03/03/2026
« Locker »
Bologna, Meraville. Nel buio del parcheggio, questa parete di armadietti colorati illumina la notte con i suoi tre colori accesi: verde, bianco e arancio.
Una figura incappucciata in attesa che uno sportellino si apra con un clic automatico. Se avessi visto questa scena da bambina, avrei pensato a un portale spaziale, a un film di fantascienza, a qualcosa di futuristico.
Oggi questo rappresenta la normalità. Desideriamo qualcosa, facciamo un click, e poco tempo dopo, come per magia, l'oggetto si materializza dietro uno sportellino che si apre per noi in automatico.
Il futuro che abbiamo sempre immaginato è qui, nascosto tra le automobili parcheggiate e i carrelli della spesa ed è incredibile, comodo e magico, ma mi chiedo: dove è finita l'attesa?
Quella sensazione sottile di aspettare qualcosa con pazienza, di guadagnarselo, di contare i giorni, di condividere l'emozione dell'arrivo. Forse abbiamo barattato la magia dell'attesa con la soddisfazione dell'immediato ma l'immediato brucia in fretta.
Appena lo sportello si apre e prendiamo il pacco, il desiderio è già svanito, sostituito dalla voglia di qualcos'altro, in un ciclo infinito di brevi soddisfazioni che non ci saziano mai per davvero. Un portale dei desideri che è anche uno specchio del nostro vuoto interiore.
Nel buio di quella notte bolognese, questo locker mi è sembrato come un altare moderno dedicato al "tutto e subito". Un monumento luminoso alla nostra impazienza contemporanea.
E voi ricordate ancora l'ultima volta che avete ricevuto qualcosa di profondamente desiderato e atteso per molto tempo?
🇮🇹 Armadietto
📷 Fujifilm GFX100S II
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