Chiara Pavanati Digital Atelier

Chiara Pavanati Digital Atelier 🦚 Digital Atelier | Photography for the Soul
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🏅 Eyeshot '25 Finalist & Pispa '25 Honorable Mention
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Double Honorable Mention at The Minimalist Photography Awards 2026 ✨🎖️ The Illusion of Freedom — Honorable Mention in Co...
26/08/2026

Double Honorable Mention at The Minimalist Photography Awards 2026 ✨

🎖️ The Illusion of Freedom — Honorable Mention in Conceptual 🎖️ Inner World — Honorable Mention in Fine Art

Two recognitions in the same edition, in two different categories.

The Illusion of Freedom was born near Bologna Airport. I was with friends, watching the planes take off, and I only had my smartphone with me. For a moment, that plane seemed imprisoned behind the barbed wire: how often we believe we are free, only to realise our freedom is limited by invisible barriers.

Inner World is an autumn evening, also in Bologna. The fogged window of a gym, and behind that glass the blurred silhouette of a young man training alone. A figure almost dissolved, yet clear in his gestures: appearance and essence coexisting, how we are perceived from the outside without ever being truly known.

Both works are growing along with me: The Illusion of Freedom was a finalist at the Eyeshot Open Call 2025 among over 20,000 images, and Inner World received an Honorable Mention at the Paris International Street Photo Awards 2025, with an exhibition in New York.

I'll say it without filters: this isn't an easy time, and it has been going on for a while. I question myself every day about the future, about my dreams, about life. It isn't a straight path, and sometimes it's frightening.

But I keep believing in art as a way of living, in sensitivity as a form of intelligence and not of fragility, in depth as a choice. In a time that settles for the surface, with photography I try to do the opposite: to stop, to look longer, to search for what lies behind the fogged glass and inside people.

❤️ Thank you to the jury for seeing something in these images. And thank you to you who believe in me: you are part of this journey more than you know.

📍 The Illusion of Freedom — Bologna, 2024 📍 Inner World — Bologna, 2025

Thank you for being here 🦚 Chiara Pavanati Digital Atelier

Yesterday, August 12th 2026, I went to the Athos Guidastri velodrome in Pianoro (BO), Italy, to photograph the solar ecl...
13/08/2026

Yesterday, August 12th 2026, I went to the Athos Guidastri velodrome in Pianoro (BO), Italy, to photograph the solar eclipse.

All I had with me was a very simple compact camera and a solar filter — nothing sophisticated. I had never seen so many people in my little hometown. Strangers standing side by side, eyes turned to the sky, sharing the same emotion. For a while, we stopped thinking about wars, atrocities, anxieties, struggles.

Watching the Sun darken little by little, I understood something simple: beauty asks for nothing in return. It's still out there, free, within everyone's reach, ready to be watched together.

I started shooting at 7:20 PM, and the 11 photos I selected to tell the different phases were taken roughly 3 minutes apart from one another, right up to the very last shot — the final one simply because the Sun had disappeared behind the hill.

Swipe to see the full sequence of phases in the photo and in the video that follows.

And as photographers love to say, wishing you good light

Inner World — Honorable Mention, Street Poetry / Essay, Paris International Street Photography Awards 2025. Exhibited at...
10/08/2026

Inner World — Honorable Mention, Street Poetry / Essay, Paris International Street Photography Awards 2025. Exhibited at One Art Space Gallery, New York, June 2026.

Bologna, an autumn evening. Behind the fogged window of a gym, the blurred shape of a boy training — movements filtered by condensation, suspended, outside of time. Dissolved in form, precise in gesture: how we are perceived from outside without ever being truly known. Inside each of us moves an inner world, perhaps invisible even to ourselves.

Thank you and the jury. Exhibition photos courtesy of the organizers; the Honorable Mentions were part of the Digital Exhibition.

📍 One Art Space Gallery, Tribeca, New York

C'è un castello, sull'Appennino, dove diversi stili convivono magicamente insieme 🏰Lo costruì un uomo dell'Ottocento, il...
16/06/2026

C'è un castello, sull'Appennino, dove diversi stili convivono magicamente insieme 🏰

Lo costruì un uomo dell'Ottocento, il Conte Cesare Mattei. Medico senza laurea, inventore di una cura che chiamò elettromeopatia, molte persone arrivavano da ogni parte d'Europa per farsi visitare da lui. Ma oltre alla sua medicina, mi affascina immensamente ciò che si è costruito intorno: un luogo magico a sua immagine.

Camminare dentro alla Rocchetta è come entrare in una fiaba che il Conte ha avuto il coraggio di trasformare in realtà.

E forse è proprio questo che mi tiene legata a queste fotografie. Non la perfezione del luogo, ma il coraggio di mescolare stili diversi e di non dover per forza scegliere un solo modo di essere.

La Rocchetta racconta di un uomo che si è costruito un posto che non somigliava a nessun altro, proprio perché lui non somigliava a nessun altro.

Esistono luoghi ai confini tra la realtà e la fantasia, e sicuramente la Rocchetta Mattei è uno di questi.

💬 Raccontamelo nei commenti: C’è un luogo di cui ti sei innamorato appena l’hai visto?

🔖 Salva questo carosello per i giorni in cui il mondo ti sembrerà troppo grigio e ordinario.

Grazie per essere qui ❤️
Chiara Pavanati Digital Atelier 🦚

15/06/2026

La vita è una e una sola. C'è un solo biglietto, per tutti noi 🎫

E se potessi sederti accanto al te stesso di dieci anni fa, cosa gli diresti?

Io gli direi di non avere paura della strada f***e. Di quella che gli altri chiamano impervia ma che tu, dentro di te, riconosci come tua. Gli direi che è cento volte meglio fallire nella propria strada che riuscire in quella di qualcun altro, quella scelta solo perché sembrava più ragionevole, più sicura, più simile a quella di tanti.

Crescendo si impara che esiste un modo silenzioso di tradire sé stessi: scegliere la vita degli altri perché spaventa di meno. Ma esiste un modo altrettanto silenzioso di tornare a sé: accettare che siamo diversi e che proprio lì, in quella diversità, risiede la nostra strada.

Abbiamo un biglietto di sola andata. Uno solo. Per questo incredibile giro di giostra che chiamiamo vita. Forse, se ce ne ricordassimo davvero, saremmo un po' più buoni con noi stessi e un po' più egoisti, nel senso dolce del termine. E sceglieremmo, finalmente, ciò che ci fa sentire vivi. Perché sentirsi vivi è quando il nostro mondo interiore e quello esteriore coincidono.

🔖 Salva questo Reel per i giorni in cui ti sembrerà di essere in ritardo sulla tua stessa vita.

💬 Raccontamelo nei commenti: e tu, senti che ciò che stai facendo nella vita ti rispecchia davvero?

Riguardalo, e ricordati che hai un solo, preziosissimo biglietto di sola andata...

Grazie per essere qui. Chiara Pavanati Digital Atelier 🦚

Non lo sapevamo, ma stavamo vivendo una sorta di ultima vigilia.Natale 2019. Dovevo ancora laurearmi, avevo addosso quel...
12/06/2026

Non lo sapevamo, ma stavamo vivendo una sorta di ultima vigilia.

Natale 2019. Dovevo ancora laurearmi, avevo addosso quella paura euforica delle cose che non sono ancora successe.

Sono partita per il Salento, per la prima volta non d'estate, con la mia Nikon F, la primissima reflex della storia, e un rullino CineStill 800T, particolare pellicola al tungsteno.

Ho trovato un Salento molto diverso. Senza turisti, senza il caos tipico dell'estate. Solo piccoli paesini graziosi illuminati da meravigliose luminarie, anziani per le strade, famiglie che passeggiavano nelle strade invernali. Un calore che il freddo, invece di spegnere, rendeva più nitido.

Fotografavo e non sapevo che stavo registrando l'ultima versione di un mondo che di lì a tre mesi non sarebbe più tornata.

Oggi questi negativi mi sembrano reperti. Non per come sono fatti ma per il mondo che ritraggono. Eravamo ancora persone che stavano vicine senza pensarci. Comunità che custodivano un fuoco e sentimenti più genuini.

Possiamo definirlo l'ultimo anno in cui siamo stati noi.

💬 Raccontamelo nei commenti: Ci sono fotografie del 2019 che oggi riguardi con tanta nostalgia?

🔖 Salva questo carosello per quando sentirai nostalgia del calore delle feste di Natale.

Riguardalo, e ricordati che, nel tuo cuore, se vuoi, può essere sempre Natale ...

Grazie per essere qui. Chiara Pavanati Digital Atelier 🦚

Le fotografo da mesi e penso che non mi fermerò 🪽Io le chiamo "le mie creature alate". Vivono sopra di noi, appollaiate ...
11/06/2026

Le fotografo da mesi e penso che non mi fermerò 🪽

Io le chiamo "le mie creature alate". Vivono sopra di noi, appollaiate sulle insegne luminose dei centri commerciali, sulle vetrine che ci fanno desiderare di acquistare, sui cartelli che ci invitano a entrare. Tutti quei simboli pensati per attirarci dentro e che alla fine finiscono per dare riparo a chi non comprerà mai nulla.

In basso ci siamo noi con le mani piene di buste, sopra ci sono loro con due bellissime ali e niente da portarsi via.

Qualcuno le trova ripugnanti ma io le trovo bellissime, perché hanno fatto qualcosa che a noi riesce sempre più difficile: si sono integrate nelle nostre città senza smettere di essere libere e hanno preso le nostre insegne per trasformarle in rami.

Le catturo fotograficamente con una piccola Lumix TZ99 che tengo sempre in borsa, con un gesto rapido, come un saluto, prima che volino via, chissà dove.

Questo progetto si chiama POP BIRDS! perché mi sembra che parli di noi quanto di loro, della nostra fretta, dei luoghi che chiamiamo casa e di chi è davvero libero in questa città.

Noi accumuliamo. Loro no.

E forse i negozi sono le nostre gabbie ... su cui loro si posano.

💬 Raccontamelo nei commenti: Qual è stata l'ultima volta che ti sei soffermato a guardare una di queste creature in città?

🔖 Salva questo carosello per i giorni in cui sentirai la necessità di alzare lo sguardo.

Riguardalo, e ricordati che, a volte, la libertà si posa sopra ciò che crediamo di possedere.

10/06/2026

"L'IA distruggerà inesorabilmente la fotografia" 👾

È una frase che leggo ovunque, in questi mesi. Sotto i post, nei titoli, negli sguardi un po' stanchi di chi mi chiede cosa ne penso davvero. E io rispondo sempre la stessa cosa, con calma: e tu ci credi davvero?

Quando nacque la fotografia, nel 1839, molti pittori ebbero paura. Pensavano fosse la fine della loro arte. Invece la pittura non morì. Cambiò forma. Si liberò dal dovere di rappresentare fedelmente il mondo e da quel respiro nacque tutto il resto e questo ha dato una grande spinta all'evoluzione dell'arte.

La fotografia non uccise la pittura: le restituì la libertà di evolvere in altro, in qualcosa di nuovo.

L'IA, oggi, è soltanto l'ultimo capitolo di una storia che si ripete. Lo so, in molti la temono e alcune aziende prenderanno la fotografia più alla leggera, useranno immagini sintetiche perché costano meno, sono più veloci da creare e hanno meno problemi di diritti. Succederà e sta già succedendo.

Ma resterà sempre chi cerca una mano vera dietro un'immagine. Un occhio che sa scegliere, una presenza che sa attendere il momento giusto, una storia tangibile che qualcuno ha vissuto per davvero. Resteranno le persone affezionate all'arte fotografica e la verità è che siamo più di quanto sembri.

Non c'è bisogno di odiare una tecnologia nuova per paura che ne soppianti un'altra. Le cose belle non si difendono con la paura. Si difendono restando accanto a loro, migliorando ed evolvendo.

Io continuo a scattare e ad insegnare ai miei studenti a vedere insieme e sorrido perché ho ed avrò sempre fiducia nell'arte della fotografia.

💬 Raccontamelo nei commenti: l'IA ti spaventa, ti incuriosisce, o ti lascia indifferente quando pensi alla fotografia?

🔖 Salva questo Reel per le giornate in cui senti che la tua arte non vale più niente.

Riguardalo, e ricordati che le cose belle non si difendono con la paura ma si difendono facendole evolvere.

💌 Se la fotografia ti sta chiamando ancora, nonostante tutto, sai dove trovarmi.

Grazie per essere qui.
Chiara Pavanati Digital Atelier 🦚

Oggi sono 14 anni che il nonno non è più qui 🥺 ma ogni volta che prendo la fotocamera in mano, sento che lui c'è ancora....
09/06/2026

Oggi sono 14 anni che il nonno non è più qui 🥺 ma ogni volta che prendo la fotocamera in mano, sento che lui c'è ancora.

Non era un fotografo di professione. Era qualcosa di più semplice e forse di più raro, era il custode dei ricordi della nostra famiglia.

"Fotografa le persone", mi diceva. "Perché le persone, con il tempo, cambiano." Era una frase semplice che amava ripetermi spesso, ma è la cosa più vera che mi abbia insegnato qualcuno sul potere della fotografia.

Gli avevo promesso che sarei diventata fotografa. Purtroppo lui non ha fatto in tempo a vedermi diventarlo davvero. Non ha visto le mostre, i progetti, l'atelier, i riconoscimenti ottenuti e le persone che oggi mi affidano i loro progetti.

Eppure mi piace pensare che, in qualche modo, lui c'è sempre. Che mi ha trasmesso lui questo modo di guardare, molto prima che diventasse un mestiere.

Un filo fotografico ci legherà per sempre. Lui da una parte, io dall'altra. E in mezzo, tutto quello che continuo a vedere anche per lui.

💬 Raccontamelo nei commenti: Chi ti ha insegnato a guardare il mondo?
🔖 Salva questo carosello per i giorni in cui sentirai il bisogno di ricordare da dove vieni.

Grazie per essere qui ❤️
Chiara Pavanati Digital Atelier 🦚

C'è un confine, in ogni donna, dove finisce il corpo e iniziano le ali 🪽Women Photographers Have Wings nasce da un desid...
04/06/2026

C'è un confine, in ogni donna, dove finisce il corpo e iniziano le ali 🪽

Women Photographers Have Wings nasce da un desiderio antico: trasformarsi, sconfinare, alleggerirsi di tutto ciò che pesa nell'anima.

In queste immagini la fotografa non osserva il paesaggio. Lo abita. Lo respira. Lentamente diventa riflesso, piuma, vento e parte del tutto.

Ogni scatto è una tappa della stessa metamorfosi: uno sguardo rivolto al cielo, un'ombra che apre le ali, un confine che si fa più sottile tra ciò che è reale e ciò che è sognato.

Gli uccelli, tutti diversi, non sono soggetti ma specchi dell'anima: simboli di grazia, di libertà, di una delicata resilienza.

Il bianco e nero rimuove il superfluo e lascia respirare tutto ciò che resta: il movimento, la tensione, il fiato. Sospende. Unisce. Amplifica.

Questo è il racconto di una donna che, attraverso la fotografia, ha imparato a volare nel mondo tangibile. A vivere, attraversare i confini, trasformarsi.

Forse tutte noi abbiamo, da qualche parte, delle ali meravigliose che aspettano solo di essere riconosciute. E spiegate.

💬 Raccontamelo nei commenti: e tu, stai ancora imparando a volare?

🔖 Salva questo carosello per i giorni in cui sentirai di non avere la forza di aprire le ali.

Indirizzo

Pianoro
40065

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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