21/02/2023
Vivian Gornick sta vivendo uno di quei strani momenti che a volte si presentano, nella letteratura e nella vita: un grande successo tardivo. "Oggi è impossibile fare grande letteratura partendo dall'amore romantico. Un tempo l'amore era considerato, sotto molti aspetti, una grande metafora della condizione umana. Oggi non lo si considera né lo si vive più come un tempo, quando non esisteva il divorzio e le decisioni venivano prese nell'ignoranza. Oggi non si potrebbero più scrivere Anna Karenina o Madame Bovary. Sappiamo che l'amore romantico non rappresenta la salvezza".
Gornick considera l'amore una grande necessità: "L'amore è uno dei modi principali che abbiamo per sentirci vivi. Ma lo è anche il lavoro. Sono i due grandi elementi che ci fanno stare bene. Come ha detto Freud, la vita è lavoro e amore, in quest'ordine. Non amore e lavoro".
E continua: "Il femminismo mi ha fatto capire che il sesso femminile non veniva preso sul serio e nemmeno si prendeva sul serio. Io mi sono lasciata trasportare, mi sono sposata e ho divorziato due volte, non sapevo che cosa stavo facendo. Poi il femminismo ha preso piede con forza a New York e ha dato impulso a molte donne come me, donne istruite e intelligenti che non avevano uno scopo, una coscienza: da noi, tutti si aspettavano solo che ci sposassimo e avessimo dei figli. Quella prospettiva mi rendeva infelice: matrimonio, figli, amore, sesso, uomini e basta. Volevo qualcos'altro. E il femminismo, quando è arrivato, ci ha aiutate a capirci. Non so che cosa sarebbe stato di me se il femminismo non fosse entrato nel mio mondo".
Su Repubblica l'intervista completa di Berna Gonzalez Harbour