padova, un pensiero sereno e una dolce buonanotte a tutti voi, sotto lo sguardo di Sant’Antonio. 🙏

Foto di Attilio Melato

Le prime luci della sera iniziano ad accendersi in Piazza dei Signori e, mentre il cielo si colora delle sfumature dell’...
15/09/2026

Le prime luci della sera iniziano ad accendersi in Piazza dei Signori e, mentre il cielo si colora delle sfumature dell’ora blu, la piazza si prepara a vivere un’altra delle sue serate. Sullo sfondo la chiesa di San Clemente, con la sua facciata che accompagna questo scorcio così familiare e così padovano. È uno di quei momenti in cui basta guardarsi intorno per ritrovare tutta la bellezza semplice del nostro centro storico.

Foto di Oliver

Se vi trovate a passeggiare nella piazza più grande d’Italia, fermatevi un momento prima di attraversare i ponti verso l...
15/09/2026

Se vi trovate a passeggiare nella piazza più grande d’Italia, fermatevi un momento prima di attraversare i ponti verso l’Isola Memmia. Proprio all’inizio dell’anello esterno vi accoglierà una figura imponente, accompagnata da un piccolo genio alato: è la statua numero uno, dedicata ad Antonio Diedo. Una figura che magari abbiamo incontrato tante volte con lo sguardo, senza conoscerne la storia. Nato in una nobile famiglia veneziana, Antonio Diedo fu un importante architetto e protagonista del rinnovamento edilizio tra l’età napoleonica e quella austriaca. Si occupò della costruzione di numerose chiese nel Veneto e di tanti altri progetti che ancora oggi raccontano la sua attività. La sua passione per l’architettura nacque presto: da giovane frequentò il collegio nobiliare del Seminario di Padova, dove ricevette una formazione umanistica. Fu poi il figlio Angelo Diego, durante il suo capitanato a Padova, a contribuire alle nuove sistemazioni del Prato della Valle e a promuovere, insieme a Tiso Camposampiero e Alberto Zacco, la realizzazione di questa statua. A scolpirla fu il padovano Felice Chiereghin, che la completò nel 1795. Antonio Diedo ci appare con il suo abito patrizio e accanto a lui una figura alata, con la tromba, sembra celebrarne le virtù. Nella mano destra tiene una carta, quasi a ricordare il suo impegno nelle leggi e nei regolamenti, mentre con l’altra raccoglie il lembo della toga. Ma c’è un particolare della sua storia che lega ancora più profondamente questa statua alle vicende del Prato: arrivò qui dopo la rimozione della precedente statua dedicata al doge Marcantonio Memmo, abbattuta dalle truppe francesi durante l’occupazione del 1797. E così, proprio da questo primo incontro, possiamo cominciare a conoscere le tante figure che accompagnano il grande anello del Prato della Valle, ognuna con un nome, una storia e un piccolo pezzo della memoria di Padova.

Foto di Alessia Valentinetti

Oggi ci troviamo in Piazza Petrarca, un angolo raccolto e accogliente del centro storico dove lo sguardo viene subito ca...
15/09/2026

Oggi ci troviamo in Piazza Petrarca, un angolo raccolto e accogliente del centro storico dove lo sguardo viene subito catturato dalla maestosità della Basilica del Carmine, una delle grandi testimonianze della storia religiosa e artistica di Padova. Considerata la quarta basilica della nostra città, custodisce un patrimonio di arte e devozione che merita di essere scoperto con calma.
A renderla immediatamente riconoscibile è la sua imponente facciata settecentesca in mattoni a vista, che con il suo carattere sobrio e deciso conserva tutto il fascino delle antiche architetture padovane. Basta avvicinarsi all'ingresso principale per ammirare il monumentale portale, sormontato da un elegante timpano sul quale spiccano tre splendide statue realizzate nel 1736 dallo scultore Giovanni Bonazza.
Ma la meraviglia non si ferma all'esterno: varcando la soglia si apre un prezioso scrigno d'arte, con cappelle affrescate, solenni altari e numerose opere che raccontano secoli di fede, cultura e storia della nostra città. Un luogo che forse non tutti conoscono, ma che custodisce bellezze capaci di sorprendere chiunque scelga di scoprirle. La Basilica del Carmine è una delle tante meraviglie di Padova che vi consigliamo di visitare, lasciandovi accompagnare dalla sua storia e da quei particolari che, ancora oggi, continuano a raccontare l'anima più autentica della nostra città.

Foto di Maria Concetta Distefano

Sono le ultime serate d’estate e quale occasione migliore per concedersi una buona pizza in una delle piazze più belle d...
14/09/2026

Sono le ultime serate d’estate e quale occasione migliore per concedersi una buona pizza in una delle piazze più belle del centro storico, Piazza dei Signori.
Un tavolo all’aperto, gli amici, qualche chiacchiera, una risata e una birra fresca… e poi, quasi senza accorgercene, il cielo comincia a cambiare colore e un delicato tramonto si affaccia sulla piazza, regalando alla serata quel tocco in più che la rende ancora più speciale. Perché a Padova anche una semplice serata tra amici può trasformarsi in un ricordo da portare con sé. ❤️

Foto di Francesco Cavagna

Ci sono facciate storiche nel cuore di Padova che catturano lo sguardo per la loro particolare bellezza, piccoli dettagl...
14/09/2026

Ci sono facciate storiche nel cuore di Padova che catturano lo sguardo per la loro particolare bellezza, piccoli dettagli che magari sfuggono a chi attraversa la città ogni giorno, ma che sanno regalare scorci davvero sorprendenti. Come questa finestra affacciata su Piazza Capitaniato, racchiusa in una cornice naturale di glicine, con le persiane verde scuro accostate e scolorite dal sole e quel piccolo balconcino adornato di fioriere che sembra quasi uscito da un angolo di Parigi. Un piccolo capolavoro di poesia urbana, discreto e autentico, che racconta Padova anche attraverso i suoi dettagli più semplici.
Qui, un tempo, batteva il cuore della maestosa Reggia Carrarese; oggi, tra questi stessi edifici, si respira il vivace viavai degli studenti diretti all’Università. È anche attraverso scorci come questo che Piazza Capitaniato conserva il suo fascino, perché a volte basta una finestra, un po’ di verde e una facciata vissuta dal tempo per scoprire un volto della città che merita di essere guardato con occhi nuovi. 🙂

Foto di Linda Holtz Pye

Passeggiando nel cuore di Padova può capitare di arrivare davanti a un luogo che, a prima vista, sembra soltanto un picc...
14/09/2026

Passeggiando nel cuore di Padova può capitare di arrivare davanti a un luogo che, a prima vista, sembra soltanto un piccolo angolo della città, ma che in realtà racchiude una storia straordinaria. È la Conca delle Porte Contarine, una delle testimonianze più affascinanti dell’antico rapporto tra Padova e le sue vie d’acqua.
Costruita dai veneziani nel 1526, durante il governo del podestà Contarini, permetteva alle imbarcazioni di superare il dislivello tra il Naviglio Interno e il Piovego, lungo un percorso che collegava Padova a Este, Monselice, Vicenza e Venezia. Qui un tempo transitavano barche cariche di merci, uomini e racconti, facendo dell’acqua una vera via di collegamento con il territorio e con la laguna. A ricordare quella vita sono ancora oggi le antiche lapidi sul ponte di via Giotto, dove sono riportate le tariffe che le diverse imbarcazioni dovevano pagare e le testimonianze dei restauri avvenuti nel Settecento.
Poco distante, l’Oratorio della Beata Vergine, costruito nel 1723 e dedicato alla Madonna dei Barcari, conserva il legame con la devozione di chi viveva lungo queste vie d’acqua. E poi c’è un episodio che rende ancora più particolare la storia di questo luogo: nel 1900 la forza dell’acqua della Conca venne utilizzata per accendere le prime lampadine elettriche di Padova, trasformando un’antica opera idraulica in un simbolo della modernità che avanzava. Oggi basta osservare questo angolo con un po’ di attenzione per scoprire quanto sia grande la storia che può nascondersi in uno dei luoghi meno appariscenti della nostra città.

Foto di Alice Barsotti

Indirizzo

Prato Della Valle
Padua
35123

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