Chiara Pavanati Digital Atelier

Chiara Pavanati Digital Atelier 🦚 Digital Atelier | Arte e Tecnologia
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🎩 Artista & Informatica
🏅 Eyeshot '25 Finalist
💌 DM "ISO" per collaborazioni

🎓 Essere presente alla tua laurea, con la mia fotocamera, è stato un privilegio bellissimo 📷Le fotografie sono il dono p...
14/04/2026

🎓 Essere presente alla tua laurea, con la mia fotocamera, è stato un privilegio bellissimo 📷

Le fotografie sono il dono più grande che possiamo farci, quello di rivivere per sempre certi istanti, certi sorrisi, certe emozioni. Ed è proprio questo il grande e magico potere della fotografia.

I fotografi dipingono con la luce ciò che il cuore vuole portare con sé per sempre. È una grande responsabilità, ma qualcosa di profondamente emozionante, ogni volta.

Grazie Caterina per avermi scelta per raccontare il tuo giorno più bello e congratulazioni ancora per questo grande traguardo.

▶️ Se anche tu vuoi la tua fotografa personale per il giorno della tua laurea, scrivimi, sarà un onore esserci!

Che emozione consegnare l'attestato ad un giovane e talentuoso apprendista fotografo! 🎩Elia ha completato il percorso di...
08/04/2026

Che emozione consegnare l'attestato ad un giovane e talentuoso apprendista fotografo! 🎩

Elia ha completato il percorso di Fotografia Base Individuale che abbiamo iniziato insieme in autunno, ed è stato straordinario seguire la sua crescita.

In queste lezioni teoriche e pratiche abbiamo esplorato insieme i segreti della fotografia: partendo dalla sua invenzione e storia, all'uso della fotocamera e l'inquadratura, passando per composizione, luce naturale e profondità di campo, fino ai generi fotografici e alla fotografia artistica e creativa. Ma non è stato solo studio teorico: abbiamo concluso questa avventura con un'uscita fotografica vera, progettando, selezionando e creando il progetto finale di racconto visivo che ha dato origine ad un interessante album fotografico.

Quello che mi ha colpito di più è stata la sua autenticità, la curiosità che brillava sempre nei suoi occhi, l'impegno costante in ogni lezione, la passione genuina per questo meraviglioso linguaggio visivo. Insieme abbiamo capito che la fotografia non è solo tecnica, ma è un modo per raccontare il mondo e sé stessi.

Come si dice tra noi fotografi: Buona luce Elia! Complimenti per questo tuo percorso e un augurio che la passione per la fotografia colori sempre la tua vita!

Metaphorical Street Photography 📕Questo libro nasce dal mio modo personale di osservare e fotografare il mondo.Camminand...
01/04/2026

Metaphorical Street Photography 📕

Questo libro nasce dal mio modo personale di osservare e fotografare il mondo.

Camminando per strada cerco immagini che vadano oltre la semplice documentazione, piccoli frammenti urbani che diventano metafore di vita.

Nel tempo queste fotografie (oltre 100) si sono accumulate fino a trasformarsi in qualcosa di più di una semplice serie di scatti, dando origine a un racconto visivo che ho deciso di raccogliere in un libro.

Al momento esiste in un unico esemplare, conservato nel mio archivio personale, un modo tangibile per dare una forma fisica al mio progetto di Street Photography.

In questo carosello vi lascio sfogliare alcune pagine.

▶️ Vi piace l’idea di trasformare un progetto fotografico in un libro?

La mia fotografia “The Illusion of Freedom” nel libro di Eyeshot Open Call 2025 ✈️Sono finalmente arrivati i libri che h...
07/03/2026

La mia fotografia “The Illusion of Freedom” nel libro di Eyeshot Open Call 2025 ✈️

Sono finalmente arrivati i libri che ho ordinato da Eyeshot e sfogliare queste pagine sapendo che tra le immagini selezionate c’è anche la mia è un’emozione molto grande e difficile da descrivere.

La fotografia è stata scelta come finalista nella categoria Single Image tra oltre 20.000 immagini inviate da fotografi di tutto il mondo e selezionata da una giuria internazionale straordinaria composta da Bill Shapiro (LIFE Magazine), Ami Vitale (National Geographic), Darcy Padilla, Richard Kalvar e Jacob Aue Sobol (Magnum Photos), Marco Savarese e Lucrezia Bonarota (Eyeshot).

Questo scatto è nato quasi per caso vicino all’aeroporto di Bologna, ero con alcuni amici a guardare gli aerei decollare e avevo con me solo lo smartphone. In quell’istante l’aereo sembrava intrappolato dentro il filo spinato. Un’immagine che mi ha fatto pensare a quanto spesso crediamo di essere liberi, per poi scoprire che la nostra libertà è attraversata da barriere invisibili.

Sfogliando il carosello potete vedere il libro, la pagina con la mia fotografia e alcuni dettagli di questa bellissima e pregiata pubblicazione di Eyeshot, in edizione limitata.

Sono davvero felice e grata di far parte di questo volume !

06/03/2026

Il mercatino dell'usato non può diventare una gioielleria 💰

Il senso dei mercatini era dare nuova vita agli oggetti a prezzi accessibili, invece che buttarli.

Negli ultimi anni però sembra cambiato qualcosa, con la moda del vintage i prezzi sono saliti tantissimo.

Oggi capita di trovare macchine fotografiche vecchie, arrugginite o non testate a prezzi quasi uguali a quelli dei negozi di fotografia, con la differenza che lì hai garanzia e controllo del funzionamento.

L'impressione è che alcuni mercatini abbiano trasformato il vintage in un'etichetta che giustifica qualsiasi prezzo.

E così che quello che era un luogo di scoperta, riciclo e accessibilità rischia di diventare solo un altro business che gioca con la nostra nostalgia.

✏️ Succede anche nella vostra zona? Avete mai trovato prezzi assurdi nei mercatini dell'usato?

« Living Ornaments »Metà gennaio, Villanova di Castenaso. Una di quelle giornate invernali dove il freddo è tagliente ma...
04/03/2026

« Living Ornaments »

Metà gennaio, Villanova di Castenaso. Una di quelle giornate invernali dove il freddo è tagliente ma il cielo è di un azzurro così puro che sembra quasi dipinto.

Il complesso commerciale brulica di persone che corrono da una vetrina all'altra, ma io come sempre ho lo sguardo rivolto verso l'alto.

E la vedo, una cornacchia grigia posata sul bordo del tetto, le zampette delicate appoggiate proprio sui fili delle luminarie natalizie che nessuno ha ancora smontato. Un ornamento vivente che ha scelto di decorare la nostra città con la sua presenza.

Queste incredibili creature si sono adattate ai nostri spazi urbani con una disinvoltura che ci dovrebbe far riflettere. Non chiedono il permesso di esistere nei nostri contesti urbani e non si scusano per aver trasformato i nostri tetti nei loro territori. Semplicemente vivono, quasi indisturbate, perfettamente a loro agio in un mondo che non è stato progettato per loro.

Mi diverte sempre trovarle nei punti esatti delle geometrie urbane, come se conoscessero le regole della composizione fotografica meglio di noi. Un tetto, un filo, un angolo preciso: loro sono sempre lì, nel posto giusto, completando inconsapevolmente le nostre architetture con la loro grazia selvatica.

Quasi nessun essere umano se ne preoccupa. Tutti passano sotto senza alzare mai lo sguardo, concentrati sui loro acquisti, sui loro obiettivi terrestri. Ma io le vedo, sempre. E segretamente sono innamorata di loro, di questa loro capacità di trasformare il grigio urbano in poesia spontanea.

Per questo continuo a dedicargli tante fotografie, perché mi ricordano che la vera bellezza non si compra nei negozi, ma si posa leggera sui nostri tetti e ci osserva dall'alto, libera e incurante delle nostre frenesie quotidiane.

💭 E voi alzate mai lo sguardo verso l'alto per vedere chi sono i veri abitanti silenziosi delle nostre città?

🇮🇹 Ornamenti viventi
📷 Panasonic Lumix TZ99
▶️ chiarapavanati.com

03/03/2026

Vi ricordate la foto-astronave degli studi medici anni '80? Oggi l'ho testata per voi come promesso! 🛸

Scattare con l'ACMEL M-165 è un'esperienza che mescola precisione chirurgica e magia analogica pura.

I due raggi rossi a collimazione si incrociano sul soggetto come un sistema di puntamento sci-fi e quando si allineano perfettamente sai che è il momento di premere quel pulsante rosso gigante.

Il ring light esplode eliminando ogni ombra, mentre la lente macro entra nei dettagli con una nitidezza "clinica" che rivela texture invisibili all'occhio n**o.

Poi arriva l'attesa, quei minuti infiniti in cui la pellicola Polaroid 600 si sviluppa, trasformando oggetti comuni in dettagli quasi alieni, illuminati da quella luce circolare perfetta.

Non è una fotocamera facile, distanza di messa a fuoco fissa e millimetrica, nessun mirino e nessun margine di errore, o sei nel punto esatto o la foto risulterà sfocata.

Ma quando la chimica fa il suo corso e l'immagine appare, la soddisfazione è totale.

Siamo abituati alla morbidezza sognante e nostalgica dell'istantanea, ma qui ogni scatto è metà fotografia e metà scienza.

Una macchina nata per documentare in contesti medici, oggi ci regala un'estetica unica e ci fa vivere la magia della Macro Photography istantanea.

Dopo 40 anni funziona ancora perfettamente, figlia di un'ingegneria giapponese destinata a durare nel tempo.

💬 Cosa vi affascina di più: la precisione millimetrica o l'estetica retrò-futuristica?

« Locker »Bologna, Meraville. Nel buio del parcheggio, questa parete di armadietti colorati illumina la notte con i suoi...
03/03/2026

« Locker »

Bologna, Meraville. Nel buio del parcheggio, questa parete di armadietti colorati illumina la notte con i suoi tre colori accesi: verde, bianco e arancio.

Una figura incappucciata in attesa che uno sportellino si apra con un clic automatico. Se avessi visto questa scena da bambina, avrei pensato a un portale spaziale, a un film di fantascienza, a qualcosa di futuristico.

Oggi questo rappresenta la normalità. Desideriamo qualcosa, facciamo un click, e poco tempo dopo, come per magia, l'oggetto si materializza dietro uno sportellino che si apre per noi in automatico.

Il futuro che abbiamo sempre immaginato è qui, nascosto tra le automobili parcheggiate e i carrelli della spesa ed è incredibile, comodo e magico, ma mi chiedo: dove è finita l'attesa?

Quella sensazione sottile di aspettare qualcosa con pazienza, di guadagnarselo, di contare i giorni, di condividere l'emozione dell'arrivo. Forse abbiamo barattato la magia dell'attesa con la soddisfazione dell'immediato ma l'immediato brucia in fretta.

Appena lo sportello si apre e prendiamo il pacco, il desiderio è già svanito, sostituito dalla voglia di qualcos'altro, in un ciclo infinito di brevi soddisfazioni che non ci saziano mai per davvero. Un portale dei desideri che è anche uno specchio del nostro vuoto interiore.

Nel buio di quella notte bolognese, questo locker mi è sembrato come un altare moderno dedicato al "tutto e subito". Un monumento luminoso alla nostra impazienza contemporanea.

E voi ricordate ancora l'ultima volta che avete ricevuto qualcosa di profondamente desiderato e atteso per molto tempo?

🇮🇹 Armadietto
📷 Fujifilm GFX100S II
▶️ chiarapavanati.com

27/02/2026

Sembra caduta da una navicella spaziale 🛸

Invece questa astronave bianca volava negli studi medici degli anni '80.

È la Medical Close-Up Camera ACMEL M-165 (1982).

Impugnature ergonomiche, pulsanti rossi giganti: perfetta per essere utilizzata anche con i guanti chirurgici.

Ring light integrato. Luce uniforme a 360 gradi, zero ombre e zero angoli morti.

Due raggi rossi luminosi a collimazione aiutano a inquadrare e mettere a fuoco con precisione millimetrica, incrociandosi esattamente sul punto da documentare.

Dentro ai manici si nascondono 4 grandi batterie di tipo C che alimentano questo sistema di illuminazione quasi alieno.

Sul retro troviamo accensione, luminosità, indicatore di pellicola vuota e di flash pronto, presa per comando di scatto remoto e alimentatore esterno.

Il colpo di scena? Il dorso permette di utilizzarla ancora oggi con pellicole di tipo Polaroid 600.

Una macchina rara e incredibile, costruita in Giappone e prodotta in poche unità, con cui catturare anche i dettagli più piccoli che sfuggono all'occhio umano.

Mi affascina questo strumento progettato per funzioni mediche che oggi ammiriamo per la sua estetica retrò ma futuristica.

📽️ Nel prossimo reel vi porto con me a testarla per la Macro Photography.

💬 E voi, la conoscevate? Cosa vi affascina di più: il design spaziale o il fatto che possa ancora scattare dopo 40 anni?

« Windows and Stories »Porto Garibaldi, Comacchio. Un muro di mattoni grigi che separa la strada dal lungomare. Per la m...
26/02/2026

« Windows and Stories »

Porto Garibaldi, Comacchio. Un muro di mattoni grigi che separa la strada dal lungomare. Per la maggior parte delle persone si tratta solo di un ostacolo e di una barriera di cemento che blocca la vista.

Ma io mi sono fermata e ho scoperto due finestre circolari perfette, due oblò aperti su mondi paralleli.

Dalla prima, un signore che passeggia tranquillo sul lungomare, incorniciato come in un ritratto rubato al tempo. Dalla seconda, una grande rete da pesca sospesa e silenziosa, testimone di un ritmo più lento.

Due cerchi, due vite, un'unica composizione casuale che la realtà di quell'istante ha deciso di regalarmi.

È questo che amo della street photography, la caccia a queste scene nascoste che trasformano il grigio della routine quotidiana in un'intrigante favola urbana.

Camminiamo sempre di fretta, immersi nella nostra routine e ci perdiamo questi piccoli miracoli di geometria e istanti di vita che accadono proprio sotto i nostri occhi.

Basta fermarsi, abbassarsi, cercare l'allineamento giusto e improvvisamente quel muro anonimo diventa una doppia cornice che ha il potere di raccontare due storie parallele.

La fotografia mi ha insegnato che la magia non sta nelle cose straordinarie, ma nella capacità di vedere quelle ordinarie da angolazioni impossibili.

Ogni muro può nascondere una finestra e ogni ostacolo può diventare una bellissima cornice.

E voi avete finestrelle tutte vostre che usate per guardare oltre il grigio della routine?

🇮🇹 Finestre e storie
📷 Fujifilm GFX100S II
▶️ chiarapavanati.com

26/02/2026

E se la fotografia non fosse mai verità? 💡

Nietzsche ci lancia una provocazione radicale: "Non esistono fatti, ma solo interpretazioni."

Quello che chiamiamo realtà è sempre filtrato dal nostro sguardo, dalla nostra storia, dal nostro corpo, dal nostro modo di stare al mondo.

La fotografia viene spesso percepita come prova, come testimonianza oggettiva, ma secondo il prospettivismo di Nietzsche anche ogni immagine resta sempre e solo un punto di vista.

Quando fotografiamo non stiamo mostrando come stanno le cose, stiamo mostrando come le vediamo noi e ogni scelta (dove ci posizioniamo, cosa includiamo e cosa lasciamo fuori) è già un'interpretazione del mondo.

Nietzsche ci invita a smettere di cercare un'unica immagine vera e ad accettare la molteplicità degli sguardi e delle interpretazioni.

Forse alla fine la forza della fotografia non sta nel considerarla realtà, ma come nostra personale lettura e visione del mondo.

💭 E tu quando fotografi, stai cercando di mostrare la realtà o un punto di vista?

Indirizzo

Pianoro
40065

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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